DEW-SCENTED
Intervista
a Leif Jensen
22.06.2005
A CURA DI Daniele "Tormentor" Amato

Leif Jensen, paffuto singer dei Dew-Scented, è lo specchio più genuino della band. Simpatico, disponibile, onesto e ricco di passione per quello che fa, elementi che traspaiono con evidenza nel nuovo mastodontico “Issue VI” e che non mancavano neppure nelle produzioni passate. Una chiaccherata tra amici, più che un’intervista; fossero tutti così i musicisti, sarebbe una pacchia siderale.
Ciao Daniele, qui Leif, come va??
Tutto
bene Leif, grazie! Allora possiamo cominciare?
Certamente, spara!
Dunque,
intanto raccontaci come è nato il vostro nuovo disco, “Issue VI”
Oh, in realtà è venuto fuori tutto in
maniera molto naturale e spontanea, abbiamo suonato parecchio di supporto
a “Impact” e piano piano venivano a galla nuove idee. Noi siamo una band che
ha bisogno di riunirsi in sala prove per comporre, per jammare insieme…prima
dei cambi di line-up avevamo già pronti quattro o cinque brani, e in
un paio di mesi abbiamo completato tutto, per poi entrare in studio. E’ stato
tutto molto facile, come vedi.
E
quali sono i temi toccati nel disco?
Beh, dipende a quale canzone ti riferisci, “Issue VI” non è un concept
album quindi ogni canzone parla di qualcosa di differente dalle altre…c’è
qualche brano in particolare su cui vuoi sapere di più?
Non
saprei esattamente, le prime due song che mi vengono in mente sono “Processing
Life” e “Turn To Ash”
“Processing Life” ha un significato piuttosto…malato, oscuro, è una
sorta di giudizio sull’esistenza, è come un grido di rabbia contro
tutta la negatività di questo mondo che se tenuta dentro ti fa veramente
impazzire; infatti l’ho scritta proprio per questo, per non andar via di matto,
ahahah. E’ una canzone molto potente e veloce e le liriche si adattano perfettamente
alla musica. “Turn To Ash” invece è un pezzo importante visto che abbiamo
girato un video per questo brano, è un po’ l’essenza della nostra band
raccontata in tre minuti con riff molto pesanti, melodie e assoli brillanti…parla
di una sorta di evoluzione, di uscire dal guscio vitale per diventare qualcosa
di meglio in futuro, e la cenere è il simbolo della fine, o possibilmente
di un inizio migliore.
Capisco…qual
è il tuo brano preferito del disco?
Mi piacciono molto le due di cui abbiamo appena parlato, ma anche “Bled Dry”
che è molto heavy, “Rituals Of Time” che è molto complessa ritmicamente
e a livello chitarristico, ma questa è solo la mia opinione, probabilmente
gli altri ragazzi non sarebbero d’accordo ed è una buona cosa, significa
che non ci sono esclusivamente uno o due pezzi che spiccano ma è tutto
l’album ad essere valido ed equilibrato. Spero valga lo stesso per chi ascolterà
il disco!
Hai
nominato poco fa i cambi di line-up che ci sono stati, hanno avuto rilevanza
sul songwriting?
Si, abbastanza, sai tutti i cambi di formazione portano via tempo e feeling
al processo di composizione. Florian era uno dei maggiori songwriter e faceva
parte della band dal nostro secondo album “Innoscent” nel 1997 e per un po’
ha rappresentato una perdita pesante ma che ci ha spronato a lavorare duramente.Lui
aveva contribuito ai primi brani che erano stati scritti, ma non ci sono grosse
differenze con i seguenti, siamo sempre i Dew-Scented. Più che altro
credo che la separazione da Florian ci abbia reso più ambiziosi e consapevoli
di quello che possiamo ottenere.
Passando
all’artwork, lo trovo molto buono, ma volevo sapere se ha qualche attinenza
con i brani.
Si, assolutamente. Se ne è occupato il ragazzo di killustrations.com,
che aveva realizzato anche la copertina di “Impact”, è un nostro amico
da lungo tempo e suona nei Nightingale con i quali siamo stati in tour un
paio di volte, ci conosce bene e sa già cosa vogliamo per i nostri
dischi, cosa vogliamo che ci rappresenti…quando ci ha mostrato la copertina
siamo rimasti subito molto colpiti, ci sembrava d’impatto e abbiamo fatto
aggiungere un po’ di cose come i codici a barre, se ci fai caso sono sei,
non solo perché è il nostro sesto album ma anche perché
un ‘issue’ è un problema, qualcosa che può assillarci ogni giorno.
Quando potrai vedere l’artwork completo incluso il booklet eccetera vedrai
che è molto carino e si adatta perfettamente al disco.
In
“Impact” avevate coverizzato i Turbonegro (stima eterna!! Nda), stavolta è
toccato agli Zeke (stima eterna!!bis Nda)…come mai?
Beh a prima vista possono sembrare band che non c’entrano granchè con
noi, ma sono entrambi molto pesanti ed originali, con ottimi testi e attitudine
nichilista che va supportata ahahah. Penso che gli Zeke siano una delle band
migliori quando si parla di extreme punk e cose del genere, credo siano molto
influenzati dal metal se fai caso a certi loro assoli. L’idea è venuta
fuori in modo molto naturale, avevamo bevuto un paio di birre e il nostro
chitarrista ha cominciato a suonare il riff del pezzo, e visto che tutti noi
siamo fan degli Zeke l’abbiamo registrata. All’inizio sarebbe dovuta essere
una bonus song per il Giappone o gli Stati Uniti ma era venuta troppo bene
per non inserirla! E’ sempre bello ed interessante coverizzare gruppi diversi
da te.
Cosa
sarà incluso nel dvd dell’edizione limitata di “Issue VI”?
Ci saranno un sacco di cose! Un lungo live, credo sedici o diciassette brani,
e il video di “Turn To Ash” di cui ti dicevo prima…penso sia venuto davvero
bene, tante band lo avrebbero venduto come dvd a parte, ma a noi non piacciono
quelle cose, tutti quanti fanno un dvd adesso e non crediamo di essere così
famosi da poter fare una cosa del genere. Credo sia un prodotto che tutti
quanti i fan della band apprezzeranno…
Cazzo,
non vedo l’ora di vederlo!
Spero sia davvero buono, voglio dire, l’ultima volta che l’ho visto andava
bene ed era quasi finito, queste cose sono tutte in mano all’etichetta quindi
spero non ci saranno errori! (risate)
Adesso
è il turno della domanda ‘noia’, ma visto che è la prima volta
che vi intervisto, devo chiedervelo. Come mai tutti i titoli dei vostri album
iniziano con la lettera I?
Beh, probabilmente perché tutti ce lo chiedono nelle interviste, ahahah
(risate)! A dire la verità, non lo so, non c’è una motivazione
‘religiosa’ dietro tutto ciò, è una specie di tradizione che
ci contraddistingue. Sai all’inizio della nostra carriera, nel 1993, un sacco
di persone ci dicevano ‘ah, la vostra musica è fuori moda, siete ridicoli’,
sai all’epoca erano tutti intrippati con il black e il death metal e abbiamo
deciso di fare questa cosa, questo trademark che poi è diventato una
tradizione in modo molto naturale…anche se è difficile continuare così,
devi sempre trovare qualcosa che inizi per i, ahahah. Non se se in futuro
cambieremo, può darsi anche se per ora sembra faccia parte del concept
della band.
Il
nome della band, Dew-Scented, è preso dalle poesie di Edgar Allan Poe.
Possiamo considerare la letteratura una vostra fonte di ispirazione?
All’inizio forse si, da ragazzo ero molto coinvolto da queste cose e leggevo
molto, anche se credo di non toccare un libro da dieci anni ormai, ahahah.
Sai la band e tutto il resto mi prende molto tempo, quindi non ce la faccio
proprio. Comunque credo che influenze letterarie siano presenti soprattutto
nel primo album, con testi molto enigmatici e astratti, anche se negli anni
ciò è cambiato. Ritengo che una musica diretta come la nostra
abbia bisogno di testi diretti più che atmosferici, quindi non credo
che ora come ora la letteratura c’entri molto con i Dew-Scented, ci concentriamo
di più sulla realtà, sulle cose che affrontiamo nella vita reale,
non parliamo di unicorni, dragoni e stronzate del genere, ahahah. Ah vorrei
precisare che non intendo offendere nessuno, sono stronzate per noi! Ma se
agli altri piace, non c’è nessun problema, ahahah, continuate ad uccidere
dragoni! (risate)
Devo
dire di essere totalmente d’accordo con te. (e lui continua a ridere) Avete
in programma qualche data, qualche tour?
Si, prima di tutto aspetteremo l’uscita dell’album, suoneremo ad un paio di
release show, poi a Giugno andremo in giro per il Giappone, siamo molto ansiosi
visto che è da due anni che non ci andiamo. Poi ci toccherà
il primo tour statunitense coast to coast e il Canada, mentre per l’Europa
stiamo ancora cercando qualcosa, c’è qualche idea ma niente di definito.
Sul
vostro sito ho visto che suonerete ad un release party con gli Heaven Shall
Burn, vi piacciono?
Si, assolutamente! Sono nostri buoni amici e abbiamo suonato con loro spesso,
ci conosciamo bene e sarà una bella serata, loro dal vivo spaccano…e
poi la cosa buona è che non bevono alcool, quindi le birre saranno
tutte esclusiamente per noi (risate).
Due
anni fa quando suonaste al X-mass festival qui in Italia, dedicasti una canzone
a Peso e ai Necrodeath, quindi suppongo ti piacciano. Conosci altre band italiane?
All’inizio degli anni ’90 ero molto coinvolto dalla scena italiana per via
del tape-trading, Peso è un mio vecchio amico anche perché abbiamo
suonato con i Sadist qualche volta e ci conosciamo bene, credo che i Necrodeath
siano una delle band più sottovalutate in assoluto, sono contento che
si siano riformati e che suonino in giro. Poi c’era un gruppo chiamato Schizo,
ma non so se esistono ancora, penso di no…
Invece
si, si sono riformati da poco e suoneranno quest’estate ad un festival con
i Necrodeath.
Oh, ottimo! Sono una grande band. Mi piacciono molto i Lacuna Coil (nomina
anche un’altra band ma a causa di interferenze non capisco molto bene Nda)…in
Italia ci sono un sacco di ottime band ma non so perché dopo un po’
spariscono tutte!
Sarà
per via della pigrizia di noi italiani! Quindi, dai a fan tre ragioni per
comprare “Issue VI”.
Ok…prima di tutto è molto heavy, più di quante pensate! Poi
comprandolo ci farete diventare ricchi e famosi, ahahah. Beh no, questa è
una cazzata però potrebbe essere comunque una ragione! E poi comprando
il nostro album ci potreste dare più possibilità di venire in
Italia, ci piacerebbe fare un bel tour europeo come nel 1998, non solo qualche
data sparsa. In verità non è che ci siano poi molte ragioni
per comprare il disco, ascoltatelo e se vi piace compratelo, altrimenti lasciatelo
lì, ci sono un sacco di altri gruppi validi, non sprecate soldi per
ciò che non vi piace! Ehi, sono serio, non credere, ahahah. Insomma,
io non lo farei!
Neanche
io, sei stato davvero onesto a dirlo! Ci ricolleghiamo al discorso visto che
volevo chiederti quando potremo vedervi in Italia di nuovo.
Spero questo autunno, con un tour europeo. Abbiamo sempre difficoltà
a venire in Italia, non so perché! Ma se c’è qualche agenzia
che vuole darci una chance noi siamo sempre disponibili, il nostro obiettivo
è suonare il più possibile e vorremmo assolutamente fare un
tour come quello del 1998, passare per l’Italia, abbiamo un sacco di bei ricordi
di quell’anno!
Ok,
le domande sono finite, vuoi lasciare un messaggio ai nostri lettori?
Certo, vorrei ringraziare tutti i supporter di thrash metal italiani, so che
sono un ottimo pubblico, di visitare il nostro sito www.dew-scented.de, speriamo
vi piaccia il disco e se vi piace compratelo! Un saluto a tutti i fan italiani,
spero di rivederli presto.
Ok
Leif, grazie per l’intervista, volevo solo dirti che secondo me siete la migliore
band thrash in giro ora coma ora…
Queste sono veramente delle belle parole, ti ringrazio! Ma anche meglio dei
Necrodeath? (ride)
Non
saprei, meglio del loro ultimo album credo di si…
Beh, grazie comunque! A proposito, sai se quest’estate suoneranno in giro?
Si,
so che hanno diversi festival in programma, anche in Germania!
Si, Peso mo lo aveva detto ma purtroppo è lontano da dove stiamo noi
quindi non credo potremo andare. A proposito, c’era un’altra band italiana
molto valida, di cui non ricordo il nome…mmm, Bloody…no, non ricordo…
Forse
gli Infernal Poetry?
No, non loro! Anche se li conosco, sono di Roma vero?
Non
proprio.
Ad ogni modo, quando suonammo a Roma una sera entrammo in un pub e loro stavano
suonando e dopo lo show ci prestarono gli strumenti per fare un paio di cover,
quindi grazie agli Infernal Poetry, ahahah.
Ok
Leif, grazie per la chiaccherata, ti lascio andare che ti tocca un’altra mezz’ora
di tortura. Ciao, stammi bene!
Ciao e grazie a te per i complimenti!
L’intervista sembra finita, ma dopo un paio di minuti squilla di nuovo il telefono di casa mia…
Pronto Daniele, sono ancora Leif, scusa se ti ho richiamato!
Figurati,
non fa nulla! Dimmi tutto
Mi è venuto in mente il nome di quella band italiana, sono i Gory Blister!
E mi sono ricordato che non furono gli Infernal Poetry a prestarci gli strumenti
ma un’altra band di cui non ricordo il nome, ahahah. E’ tutto! Ciao e buona
serata!
Un grandissimo.