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19.12.2003
A CURA DI Emo

I
Daedalus
Fabio Gremo
Ciao
ragazzi! Presentatevi brevemente al pubblico di HardSounds.it che magari ancora
non vi conosce. Perché
avete scelto il nome Daedalus? "Leading
Far From A Mistake" è un titolo si esplicativo, ma sottointende, probabilmente,
un significato oppure una volontà nascosta. Come nasce il titolo e come si relaziona
con il materiale presente nel cd? In
fatto di liriche, direi che trattate temi piuttosto personali come il senso di
smarrimento e le paure dell'uomo moderno. Come mai questa scelta? Come
nascono i vostri brani? E' un lavoro di gruppo ed avete una precisa idea comune
di come comporre, oppure lavorate su o sviluppate idee singole? Definite
la vostra identità musicale "experimental progressive metal band". Ti
va di parlarne? Le
vostre influenze principali, che tipo di musica ascoltate al di fuori del metal
e se queste hanno una particolare importanza nel processo compositivo. Essendo
i Daedalus una prog band, superando il clichè che vede i musicisti della scena
sempre come "tecnici", quanta importanza ha per voi il fattore prettamente
tecnico in fatto di preparazione e non di esecusione o viceversa? Com'è
la scena ligure? Inoltre, incontrate difficoltà nel trovare posti in cui esibirvi? Bene,
prima di chiudere mi sembra giusto lasciarvi ancora un po' di spazio per dire
quello che ritenete sia importante per voi. Non so, un messaggio, un invito anche
se non concernente la musica... Piena libertà.
I
Daedalus sono un gruppo prog metal nato a Genova nel 2000 da un progetto di Fabio
Gremo (bassista). La formazione originale ha subito alcuni cambiamenti nel corso
degli anni, vista anche la difficoltà nel reperire musicisti interessati al genere
nella nostra città. L’assetto attuale, auspicabilmente definitivo, vede il comune
intento di creare composizioni che traggano spunto dalla nostra cultura e gusto
musicale, tentando di estenderne gli orizzonti. Il periodo antecedente la pubblicazione
del CD è stato denso di lavoro ed impegno, speriamo che il risultato sia apprezzato
dai sostenitori del prog metal... e non solo!
La scelta
del nome Daedalus ha fondamentalmente due motivazioni, legate alla mitologia:
l'architetto greco Dedalo ideò il labirinto di Cnosso, nel quale fu rinchiuso
il Minotauro. Il labirinto era costituito da un intreccio complicatissimo di gallerie,
tale da renderne ardua l'esplorazione, ma che comunque poteva essere districato,
scoprendone il filo conduttore.
Il testo
di questo brano tratta un argomento estremamente delicato, che può essere sintetizzato
come un invito a considerare sempre in anticipo le eventuali conseguenze delle
proprie azioni, perchè in caso di errore i risultati possono essere enormemente
disastrosi ed allontanarsi anche molto dalle intenzioni iniziali. Questo è il
pezzo più importante del CD, sotto ogni punto di vista: composizione, impegno,
tematiche: ci è sembrato quindi opportuno affidare ad esso il compito di dare
il nome all’intero lavoro.
Abbiamo
sempre pensato che il testo sia parte integrante della musica e come tale debba
avere una sua importanza e soprattutto un suo significato: abbiamo scelto di considerare
queste tematiche proprio per la loro posizione centrale nella natura dell’essere
umano; consideriamo situazioni tipiche o anomale della psiche, cercando di immedesimarci
volta per volta nei diversi personaggi, con l’intento di analizzare, interpretare
e possibilmente capire i molteplici aspetti di questo affascinante e vastissimo
campo.
In
genere si parte dall’idea di uno, sulla quale poi si lavora insieme per portarla
a compimento. Solo raramente ci affidiamo a sessioni di improvvisazione per trarne
spunti compositivi, ma è un approccio che non ci convince molto. Crediamo che
un’idea, per essere efficace, debba essere supportata da un’attenzione molto maggiore
di quella che le si può dedicare improvvisando tutti insieme. Per quanto riguarda
i brani del CD, la composizione è stata curata in larga parte da Fabio, ma per
i prossimi brani abbiamo intenzione di lavorare molto di più insieme.
La questione è spinosa... da
sempre ci siamo posti l’obiettivo di creare qualcosa che fosse un’evoluzione di
quanto già esiste in ambito musicale, una specie di elaborazione di influenze
ed esperienze personali dei diversi membri del gruppo, cercando di combinare tutti
gli elementi in un modo possibilmente interessante ed originale. Finora ci siamo
riusciti solo in parte, perchè comunque certe influenze (peraltro importanti e
preziose nella nostra crescita artistica) sono ancora troppo presenti nelle nostre
composizioni, e fanno sì che chiunque ascolti la nostra musica sia talvolta distratto
da alcune inevitabili somiglianze (preciso che in queste non vediamo nulla di
male). Il concetto di “progressive” è da noi inteso nel senso di una continua
ricerca ed evoluzione, con l’obiettivo mai definitivo di trovare continui stimoli
per la maturazione della nostra musica. Abbiamo ultimamente riscontrato, con la
pubblicazione del CD, che sovente le persone che maggiormente apprezzano i nostri
brani sono quelle meno avvezze alle sonorità tipiche del metal, e in alcuni casi
completamente estranee al genere. Questo non può che farci piacere, perchè abbiamo
ricevuto da loro alcuni tra i più bei complimenti, completamente scevri di paragoni
ed aspettative che invece spesso ritroviamo, nel bene e nel male, nei commenti
dei “metallari”. Abbiamo anche pensato di togliere la parola “metal” dalla descrizione
del nostro genere, perchè in realtà il metal è solo una delle tante componenti
della nostra musica.
Ciascun elemento del
gruppo ha una predilezione per differenti generi musicali, che vanno dalla classica,
al jazz, al rock, all’elettronica: in generale siamo attenti ad ogni genere musicale
che abbia un valore artistico, un contenuto significativo; non tolleriamo ad esempio
che siano trascurati elementi importanti quali la partecipazione equilibrata di
tutti gli strumenti, i testi, il gusto. Il processo compositivo, infine, si avvale
necessariamente dell’esperienza acquisita mediante l’ascolto e lo studio della
musica con la quale siamo cresciuti.
Riteniamo
che la tecnica (intesa sia come esecuzione strumentale, sia come preparazione
musicale) debba essere considerata fondamentalmente un mezzo, non un fine. Il
fattore tecnico è importante nella misura in cui agevoli la realizzazione compositiva
e pratica dei propri brani; superato questo obiettivo diventa un mero sfoggio
di bravura e maniera, decisamente fuori luogo in ambito artistico.
Dal
punto di vista delle occasioni per suonare è a dir poco disastrosa! Non ci sono
spazi dedicati alle esibizioni dei gruppi emergenti, né locali o manifestazioni
che si interessino alla crescita di questi, salvo alcuni casi rarissimi quanto
miracolosi. La scena ligure offre parecchie formazioni musicali di un certo spessore,
ma purtroppo molte rischiano di restare nell’anonimato proprio per questo diffuso
senso di noncuranza.
Ci
piacerebbe che in questo periodo in cui, tramite i mass-media, imperversano
jingle e filastrocche che vengono spacciati per musica, chiunque abbia la fortuna
ed i mezzi per poter suonare ed esprimere con la propria musica qualcosa di importante
riesca comunque a tenere alto il valore delle proprie composizioni, arricchendole
di contenuti e significato, cercando di curare ogni dettaglio senza scendere a
compromessi. Sarebbe notevole supportare un tentativo in questa direzione, ponendo
in secondo piano per una volta le fredde leggi di mercato ed il desiderio assillante
di piacere a tutti i costi alla moltitudine.