Intervista
raccolta il
03/02/2005
A CURA DI Eomer & Pierre Hound
Non gli bastavano i Necrodeath, non gli bastavano i Cadaveria, non gli bastavano neppure i Raza De Odio: l'irrefrenabile energia di John aveva bisogno di sfogarsi attraverso l'assalto elettronico di una nuova terribile creatura, i Dynabyte. Sentiamo cosa ha da dirci a tal proposito l'iperattivo bassista...
Ciao John! Innanzitutto come stai?
Bene grazie! Tra un gruppo e l’altro ci si sente spesso con voi di
Hardsounds ;)
Da
dove nasce l'idea dei DyNAbyte e della musica che li caratterizza?
Nel 1998, prima di entrare nei Necrodeath e molto prima di avere il
piacere di conoscere Cadaveria, sono rimasto piacevolmente sorpreso dall’ascolto
di “Remanufacture” dei Fear Factory, che non piacque quasi a nessuno, e mi venne
l’idea di fare qualcosa di simile. Poco dopo proposi la cosa a LJ Dusk, che aveva
già suonato in passato con me, e cominciammo a lavorarci, senza sapere esattamente
dove saremo arrivati. All’inizio avevamo un altro cantante che ci siamo persi
per strada, proprio mentre cominciavo a lavorare con Cadaveria, che accolse con
grande gioia la mia proposta di entrare nei DyNAbyte. La musica che facciamo nasce
dalla fusione anomala dei nostri tre gusti, che sono molto diversi tra loro.
Non c'è un batterista tra le fila della band, ma mi pare che il lavoro
'elettronico' teso a sostituirlo sia alquanto articolato e complesso. Parlaci
di questo aspetto della tua band e della vostra passione per l'elettronica.
Sin dall’inizio non volevamo un batterista e nemmeno un tastierista
o un dj. Siamo cocciuti e abbiamo sempre voluto essere in tre! È la nostra sfida
da vincere ad ogni costo!
La
voce di Cadaveria è alquanto varia e duttile, esprimendosi all'interno di uno
stesso disco in svariate forme. Cosa puoi dirci della sua prestazione e più in
generale della sua personalità artistica?
Cadaveria è una musicista eccezionale ed ha delle doti invidiabili.
Credo che in “Extreme mental piercing” abbia cantato meglio che in ogni altro
suo disco.
Come
nasce una canzone dei DyNAbyte?
Di solito LJ Dusk prepara qualcosa a casa e successivamente me la propone
e ci lavoriamo su. Dopodichè entra in scena Cadaveria che stravolge tutto!
Come
vi siete destreggiati tu e Lj Dusk tra il vostro strumento canonico e le parti
di programming?
A parte qualche problema iniziale
direi che adesso ce la caviamo dignitosamente. Tutto il disco è stato programmato,
registrato, mixato e masterizzato da noi due sul mio PC!
A
quale pubblico si rivolge la proposta dei DyNAbyte? Mi pare che riesca a sposare
bene sia l'ambito metal estremo che quello electro-industrial!
Credo che la maggior parte
dei metallari farebbe molta fatica a digerirlo, anche se è talmente contorto e
vario che potrebbe piacere a chiunque, anche al di fuori della musica rock in
senso ampio.
C’è
un filo conduttore che lega i brani di “Extreme Mental Piercing” o sono tutti
episodi autonomi?
Nascono come episodi autonomi,
ma quando li abbiamo ascoltati tutti insieme e abbiamo letto tutti i testi ci
siamo resi conto che è un viaggio attraverso le nostre tre personalità. È una
specie di concept nato in maniera del tutto casuale…
Come
è stato giudicato in linea di massima il vostro lavoro?
Finora ho visto soprattutto
recensioni positive (meno male!). Qualcuno ci ha eletto come rivelazione del millennio,
altri ci hanno detto “bravi”, qualcuno dice “si può fare di più” e pochi (per
fortuna) ci hanno detto di smettere! Hahaha!!!
Tu
sei anche un validissimo produttore, come riesci a conciliare il lavoro di produttore
e quello di musicista di 4 affermate band tra loro, sostanzialmente differenti?
Intanto grazie per il complimento,
anche se credo di avere ancora molto da imparare. Produrre un disco è una cosa
che mi piace, per cui lo faccio volentieri e quando una cosa la fai con entusiasmo
trovi sempre il tempo!
Attraverso
Necrodeath, Cadeveria, Raza De Odio e DyNAbyte stai esplorando il mondo musicale
sotto diversi punti di vista, ma c’è qualche ulteriore aspetto che ti piacerebbe
approfondire in futuro?
Vorrei andare un po’ fuori
dal mondo del rock, ma ogni volta che ci provo (per divertimento, con gli amici
al bar) mi rompo il cazzo e torno nel mio mondo, quello a cui appartengo! Il rock’n’roll!!!
Chi
di voi ha scelto di coverizzare “Immigrant Song” dei Led Zeppelin? E come vi siete
trovati a “profanare” un territorio sacro della musica?
Cercavamo una cover che potesse
metterci un pochino in vetrina, e quando LJ Dusk mi ha detto che stava preparando
“Immigrant song” non ci volevo credere, i Led Zeppelin sono una delle mie band
preferite di sempre!!! E per quanto riguarda il profanare… è la mia specialità!
Avete
pianificato qualche data live per promuovere il disco?
Nonostante lo scarso impegno
della casa discografica nel promuovere il disco stiamo facendo di tutto per incastrare
gli impegni di tutte le band e organizzare qualche concerto. La difficoltà maggiore
che incontriamo sta nella diffidenza di chi non osa provare ad ascoltarci…
Ok,
ti ringrazio per la disponibilità! Chiudi pure l’intervista come vuoi…
Grazie a te per il tempo e
lo spazio che ci dedichi. Invito tutti i tuoi lettori a visitarci su www.dynabyte.it
per rimanere informati su tutte le novità che ci vedono coinvolti, ascoltare la
nostra musica e comprare il nostro disco! Beware, it’s time for DyNAbyte!!!