BLAZE BAYLEY
Intervista raccolta alla
Sfinge Metal Pub - Brescia
13.03.2004
A CURA DI Nyarlatothep

Nyarlatothep: Prima di ascoltare il tuo nuovo album volevo chiederti di
parlarcene un po: qual è largomento? E un altro concept, o qualcosa di
diverso?
Blaze
Bayley: Beh, prima di questo abbiamo pubblicato As Live As It Gets, un live
che è un po un mix, e quando labbiamo mixato Andy Sneap mi ha detto:
Questo sembra più pesante e migliore di entrambi gli album in studio, e
quindi abbiamo deciso che lo studio album successivo doveva sembrare un album live.
Capisci, un live album richiede circa due ore per essere registrato, ed ho pensato:
Questo è ciò che voglio fare!. Quindi abbiamo iniziato a lavorarci, ed io
volevo scrivere un po più onestamente ed un po più riguardo i miei
sentimenti personali rispetto ai primi due album, in cui stabilivo un personaggio e mi
ponevo nella sua prospettiva: questo nuovo album invece parla solo di me e non ci sono
altri personaggi da seguire, parla delle mie emozioni. Sono stati due anni molto
difficili: dalla fine del miraggio di Tenth Dimension ad oggi sono stati
giorni molto duri. Il mio matrimonio è finito, ho sofferto di depressione ed ho avuto
problemi di alcool e droga, ho visto medici e cose del genere, insomma è stata dura.
Anche con la casa discografica abbiamo avuto problemi, si è parlato di soldi, si è
parlato del contratto, a volte chiedevano quando avremmo fatto un nuovo album, che a
tratti sembrava impossibile. Perciò questalbum e tutti i testi sono sulle
difficoltà e i problemi che ho avuto con la compagnia e nella mia vita, e penso sia molto
personale. Voglio dire, tutti hanno problemi nella loro vita, quindi credo sia facile
identificarsi con alcuni degli argomenti di cui parlo: tutti hanno giorni duri, tutti
hanno problemi nelle relazioni. Tutti quanti in certi momenti devono decidere se restare a
terra e lasciarsi morire o alzarsi e combattere, e questo è ciò di cui parla
questalbum.
N.: I tuoi precedenti due album mi avevano dato una certa impressione: sembrava che ci
fosse stata una grossa crescita nel songwriting e nello stile di tutto il gruppo. Il tuo
nuovo Blood & Belief non è crescita: è evoluzione, quasi asettica, in un
certo senso estrema. Cosa ne pensi?
B.B.:
Penso che una delle sfide che abbiamo avuto sia stata che il batterista, Jeff Singer, ha
lasciato il gruppo perché non ci credeva più; Rob Naylor, il bassista, se ne è andato
perché non ci credeva più; e questo ha lasciato John Slater, Steve Wray e me da soli. Ci
abbiamo pensato e abbiamo concluso che noi ci credevamo ancora: volevamo un album vivo,
volevamo infondergli unemozione, volgevamo che la musica fosse potente e dura, che
le chitarre fossero forti e avessero il volume alto, doveva essere duro, questa era
lidea. Ogni cosa che abbiamo scritto è viva e segue questidea: di cosa parla?
Qual è il sentimento in questa canzone? Qual è la storia? Beh, ogni testo si doveva
fondere con la musica e raccontare esattamente quello che ha dietro, quale sia la storia.
Se non si fonde non funziona. Alcune delle canzoni sono più dirette e gli si adattavano
riff molto duri, e se cè piaciuto suonarle, le abbiamo suonate di nuovo. E se la
voce non trasmetteva il messaggio giusto, si rivalutava, e se era troppo dura si rifaceva
più tranquilla. Ascoltavo bene la voce, e la rifacevo se era troppo o non abbastanza
forte. Quindi sì, cè evoluzione, perché abbiamo imparato molto, come nei primi
due album, ma in questo non abbiamo dovuto imparare nulla dello studio o della
registrazione o di noi, perché ci conoscevamo già e potevamo esporre ciascuno le proprie
idee e dire: Fermi tutti. Questa è la mia idea: proviamo a seguirla.Penso che voi
dovreste fare così. Tu prova a cambiare in questo modo. Potevamo farlo. Sì, ci
siamo evoluti e ci stiamo evolvendo.
N.: Mi sembra che in questo album ci siano parecchie influenze, anche abbastanza
particolari. Voglio dire: con gli altri due album, metti il cd nel lettore e dici
Ok, questo è Blaze. Ascolti questo, e pensi Questo è Blaze in una
maniera più completa, con qualcosa in più. E questo che intendevi quando hai
affermato che questo lalbum che più ti rappresenta?
B.B.:
Sì, lo è. Abbiamo imparato molto ora. Avevamo unidea iniziale: volevamo due
chitarre dure con vocals più melodici, e armonizzare il tutto e credo che ce
labbiamo fatta. Quello che volevamo era costruire qualcosa di potente, memorabile e
incisivo: questo è Blood & Belief. Qualcosa di crudo e diretto.
N.: Ci sono pezzi con passaggi anni 80 e 90, ma con un occhio al futuro, o è
una mia impressione? Anche la voce ha meno effetti, come dicevi tu è più diretta. Mi
pare un buon lavoro. Cosa mi dici dei membri che hanno lasciato la band? Avete ancora
rapporti?
B.B.:
Rob se nè andato quando stavamo per iniziare il tour, era già tutto fissato,
diceva che gli dispiaceva non poter fare nemmeno uno show, ma non ci credeva più. Ma
sento ancora Jeff. Si è sposato ed ora fa un lavoro regolare. Jeff sapeva che per suonare
dal vivo ci vogliono almeno sei mesi, è un grosso sacrificio, e ha detto No, se è
solo per far soldi ed essere famoso non è suonare Heavy Metal, perché il Metal non è
questo. Il Metal riguarda la musica, il sentimento, il rapporto con le tue canzoni, e
riguarda il suonare, e amare suonare, e passare attraverso linferno pur di
continuare a suonare. E non penso fosse pronto per questo. Capisci, non è una
questione di critiche gratuite, un sacco di gente in realtà non è pronta per questo.
N.: Non credi che i tempi siano maturi per un tour dei Blaze, come headliner e non come
spalle?
B.B.:
Sì, sì, sono stufo di fare la spalla. Ciò che vorremmo fare ora è tornare alle radici.
Questo è Blood & Belief. Inizieremo un tour da soli in tutto il regno
unito. Poi gireremo alcuni festival, vogliamo provare a suonare ovunque ce ne diano
lopportunità, anche nei club, in tutta Europa. In Italia, Francia, Spagna,
Germania, ovunque ci lascino suonare, anche nei locali, basta ci diano un palco, da
mangiare e qualche soldo, e ci andremo! Vogliamo solo suonare: non abbiamo a che fare con
MTV, non passiamo sulle grandi radio, non ce ne frega un cazzo di fare un video, perché
coi soldi che spenderemmo per un video potremmo vivere un mese sul tour bus, e andare a
suonare dal vivo di fronte ai fans, ovunque. Capisci, questo è quello che vorrei fare.
Tutto qui. E così: tornare alle radici. E la gente ordinaria ad essere
responsabile del successo di queste cose. Sono i fans a comprare gli album, sono i fans a
comprare i biglietti, sono i fans a comprare le magliette, ed è questo che fa
rullare i tamburi. Nientaltro. Non le case discografiche, non il
management. Sei tu e i fans. Capisci, quando suoni dal vivo non ci sono stronzate di
mercato, non è il mercato della musica, quello che importa è il gruppo e i fans. Questo
è quello che minteressa. Nei prossimi due anni faremo più di duecento concerti,
ovunque potremo, e se suoneremo davanti a dieci persone vorrà dire che alla fine faremo
una chiacchierata tra amici.
N.: Una domanda che ti avranno fatto migliaia di volte: riguardo il tuo passato con gli
Iron Maiden, puoi dirci qualcosa di particolare, cosè successo
B.B.:
Penso sia dipeso da qualcuno al management della Century. Io stavo aspettando di fare il
terzo album, ma credo sia stata tutta una questione di soldi, le prospettive di vendite
con una reunion, perché i Black Sabbath erano tornati insieme, chiaro? E qualcuno deve
aver pensato Ehi, ora possiamo farci un bel po di soldi, basta una bella
reunion, questo è il momento giusto. Penso sia andata così. Dopo lo split con gli
Iron Maiden sono rimasto con la Century, volevo fare qualcosaltro, penso che
Silicon Messiah fosse veramente un buon album. Penso sia un album migliore di
No Prayer For The Dying, capisci? Credo che qualcuno alla Century Management
non volesse che io lo facessi. Perché se non si concentravano del tutto sugli Iron Maiden
poteva esserci qualcosa che non andava in loro come manager, quindi preferivano che mi
arrendessi, me ne andassi e facessi qualcosaltro. Vedi, non avevo scelta. Questa è
la mia vita e devo andare avanti.
N.: E pensandoci ora, guardando la tua carriera col tuo gruppo, la consideri una cosa in
qualche modo positiva, o solo una cosa che è accaduta e basta?
B.B.:
Penso solo che siamo al nostro terzo studio album, e che abbiamo unidentità, un
sound definito più di qualunque altra cosa io abbia fatto. E penso che questo sia il
migliore tra tutti gli album che ho fatto. Quindi se esiste un momento giusto perché la
gente inizi ad ascoltare i Blaze, forse è proprio questo. Gli Iron Maiden hanno raggiunto
una struttura definitiva, e io non voglio più farne parte, e ti sto dicendo che voglio
fare tutto ciò che riesco. Quindi, magari qualche fan potrebbe venirci a sentire, e
potrebbe piacergli la musica.
N.: In generale, cosa puoi dirci che non abbia già detto, su questo nuovo album e
sulleffetto che pensi possa avere sui tuoi fan?
B.B.:
Beh, sono proprio ansioso che i fan lo ascoltino, starà poi a loro decidere se gli piace
o no, se è o meno un buon album; io ho finito. Capisci, i fans comprano gli album,
dipende da loro. Se a loro piace, io posso dire venite a divertirvi con noi. A
me piace, ma la cosa più importante è vedere se piace a loro.
N.: Ok, unultima domanda in attesa delluscita ufficiale: riguardo il formato
di uscita, ci sarà unedizione limitata, o qualcosa di particolare?
B.B.:
No. Sarà solo lalbum base. E questo perché voglio sia il più economico possibile
nei negozi, in modo che chiunque possa permetterselo. Quindi anche se non si è dei fans
sfegatati pronti a tutto, volevo che fosse il più economico possibile perché il maggior
numero possibile di persone potesse averlo. Non ho nulla contro le edizioni da collezione,
ma stavolta è diverso. Stavolta deve essere il più semplice possibile, solo la musica,
in modo che la gente possa dire Questo è ciò che avevano da dire.
N.: Per chiudere lintervista in modo tuttaltro che originale, vuoi dire
qualcosa al nostro pubblico? Basta anche un saluto
B.B.:
Ciao da Blaze, in Italia per un tour promozionale di Blood & Belief.
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