Intervista
a Giulio Capone (Drums & Keyboards)
27.05.2006
A CURA DI ColdNightWind


Ciao
Giulio! Grazie per il tempo concessoci per quest'intervista! Allora, partiamo
da quello che è successo subito dopo il vostro debut album "Hellgate"
ed in particolare mi riferisco allo split con il vostro cantante Fabio Privitera.
Ciao! Allora brevemente è capitato che il nostro ex-cantante Fabio
è stato chiamato a far parte del cast di un noto musical e quindi senza
troppi giri di parole non poteva più rimanere dentro la band. Abbiamo
provato a cercare qualche soluzione alternativa e addirittura abbiamo pensato
di fermare la nostra attività live per dedicarci esclusivamente all'incisione
dei dischi ma alla fine abbiamo convenuto che la cosa migliore da fare sia
per noi che per lui fosse il separarci amichevolmente. Poi dopo parecchi provini
abbiamo trovato quasi per puro caso Tiberio, il nostro attuale singer, che
fin da subito ci ha colpito sia come cantante che come personaggio.
In
effetti la voce di Tiberto è del tutto particolare ma sinceramente
all'inizio quando avevo visto le sue foto sul sito non avevo avuto una grande
impressione ed invece ho scoperto una voce grintosa dalle grandi qualità.
Si in effetti a vederlo non da quell'impressione di aggressività che
invece sfodera in sede musicale, non sei il primo a farci notare questa cosa!
Anzi ti dirò che la cosa divertente è vedere la faccia delle
persone che ascoltano per la primissima volta qualcosa di "Age of Wars",
è proprio da dire che l'abito non fa il monaco. Molte persone l'hanno
paragonato come timbro al grandissimo Thomas Rettke degli Heaven's Gate, cosa
che non può che renderci felici visto che questo è uno dei gruppi
preferiti dalla band e che è in modo indissolubile legato alla sua
nascita
Quanto
ha influito invece il timbro della voce di Tiberio sulla realizzazione del
nuovo disco? Stilisticamente ci trovo diverse divergenze da "Hellgate",
c'ha messo del suo o un semplice mutamento vostro?
Ovviamente la presenza di Tiberio ha influito sulla scelta finale delle linee
vocali anche se c'è da dire che la maggior parte del lavoro era già
registrato prima del suo ingresso, Tiberio ci permette di usare una maggior
estensione nelle linee vocali che mantengono sempre un bel "tiro"
rock,. Le divergenze che senti sono parte integrante del nostro sound credo,
devi sapere che alcuni brani di "Age Of Wars" sono stati composti
al tempo di "Hellgate" e "Mercenary" è addirittura
antecedente. Diciamo che i Bejelit hanno nel loro DNA la voglia di sperimentare
e di avere un suono vario senza dover essere etichettati come "opportunisti"
o altro. Secondo me già in "Hellgate" si sentivano elementi
anomali per il genere, come percussioni etniche e altri strumenti non propriamente
usuali nell'Heavy Classico, ci siamo affidati alle nostre orecchie e al nostro
istinto e abbiamo iniziato a trarne il massimo per quel momento.
La
differenza sostanziale che trovo tra "Hellgate" e "Age Of Wars"
è che in questo nuovo disco il vostro sound sia maggiormente ricercato,
frutto di un lavoro maggiormente meticoloso in fase di produzione che perde
però, vuoi anche per le differenti scelte stilistiche, un po' dell'impatto
dei brani di "Hellgate".
La produzione di "Age Of Wars" è sicuramente più complessa
anche in virtù della maggior difficoltà dei brani. Diciamo che
una delle critiche maggiori che aveva suscitato "Hellgate" era relativa
ai suoni piuttosto freddi che se da un lato non piacevano a tutti dall'altro
erano i responsabili di un certo impatto. Ora abbiamo deciso di fare un cd
"serio" e di lavorare in diversi studi per poter utilizzare diverse
soluzioni. La pre produzione di "Age Of Wars" è stata fatta
con lo stesso metodo della produzione di "Hellgate" e infatti suonano
molto simili. la differenza è che quest'ultimo ha tutto un altro "sapore",
da un certo punto di vista è più suonato e meno un assalto alle
orecchie dell'ascoltatore. Poi in ultima analisi tieni conto che tutti, noi
compresi sentiamo una differenza superiore a quella reale a causa del cambio
di cantante che di certo ha influito molto. Potremmo dire che "Age Of
Wars" è il primo cd dei Bejelit e "Hellgate" una sorta
di antipasto. Ora quando sarà pronto il terzo album probabilmente questa
differenza si sentirà molto meno.
Le
diverse soluzioni di "Age Of Wars" mi hanno colpito per la semplicità
con le quali si legano tra di loro, si parte con brani come la titletrack
o come "Mercenary" nei quali le chitarre sembrano uscire da un disco
dei Nevermore a brani Power molto più catchy come "Just A Dream"
o "The Evil Inside". Senza contare "March Of The Immortal"
dove sperimentate persino i lidi del sinfonismo.
Sembra proprio che sia cresciuta in voi la voglia di mettervi in gioco e di
osare per dimostrare le vostre diverse qualità.
Come ti dicevo le canzoni nascono cosi' spontaneamente. Non ci fermiamo mai
li a pensare "ora facciamo brano power, ora ballata, ora thrash feroce".
Per assurdo potremmo fare un cd tutto di brani in doppia cassa a 210 di metronomo
con vocals power e chitarre cattive ma per nostra fortuna le idee non mancano
al momento. Oltretutto le canzoni sono sempre piuttosto spontanee e la preproduzione
non si discosta troppo dalla versione finale. La voglia di sperimentare, come
ti dicevo, non manca e il fatto di "musicare" su di una storia pre-confezionata
ci permette di sbizzarrirci su diversi generi. A me fanno ridere quelle persone
che credono si possa sperimentare solo nel Prog o che etichettano per progressivo
un cd solo perchè ha un sitar o un chissà cosa, si può
sperimentare rimanendo nel proprio genere e anzi arricchendolo di diverse
componenti ed essere comunque Heavy Metal (fottuto heavy metal)! Alla fine
noi ascoltiamo di tutto e penso sia naturale esserne influenzati.
Sono
d'accordo! A proposito di storia pre-confezionata, in "Hellgate"
aveva raccontato a grandi linee la storia di Berserk, il fumetto di Kentaro
Miura. Di cosa parlate in questo "Age Of Wars"?
Bella domanda!
In "Hellgate" abbiamo affrontato alcuni episodi di Berserk senza
seguire un filo logico, una sorta di briefing della storia raccontata a modo
nostro attraverso le note. In questo disco invece abbiamo preferito puntare
maggiormente sulla trama del fumetto narrando le gesta della squadra dei falchi.
Chi segue la storia credo non avrà difficoltà a seguirla anche
ascoltando il cd, vi è un filo logico pur senza parlare di concept
album. Col prossimo cd probabilmente seguiremo ancora questa scelta in modo
da immergere ancor di più il lettore nella storia attraverso la nostra
musica.
Non
avete in programma di scrivere testi riguardo ad altro?
L'idea
è passata più volte per la testa ma per ora siamo felici di
questa scelta particolare e che per ora ci sta dando notevoli soddisfazioni.
In ogni caso i nostri testi li si può leggere (non tutti) anche sotto
una chiave meno Berserk e più personale.
Facci
un esempio.
Ad esempio
"Dust In The Wind" e la più recente "Just a Dream"
sono brani che possono essere letti sia relativamente alla sfrenata ambizione
di Griffis sia a quei falsi amici che pur di perseguire un loro scopo calpestano
completamente il concetto stesso di amicizia.
Da
fan di Berserker, chi preferisci? Griffis o Gastu?
Preferisco
Caska!
Quanti
dischi credi ci vogliano per raccontare l'intera storia di questo fumetto?
Vi state già interrogando su quello che sarà il "dopo"?
Sinceramente
non te lo saprei dire anche perchè la storia è ancora in fase
di edizione e quindi potrebbe allungarsi all'infinito! In linea di massima
con il prossimo cd saremo ancora sulle coordinate degli ultimi dischi mentre
per un ipotetico "dopo" vedremo in se a cosa succederà, diciamo
che abbiamo già qualche idea che ci passa per la testa.
Lanci
il sasso e nascondi la mano, quale idea?
Beh diciamo
che per mantenere una linea stilistica potremmo trattare un altro manga, ne
abbiamo già parlato più volte tra di noi magari potremmo anche
ottenerne i diritti ufficialmente e...chissà...
Altro
sasso, di che manga stai parlando?
Diciamo
che vista la nostra attitudine musicale non sarà Candy Candy e nemmeno
Chobin anche se un cd violentissimo su Chobin lo farei! Anzi lancio un appello
a tutti i musicisti per fare questo cd sul quel cattivone di Chobin!
Ok,
lasciamo perdere! Che significato ha per voi il Bejelit? Oltre ad essere un
nome ed un simbolo immagino che per voi abbia un significato particolare...
Il Bejelit
come saprai è un talismano che nella storia permette di realizzare
i propri sogni sacrificando qualcosa in cambio, e di solito il prezzo da pagare
è piuttosto salato. Per noi non ha alcun significato particolare se
non relativo al legame con il fumetto che abbiamo abbracciato qualche anno
fa. E poi Bejelit è un nome che suona facile anche se non scontato,
è piuttosto strano, abbiamo visto che la gente se lo ricorda facilmente.
Cambio
argomento, dopo le divergenze con l'Underground Symphony avete rotto anche
con la Battle Hymns. Cosa è successo in questo caso? Cosa ci puoi dire
della neo-nata Old Ones?
Qualunque
divergenza con l'Underground Symphony è stata appianata da tempo ed
era di esclusivo valore professionale e non personale. Con la Battle Hymns
abbiamo fatto il primo cd, ne siamo rimasti soddisfatti ma ora abbiamo voluto
intraprendere una strada diversa. Per quanto riguarda la Old Ones posso dirti
che stiamo lavorando duro per farla emergere nell'affollatissimo panorama
delle label
indipendenti. Occupandosi soprattutto della distribuzione contiamo di essere
il più capillari possibili mantenendo comunque dei prezzi a portata
di "teenager".
Molti potrebbero pensare che questo cd sia una sorta di autoprodotto ma in
realtà l'idea della Old Ones Records è nata esternamente ai
Bejelit e alle loro vicissitudini. Poiché volevamo curare da vicinissimo
gli interessi della band, la produzione e la successiva promozione abbiamo
deciso di produrre come primo album proprio "Age of Wars".
Qual'è
il tuo brano preferito dei Bejelit e perchè?
Di quelli
vecchi senza dubbio "The Haunter of The Dark", a cui sono particolarmente
affezionato mentre per quanto riguarda i brani nuovi direi "March of
The Immortal" visto che ho avuto modo di sbizzarrirmi sulle orchestrazioni.
E
tra le due ballad? Personalmente "Flower Of Winter" mi piace ma
"I Won't Die Everyday" rimane la mia preferita.
Beh,sono
song differenti che hanno in comune solo il fatto di non essere sparate a
mille. Credo che "I Won't Die Everyday" sia meno ballata e più
vicina ad un mid-tempo mentre "Flower Of Winter" è più
lenta e "acustica", per così dire.
Oltre
che essere il batterista dei Bejelit sei sempre stato piuttosto attivo sulla
scena metal italiana, sei già stato membro dei Pandaemonium per esempio,
ed adesso cosa hai in mente?
Attualmente
sono anche da circa un anno dei Drakkar con i quali stiamo lavorando ad un
nuovo album anche se per ora non so dirti quando uscirà e nemmeno con
chi. Ora ho in mente diversi progetti anche non metal nel senso stretto del
termine ma soprattutto sono impegnato nel produrre altri gruppi nel mio studio.
Ho notato che in Italia si parla tanto ma poi le produzioni sono spesso deboli
in campo metal e la cosa è un paradosso. Quest'estate comunque parallelamente
a Bejelit e Drakkar registrerò il debut album del progetto che ha visto
iniziare la collaborazione tra me e il chitarrista dei Bejelit Daniele Genugu.
Questo progetto chiamato Paladine è costituito da un power melodico
con moltissimi elementi acustici e folk ma che strizza l'occhio anche al metal
tedesco degli anni '90.
Dovrebbe uscire con la Old Ones Records così come "Age of Wars"
dei Bejelit.
Bene,
questo è tutto! Grazie per l'intervista Giulio, ti lascio lo spazio
per salutare i lettori di Hardsounds.it!
Un grazie
di cuore a te e a Hardsounds.it per lo spazio che ci ha concesso Un salutone
a tutti i lettori, mi raccomando visitate il nostro sito all'indirizzo www.bejelit.com
e lasciateci una firma sul guestbook STAY HEAVY!