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Conferenza
Stampa con Hansi Kursch (Vocals) & Andrè Olbrich (Guitars)
28.09.2006
A CURA DI ColdNightWind & Nyarlatothep
A
night at the opera aveva deluso molta gente, che lo aveva considerato
troppo complesso per essere un vero disco metal. Secondo altri invece quello
è stato un notevole passo avanti nellevoluzione del vostro sound,
nel senso che vi siete confermati come una delle poche bands, che è
sempre andata avanti nel suo cammino artistico, senza mai proporre cose già
fatte. Dal primo ascolto che abbiamo avuto del vostro nuovo album, pare proprio
che questa impressione debba essere confermata: che cosa ne dite?
Hansi: Le lamentele riguardo A night At The Opera sono
state fatte da una minoranza, anche se certamente rumorosa. In genere coloro
che criticano fanno sempre più rumore degli altri! In realtà
abbiamo ricevuto anche molte recensioni positive. Certo, ad alcuni non è
piaciuto, ma molti altri lhanno apprezzato e considerano pezzi come
And Then There Was Silence, Battlefields o Punishment
Divine tra le migliori cose che i Blind Guardian abbiano mai scritto.
Ci siamo spinti forse un po troppo oltre in termini di complessità
su quellalbum, che ha rappresentato veramente una sfida, non solo per
noi ma anche per lascoltatore, poiché era necessario concentrarsi
a dovere per poterlo cogliere nei suoi aspetti fondamentali. Nonostante tutto,
penso che fosse necessario realizzare un disco del genere per essere in grado
di staccarci da Nightfall In Middle Earth. Quel lavoro ha rappresentato
dal mio punto di vista un disco perfetto, ma avevamo bisogno di realizzare
qualcosa di completamente diverso. E certamente A Night At The Opera
non rappresenta un punto di arrivo: abbiamo introdotto diversi elementi nuovi
nel songwriting, ma dallaltra parte abbiamo avuto la sensazione di avere
commesso alcuni errori per quanto riguarda il livello dei singoli strumenti
e delle voci: abbiamo tenuto infatti tutto sullo stesso piano per cui per
il nuovo album abbiamo deciso sin dallinizio che le vocals, le lead
vocals in particolare, avrebbero avuto il ruolo principale. E stata
la prima cosa che abbiamo deciso, prima ancora di metterci a lavorare, e infatti
abbiamo scritto tutte i nuovi pezzi cercando di andare in questa direzione.
Dal mio punto di vista, ciò che abbiamo cercato di fare è stato
quello di portare tutta la qualità dei precedenti dischi, aggiungendo
anche una serie di elementi nuovi. Questo è quello che vogliamo fare:
introdurre sempre cose nuove, esplorare nuovi orizzonti, non ci piace copiare
noi stessi allinfinito. Sul disco ci sono alcune cose che non abbiamo
mai provato prima, ma nello stesso tempo, esse si inseriscono perfettamente
nel nostro trademark sonoro.
Andrè: Abbiamo avuto la sensazione che And Then There
Was Silenceavesse rappresentato il massimo che potessimo fare dal punto
di vista epico. Abbiamo voluto quindi cambiare il concept, perché ci sembrava
di aver composto troppe epic songs fino a quel momento. Abbiamo cercato di
ritornare alle nostre radici, di comporre canzoni più dirette, abbiamo ridotto
le orchestrazioni di chitarra, i cori. Il risultato è stato che siamo venuti
fuori con pezzi più essenziali, con chitarra, basso, batteria e voce.
Vi
siete resi conto di essere entrati a far parte, album dopo album, della vita
delle moltissime persone che vi seguono ormai da anni?
Hansi: Sì, ce ne siamo accorti ed è assolutamente un
grande onore per noi, anche se davvero sorprendente da un certo punto di vista!
La funzione principale dellartista è quella di colpire, toccare
la gente, fargli provare delle sensazioni, per cui se riesci a far questo,
beh, credo che sia la miglior prova del fatto che quello che stai facendo
va bene! E se molte persone sono cresciute con noi, hanno compiuto con noi
i nostri stessi passi, credo che sia la prova principale del fatto che non
abbiamo mai rinnegato noi stessi.
Andrè: Abbiamo sempre cercato di scrivere canzoni con lidea
di far provare delle sensazioni, di trasportare anche chi ascolta nelle atmosfere
che intendiamo creare. Pensiamo sempre al fatto che molte persone, ascoltando
le nostre canzoni, possano provare le stesse emozioni che noi proviamo a suonarle,
ed è una sensazione davvero meravigliosa!
Hansi: Parlando del nuovo album, penso che Fly sia la canzone
migliore per descrivere quello che André ha appena detto: sono stato
ispirato da certe cose per scrivere questo pezzo, e adesso ho la possibilità
di ispirare altre persone con essa. E credo che alla fine sia questa la ragione
per cui uno fa musica.
Rimanendo
sul singolo, perchè hai scelto la storia di Peter Pan e di Finding
Neverland?
Hansi: Perché mi sembrava ottima. Stavo cercando qualcosa di
positivo sebbene qualcuno muoia allinterno del film e anche nella canzone.
La storia in sé racconta di Peter Pan che raccoglie alcuni ragazzi
che stanno morendo e quindi si tratta di una storia triste. Tuttavia crea
delle sensazioni positive nonostante sia una canzone legata al tema della
morte. Penso inoltre che Peter Pan sia un personaggio molto positivo e la
musica di questa canzone è di stampo molto personale e rappresenta
una ribellione perché questo non è forse quello che la gente
si aspetta, soprattutto perché Fly è stata presa
come singolo, anche se si presenta molto diversa dagli altri brani presenti
sullalbum non solo per quanto riguarda al testo ma anche per la musica
stessa. Un altro motivo per cui abbiamo scelto questo brano è la presenza
di una seconda versione di Fly intitolata Dead Sound Of
Misery inserita alla fine dellalbum come bonustrack. Mi sembrava
molto interessante parlare di due argomenti così diversi, uno che riguarda
un aspetto felice e laltro che riguarda la morte, e queste due versioni
opposte rappresentano una soluzione ottima.
Ci
sono altre canzoni che sono state ispirate da fonti letterarie?
Hansi: Sì, ad esempio This Will Never End parla
di un racconto di un autore tedesco. Si tratta di un libro non molto famoso,
racconta la storia di questo pittore francese Gustav Thorez che incontra la
morte in uno dei suoi sogni, e la Morte gli dice che sta per morire, e lui
tenta di trovare una via duscita
è una storia molto contorta,
ed è da qui che sono venuto fuori con lidea di chiamare il disco
A Twist In The Myth, perché se ti accosti alle storie che
raccontiamo, ti accorgi che tutto inizia a prendere una direzione diversa
da quella con cui eri partito: uno pensa di conoscere la storia a cui ci ispiriamo,
ma poi leggendo i testi, ascoltando la musica, le cose cambiano, e potresti
uscire con delle conclusioni completamente diverse rispetto allinizio.
Hansi,
la cosa che mi ha sempre impressionato di più nel tuo modo di scrivere
i testi è che riesci sempre a scrivere cose di grande valore, pur utilizzando
temi comunque classici e usuali: come ci riesci?
Hansi: E una cosa a cui arrivi a poco a poco: quando ho iniziato
cercavo a tutti i costi di essere complicato, di scrivere roba sofisticata,
ma è stato un fallimento. La verità è che ero troppo
vicino alla storia di cui volevo parlare, poi a un certo punto ho iniziato
a leggere i poemi ed è stata una rivelazione per come essi riescono
a spiegare cose difficili con poche parole forti ma nello stesso tempo anche
semplici, per cui ho cercato di portare questa influenza allinterno
della mia scrittura. E stato comunque un processo lungo, arrivare fino
a qui.
In
che misura il nuovo batterista ha influenzato i brani dellalbum?
Hansi: E' molto difficile da dire, perché quando è entrato
nel gruppo gran parte del materiale era già stato composto. Io e André
avevamo programmato e registrato le parti di batteria, le abbiamo portate
e lui le ha potenziate. E venuto in studio subito dopo essere stato
preso, ha ascoltato le cose che avevamo fatto e ha espresso il suo parere,
ha dato i suoi suggerimenti. Diciamo che ha importato uno stile più
moderno, ma nello stesso tempo legato a quello dei Guardian, che è
alla fine la ragione per cui labbiamo preso come batterista. Frederik
è molto progressive, ma ha anche molto dellattitudine di Thomen,
che era una cosa che volevamo assolutamente mantenere allinterno della
band. Diciamo che il maggior contributo apportato da lui al disco sono state
le percussioni, il flauto e la cornamusa, che ha avuto lui lidea di
utilizzare e che ha suonato di persona: probabilmente avete riconosciuto la
cornamusa in Carry the blessed home, lui ha scritto e suonato
quelle parti.
E
quanto forte sarà la sua influenza nei vecchi pezzi dei Blind Guardian?
Andrè: Frederik cerca di mantenere lo spirito originale delle
canzoni, certo in Fly ci sono delle parti differenti, ma in generale
non si nota che alla batteria cè un altro.
Hansi: Frederik è stato ed è ancora un grande fan dei Blind Guardian
e conosce molto bene i brani. Ha fatto il provino suonando “Time Stands Still”,
And Then There Was Silencee
“Journey Through The Dark” e ascoltandolo e guardandolo ci siamo resi conto
che il suo modo di suonare era molto simile a quello di Thomen. Ci ha fatto
una grande impressione e inoltre conosceva molto bene il vecchio materiale
e quindi era perfetto per registrare le parti di batteria del nuovo album.
A
questo punto la domanda è dobbligo: cosa ne pensate del progetto
Savage Circus?
Hansi:
Thomen aveva iniziato a lavorarci prima di lasciare la band, per cui non ha
nulla a che vedere con la sua dipartita. Se dobbiamo essere onesti, non è
ce ne siamo interessati più di tanto: abbiamo ascoltato soltanto un
paio di demo, ben fatte per carità, ma nulla di veramente eclatante.
Molte
persone ascoltando il disco dei Savage Circus hanno detto che sembrava di
sentire un nuovo disco dei Blind Guardian, quindi questo avrebbe potuto colpirvi,
oppure no?
(Ridono entrambi, ndr.)
Andrè: Penso che se una band decide di suonare in maniera non
originale non è certamente la giusta maniera per raggiungere il successo.
Una band deve trovare il proprio stile e creare la propria musica e se tu
vuoi ottenere il rispetto della gente devi seguire questa via che è
certamente la migliore.
Hansi: A ogni modo non sta a noi giudicare.
Probabilmente
voi siete lunica band metal che ha cercato di andare oltre il semplice
concetto di heavy metal album dopo album. Che cosa pensata a proposito del
futuro dellheavy metal, cè ancora qualcosa da scoprire
o da inventare?
Hansi:
Siamo ancora dei grandi fans dellheavy metal, ma devo ammettere che
molte band non hanno nulla di nuovo nelle loro composizioni perché
sono convinti che il suono pesante, tipico degli anni ottanta debba essere
sempre presente allinterno del songwriting metal e usano sempre gli
stessi modelli. Invece noi, così come molte altre band, pensiamo che
non ci sia nulla di male nellassimilare altri schemi che magari non
sono così comuni nellheavy metal, ma che si possono adattare
molto bene a questo genere. Forse è proprio questo il segreto della
composizione e penso che noi siamo una delle poche band che sia riuscita in
questa cosa. Tra i fan e i musicisti c'è un concetto diverso di evoluzione,
di velocità e di dinamica e molto spesso questi concetti si confondono
tra loro. Se si analizza a fondo quello che noi suoniamo si trovano molti
elementi legati alla musica celtica, oppure parti più progressive come
capita in Another Stranger Me o in Fly. Aggiungiamo
sempre dei nuovi elementi, rimanendo comunque sempre legati allheavy
metal. Bisogna cercare di fare propri nuovi elementi, ma allo stesso tempo
bisogna adattarli al proprio stile.
André: Il tempo passa e bisogna cercare di coglierne lo spirito:
quello che cè intorno a noi, ogni giorno ogni cambia e dopo cinque
anni non puoi fare le stesse cose; ogni cosa cambia e bisogna andare avanti
tenendo conto di tutto quello che ti circonda, si devono capire e vivere i
cambiamenti e quindi di conseguenza cambiano anche i sentimenti e la propria
musica. Se vuoi provare ad essere vero e vivere in questi tempi
devi provare ad esprimere il tuo sound in maniera moderna mentre se guardi
al passato, agli anni ottanta, non è certamente la via giusta.
Hansi: Vorrei aggiungere ancora una cosa: credo che molti fans si aspettino
che i Blind Guardian si comportino in questa maniera. Non credo realmente
che la gente apprezzerebbe se facessimo un altro Imaginations From The
Other Side. Beh certo, forse è in assoluto il miglior album mai
suonato dai Blind Guardian ma se lo facessimo diventerebbe una copia sputata
risultando quindi un fallimento. Questo è molto importante per noi
in quanto siamo dellidea di rimanere legati alle idee che abbiamo avuto
in passato, ma cerchiamo comunque di fare sempre nuovi passi in avanti utilizzando
nuovi elementi per creare uno stile proprio dei Blind Guardian.
Avete
mai sentito pressioni facendo il vostro lavoro? Paura di non soddisfare pienamente
le aspettative della gente?
Hansi: No, non abbiamo mai cercato di essere fashion, anche
se poi in qualche modo questo è successo. In realtà occorre
avere una grande apertura mentale e concentrazione per apprezzare appieno
quello che proponiamo, non è certo musica per tutti! Di conseguenza
non abbiamo mai cercato di essere una band da milioni di dischi venduti
abbiamo sempre cercato di essere noi stessi e di non ascoltare troppo quello
che altre persone dicevano sul nostro conto perché nel momento in cui
cerchi di replicare a quello che altre persone dicono, alle loro lamentele,
hai già perso in partenza! Abbiamo sempre avuto un certo stile di composizione,
e abbiamo sempre avuto bisogno di molto tempo per realizzare un nuovo album,
e non abbiamo mai sentito pressioni per questo, ci siamo presi sempre tutto
il tempo che occorreva
Andrè: Di solito, ogni volta che chiudiamo un mix siamo sempre
molto soddisfatti di quanto abbiamo fatto, non abbiamo mai rimpianti alla
fine di un lavoro!
So
che registrerete un album orchestrale in futuro
ce ne potete parlare?
Hansi: Probabilmente è il progetto più ambizioso a cui
abbiamo mai lavorato finora, ma non è ancora finito. Si tratta
di musica classica orchestrale legata allo stile dei Blind Guardian. La differenza
sta proprio nel fatto che la musica è stata composta per unorchestra
e io canto in uno stile più adatto ad una rock opera. Stiamo
ancora lavorando a questo progetto e credo ci vorranno ancora circa diciotto
mesi per vederlo finito. Il songwriting è già praticamente finito.
André:
Circa il 90% delle cose sono state fatte si.
Hansi: Direi che questo album potrebbe essere il successore di Nightfall
in middle earth: ha un andamento molto celtico ed orchestrale ma non
è così heavy come Nightfall.
André: La musica, completamente basata su storie fantasy vi
porterà nel mondo di Tolkien. Secondo me è musica fantastica,
la migliore che abbiamo mai scritto!
Avete
appena cambiato casa discografica: quali sono gli aspetti che vi hanno portato
a prendere questa decisione? E stato difficile dopo tutti questi anni
alla Virgin?
Hansi: E accaduto a causa dei problemi che abbiamo avuto con
il dvd. Non volevamo certo andare sotto unaltra major, per cui abbiamo
sentito un po tutte le più grosse label indipendenti e alla fine
abbiamo deciso di accasarci con la Nuclear Blast. E stata la scelta
migliore, sono molto ambiziosi, totalmente devoti allheavy metal e sembra
che capiscano esattamente quello che vogliamo ottenere come artisti mediante
la nostra musica: con loro dunque non è solo una questione di dischi
venduti, ma anche di qualità.
Che
cosa è accaduto esattamente con il dvd?
Hansi: Oh, semplicemente che il giorno che avevamo schedulato per luscita,
e che di solito per una band heavy metal rappresenta il punto più alto
di guadagno, il prodotto non era nei negozi! Hanno avuto alcuni problemi di
fabbricazione, ma la cosa grave è che non sono riusciti a reagire in
tempo per trovare una soluzione e soprattutto ad avvisare il pubblico del
ritardo! Ok, è accaduto per un disco live, per cui era una cosa che
potevamo tutto sommato accettare, ma se la cosa fosse capitata per un nuovo
disco, su cui investi anni della tua vita e molti dei tuoi soldi
così
gli abbiamo detto che desideravamo interrompere la collaborazione perché
non avremmo tollerato che un altro incidente come questo si verificasse di
nuovo, e loro ci hanno risposto che eravamo liberi di andarcene!
André: Quella del dvd non è stata lunica cosa,
ci sono stati anche altri aspetti del loro lavoro che non ci hanno soddisfatto
per nulla. Metti insieme tutto e ottieni una motivazione abbastanza grossa
per andarsene.
Scrivendo
i brani del nuovo album avete tenuto in considerazione laspetto live
dei pezzi?
Hansi: E da Somewhere Far Beyond o da Tales
From The Twilight World che ne teniamo conto. Tuttavia durante la fase
compositiva laspetto live non è molto considerato. Pensiamo che
se un pezzo abbia bisogno di qualcosa in più noi dobbiamo fornirglielo.
Realizzando canzoni troppo complesse come in A Night At The Opera,
ci siamo resi conto delle possibilità e dei limiti solo durante il
songwriting e quindi è stato ovvio che in questo nuovo album non ci
sarebbe stato un muro di chitarre oppure un muro di cori. Da questo punto
di vista, anche se non le abbiamo ancora suonate dal vivo, credo che un 70/80%
dei pezzi sia abbastanza semplice da riproporre dal vivo.
André:
A mio parere i nuovi brani sono più legati alle origini della nostra
musica presentandosi quindi più diretti. Sono quindi molto più
facili da suonare. Abbiamo provato a suonare Fly che è
il brano più difficile da riproporre dal vivo e abbiamo ottenuto un
sound molto groovy, molto rock. Labbiamo suonata ad Instanbul
e a Mosca e i fan hanno apprezzato moltissimo. Di solito quando proponiamo
un brano inedito, come nel caso di Imaginations o di Nightfall
la reazione del pubblico era sta molto tranquilla, mentre Fly
è stato il brano che a coinvolto fin da subito tutti i presenti.
Hansi: Fly rappresenta qualcosa di diverso e di differente
ed è molto interessante riproporla dal vivo.
Avete
intenzione di fare unaltra edizione del Blind Guardian Open Air?
Hansi: Sì, ma è una cosa per cui abbiamo bisogno di un
bel po di tempo! Non è una cosa usuale per una band essere impegnata
in prima persona anche con laspetto manageriale di questo lavoro. Abbiamo
già lavorato alla prima edizione e sappiamo benissimo che tipo di lavoro
cè dietro una cosa del genere! Avremo dunque bisogno di qualcosa
di veramente speciale per venire fuori con una seconda edizione, e allora
credo che luscita del disco con lorchestra possa rappresentare
loccasione adeguata: permetterà di portare sul palco almeno per
una volta quel lavoro per intero
Cosa
potete dirmi riguardo allartwork del disco?
Hansi: Come era già accaduto con il singolo anche la copertina
di A Twist In The Myth è stata disegnata da Anthony Clarkson
artista molto influenzato da Andreas Marschall, che ha curato le nostre precedenti
copertine. Quello che potete vedere sulla cover è un bellissimo paesaggio
con al centro un portale verso un altro mondo. Questa cover è molto
bella ed è parecchio differente rispetto allo stile di Marschall. Penso
che sia una cover unica, in grado attrarre la gente.
Perché
vediamo sempre più raramente Andreas Marschall dipingere copertine
di gruppi tedeschi? È una questione di soldi oppure altro?
André: Ha cambiato lavoro, diventando un produttore video. La
pittura è diventata un po come il suo secondo lavoro, una specie
di hobby. Durante gli anni ottanta era molto coinvolto ed era il disegnatore
di molte copertine metal ma oggigiorno credo che sia molto più interessato
nella produzione di video.
Hansi:
Credo che sia il migliore da un certo punto di vista. Ha raggiunto il massimo
con copertine come quella di Somewhere far beyond o di Imaginations
from the other side per il grande numero di dettagli.
A
parte film e libri quali sono gli altri temi che ispirano i tuoi testi?
Hansi: Diciamo che un po tutta la mia vita ispira i miei testi.
È difficile da spiegare: a volte qualcosa di quotidiano, altre volte
lispirazione viene da mio figlio, non che mio figlio diventi protagonista
dei miei testi, però a volte mi porta a pensare a determinate cose
come ad esempio lessere padre oppure anche semplicemente quando ti dice
qualcosa. Si tratta di diversi pensieri a volte anche di piccole cose. Ad
esempio il testo di Down Where I am dei Demons & Wizards è
nato un giorno quando ho incontrato un ragazzo al supermercato con cui parlavo
già da tempo: egli mi disse che aveva un bambino con la sindrome di
Down, mi raccontò la sua storia chiedendomi poi di farne una canzone
e io gli risposi semplicemente che forse lo avrei fatto.
Avete
mai pensato di registrare un album acustico con nuovo o vecchio materiale?
André:
Ci abbiamo pensato nel 1998, quando abbiamo fatto un tour acustico in Sud
America, ma poi abbiamo realizzato che forse non era proprio il momento adatto,
visto che molte band stavano uscendo con prodotti di questo tipo.
Hansi:
Se mai lo dovessimo fare, sarà una cosa simile al disco con lorchestra,
vale a dire che tutta la musica sarà composta esclusivamente per essere
suonata con strumenti acustici.
André,
quali sono le tue principali influenze come chitarrista? Non mi sembra di
avertene mai sentito parlare più di tanto
André: Non ho mai pensato di essere stato influenzato più
di tanto da altri chitarristi: quando suono tendo a concentrarmi sulla musica
dei Blind Guardian e basta. Certo, quando ho iniziato a suonare heavy metal,
il primo chitarrista che mi ha impressionato veramente tanto è stato
Michael Schenker, poi Eddie Van Halen, Brian May, Ritchie Blackmore
era linizio degli anni ottanta, dopo è venuta gente come Marty
Friedman, Steve Vai
tutti i nomi che ho fatto adesso hanno stili completamente
differenti luno dallaltro, per cui capirai come sia difficile
per me dire chi mi abbia influenzato di più e in che modo. Sicuramente
sono tutti musicisti meravigliosi!
Suoni
con unaccordatura standard o sei più basso?
André: No, sono un semitono sotto.
Ci
sarà un altro singolo dopo Fly?
Hansi: Sì, il prossimo singolo sarà Another Stranger
Me; abbiamo deciso per questo brano perchè oltre a Fly
pensiamo che sia una delle canzoni più particolari di questo nuovo
album. Anche questa è molto rock ma molto diversa dalle altre. Le liriche
parlano a proposito di un ragazzo schizofrenico il quale dopo essersi reso
conto di possedere diversi aspetti del suo io interiore, cerca di trovare
una situazione di pace ed equilibrio. Purtroppo non riesce ad ottenere quello
che cerca perchè non trova il modo di controllare le sue attitudini
violente. Questa situazione nega lesistenza di questo ragazzo il quale
non ha la possibilità di vivere una vita normale. Per questa canzone
gireremo anche un videoclip. Su questo nuovo singolo sarà inoltre presente
la cover di un pezzo dance anni settanta, Dream a little dream of me
dei The Mamas and the Papas. Per ledizione giapponese ci sarà
anche una ballad e altro materiale come delle canzoni registrate in versione
demo.