GRAVE DIGGER
Intervista
raccolta al Marriott Milan Hotel di Milano
01.12.2004
A CURA DI Nyarlatothep & Coldnightwind
L'ennesima trasferta ferroviaria ci porta in uno splendido hotel, ideale per far sentire del tutto fuori luogo dei poveri metallari, ad incontrare un Chris Bolthendhal ben più rilassato e disponibile di quanto non lo ricordassimo dal nostro ultimo incontro. Chris ha voglia di parlare, è disponibile ed addirittura spiritoso: sarà per l'entusiasmo che gli suscita l'uscita del nuovo album targato Grave Digger, nei negozi dal 17 Gennaio.
Prima
di tutto, vorresti parlarci del nuovo album?
La
cosa buffa è che non è un concept. Tutti pensano che sia un concept sulla Bibbia,
ma non è così. Sono solo 3 canzoni sugli ultimi giorni di Gesù Cristo, mentre
le altre sono su argomenti molto più attuali, come ad esempio “Grave in The No
Man’s Land” è una canzone sui soldati che muoiono in terra straniera, come i soldati
americani che stanno morendo in Iraq, mentre “Soul Saviour” parla della gente
che cerca di attirare altre persone nella propria religione, ma non in maniera
religiosa, piuttosto in maniera economica, “Hundred Days” parla del genocidio
del ’95 in Rwanda, in Africa. Quindi abbiamo lavorato con argomenti attuali, non
con canti medievali.
Sorpresa,
sorpresa!
Già! Bello.
Quindi
potremmo dire che questo album è un modo diverso di parlare del mondo vero, della
guerra, del terrorismo. E’ così?
Sì, l’ultima
cena è più un simbolo, Gesù Cristo è più un simbolo per noi, perché ci sono molte
ultime cene ogni giorno nel mondo. Se solo guardi le notizie, ci sono bombe in
Iraq, bombe in Israele, bombe in Iraq. Un giorno mi sono stupito perché non hanno
parlato di bombe in Iraq: mi è sembrato che mancasse qualcosa, perché diventa
una routine, è sempre la stessa storia. Quindi nei miei testi ho pensato di dare
uno scossone, come un calcio in culo alla gente per dirle che certe cose ci sono
comunque, anche se non se ne parla più. Io e i ragazzi non siamo predicatori politici,
i Grave Digger sono una metal band che ha voluto mostrare un po’ di merda, non
solo parlare di cavalieri e dragoni.
L’anno
scorso ci siamo incontrati in occasione del Valpolicella Metal Fest, quando il
vostro spettacolo fu cancellato…
Già,
la pioggia (ride, n.d.r.)
Già,
alla fine facemmo l’intervista via e-mail. Quella volta ti avevo chiesto anche
di tempi ed eventuali idee per l’album nuovo, e tu mi avevi risposto che sareste
stati in tour fino a gennaio o febbraio, e che quindi non avreste avuto la possibilità
di iniziare a parlare di un nuovo album prima di marzo. A novembre i promo del
nuovo album erano pronti. E’ stato… vi siete ricordati di dormire qualche volta?
(risate, n.d.r.)
No, no, è una storia
divertente, perché quando siamo riusciti a sederci abbiamo iniziato a pensare
al nuovo album, perché volevamo fare una trilogia dopo “Rheingold”. Quindi ce
ne siamo usciti con idee tipo la guerra di Troia, la rivoluzione francese, l’Inquisizione
spagnola, l’Impero Romano, e così via, e ci siamo sentiti veramente annoiati.
Allora Manni se ne è uscito dicendo “io vorrei fare un album di Heavy Metal, nient’altro”.
Allora ci siamo sentiti carichi, abbiamo recuperato la motivazione, ci sono venuti
i riff, e tutto il processo è stato parecchio veloce. Così a giugno avevamo pronte
tutte le canzoni, subito dopo le date americane e russe, poi a luglio siamo entrati
in studio per la pre-produzione, e a settembre e ottobre abbiamo fatto la produzione.
Veramente
veloci! Cosa ci puoi dire dell’evoluzione del vostro stile?
Gli
ultimi lavori erano concept, e abbiamo pensato fosse ora di “saltare lo steccato”
e fare qualcosa che non sarà del tutto nuovo, ma che sia abbastanza nuovo per
noi. Questo è più un album metal rispetto ai precedenti. Non così epico, non così
sfarzoso, molto più “cazzotto in faccia”,e… penso che lo sia. Mi piace lavorare
in squadra, come anche ad un concept, ma penso che in questo momento mi attiri
di più un lavoro di squadra in cui ognuno possa portare le sue idee senza che
nessun altro lo copra. Quando suoni in una band Heavy Metal è pericoloso, perché
rischi di fare lo stesso album ogni anno, perciò ci piace portare dei cambiamenti.
Così “The Last Supper” è un album diverso da “Rheingold” e da “Excalibur”.
Nella
scorsa intervista avevamo parlato dello sviluppo che hanno avuto le parti orchestrali
nella vostra musica, e mi avevi detto che, grazie agli studi e all’esperienza
di Hans Peter come musicista classico, questa sarebbe stata la nuova strada dei
Grave Digger. In “The Last Supper” ci sono molte meno parti orchestrali, ed i
suoni sono più cupi, quasi alla “Heart Of Darkness”. E’ anche di questo che parli,
quando ti riferisci ai cambiamenti?
Ci
sono molte parti orchestrali su “The Last Supper”, solo che non le si sente. Peter
è un ottimo musicista, pensa alle parti in piano sulla title-track, e abbiamo
molti effetti di tastiera. Bisogna ascoltare molto attentamente per sentirle davvero
bene. Si tratta più di effetti che di parti musicali vere e proprie, in posizioni
meno di rilievo rispetto a “Rheingold”. Spero vi piaccia.
Siete
stati in Italia a gennaio…
Sì, siamo stati
qui a gennaio e siamo tornati a febbraio, e torneremo a febbraio, e dovrete decidere
se volete sentire i Megadeth o i Grave Digger.
NO!
(risate,
n.d.r.) Sì, è lo stesso giorno, gli stessi orari, e la stessa agenzia che li organizza.
E’ buffo.
Mica
tanto…
Si sarebbe potuto fare uno spettacolo
unico, avremmo potuto suonare come gruppo di apertura per i Megadeth. E l’abbiamo
chiesto, ma ci è stato risposto di no. E’ stupido, due gruppi metal che suonano
nello stesso giorno. Bisogna tirare la monetina per decidere. Sicuramente sceglierete
i Grave Digger! Specialmente per il cantante! (risate, n.d.r.)
Sicuramente
i vostri show sono più intimi. A questo proposito, cosa pensi dei fans che vengono
ai vostri concerti seccati per gli album più recenti, e che vogliono sentire solo
i pezzi classici?
Non mi creano nessun
problema, perché vedo che la gente che viene ai concerti canta anche i pezzi nuovi.
Su quelli vecchi magari canta di più, ma non è un problema, perché man mano escono
nuovi album, e così ad esempio “The Grave Digger” o “Son Of Evil” sono ormai anch’esse
canzoni “vecchie”. E la gente le canta come fa con “Excalibur”. E’ divertente.
In dieci, o anche solo cinque anni anche di “The Last Supper” diranno che è una
canzone “vecchia”.
Come
vi trovate a lavorare con la Nuclear Blast?
Molto
bene, è un’etichetta professionale che lavora nel ramo del Metal da parecchi anni,
sanno cosa si deve fare, mettono voci che parlano sui cd per proteggerli da internet…
(risate, n.d.r.) Non è la mia voce! Io non ho voluto farlo, sono un artista e
non mi va di parlare sui miei cd: probabilmente è un promoter della Nuclear. Comunque
ci piace, sanno cosa serve ad un gruppo e glie lo danno. E ti lasciano in pace:
non ascoltano nulla se non prima di pubblicarlo, ti lasciano fare il tuo cd in
pace e quando hai finito tutto lo ascoltano. Sono molto professionali.
Il
vostro sito internet è molto ben curato, un simbolo del rapporto con i vostri
fans.
Sì, ci teniamo molto, ed è anche
il mio hobby, quindi pretendo sempre che anche gli altri membri della band collaborino
e forniscano materiale, perché è il modo migliore per comunicare con i fans, il
più diretto. Ci vuole poco per aggiornarlo, e la gente può leggere subito. Quando
abbiamo postato la copertina del nuovo album, abbiamo avuto circa tremila tra
i visitatori che accedevano solo per vederla, e che hanno subito iniziato discussioni.
Quindi il sito verrà nuovamente rinnovato con il nuovo album, e sarà un’altra
cosa carina. Lo prometto.
Che
reazioni avete avuto da chi ha visto questa copertina?
Al
99% molto positive, moltissimi ci hanno detto che è la miglior copertina che i
Grave Digger abbiano avuto, e un 1% che diceva cose tipo “questa è una copertina
anticristiana, questo è un messaggio satanico”. E sono veramente stupidi. Alla
fine questa copertina rappresenta Gesù che è rimasto solo, abbandonato dai suoi
seguaci e dai suoi discepoli, consapevole del fatto che dovrà morire in un paio
di giorni, c’è la morte che dovrà venirlo a prendere dietro di lui, e lui tiene
in una mano il Santo Graal col suo sangue e nell’altra del pane, che però è mangiato
dai vermi, che ancora ricordano il tema della morte. Esprime molta angoscia e
tristezza, è arte, non un messaggio satanico.
Riguardo
al formato di pubblicazione dell’album, immagino ci sarà il solito digipack con
bonus tracks prima della versione “normale”. Ci
saranno cover, come “Children Of The Grave” in “Knights Of The Cross”?
No,
niente cover. Ci sarà un digipack con un paio di bonus tracks, pezzi nostri. Riguardo
la copertina, è solo la prima di una serie di immagini di questo artista, alcune
molto provocatorie. Vi divertirete. Cambiamo disegnatore per le nostre copertine
ad ogni album, per evitare di cadere in uno dei soliti clichè del Metal. Questo
è un artista ungherese, mi sono presentato e gli ho detto “questa è la mia idea,
mi piace come lavori, fai ciò che ti pare”. E lui è arrivato con una valanga di
idee veramente splendide. Ci saranno reazioni controverse anche dopo l’uscita,
quando la gente vedrà queste immagini. E quando uscirà il video, ci saranno ancora
nuove discussioni.
Ci
state già lavorando?
Sì, lo finiremo la
settimana prossima. E’ il video della title-track, “The Last Supper”. C’è la morte
come animazione, fatta con lo stile di Shrek, che guida attraverso panorami
delle guerre mondiali. Dalla Prima Guerra Mondiale alla Seconda fino alla Guerra
del Golfo, in una sorta di paragone.
Dopo
più di vent’anni di carriera, cosa pensi della scena metal attuale?
Cosa
ne pensi tu? Io penso che ci siano troppe band, troppa roba di qualità bassa.
Troppe compagnie discografiche, troppa roba scadente… e credo che questo sia uno
dei motivi per cui la gente non compra più molti dischi. Dovremmo focalizzarci
per il futuro sulla ricerca di una maggiore qualità, sia musicale che compositiva,
sia a livello artistico che di spettacoli dal vivo, e così forse i gruppi e i
fans sopravviveranno. Mi stupisce che MTV sponsorizzi dei gruppi metal, ma non
così tanto se consideriamo che sono gruppi americani. In fondo le tendenze vengono
quasi sempre dall’America: gli americani hanno inventato il Nu Metal e ora ne
siamo infettati. Non ci serve quella roba. I grandi gruppi firmano con le major,
la Sony e le altre, e questo è paradossale. Il Metal non dovrebbe avere a che
fare con le major. Se vuoi la mia vera opinione, credo che le major abbiano cambiato
il metal nel passato, e che lo uccideranno nel futuro, perché le major non sanno
come maneggiare l’Heavy Metal. L’Heavy Metal è una musica underground, e la gente
che lo ascolta non c’entra con le major. I veri gruppi sono sotto etichette indipendenti,
come la Nuclear Blast o la Century, o la Underground Symphony in Italia, non c’entrano
con le major. Perché le major funzionano per i soldi, ma i gruppi Heavy Metal
hanno bisogno di supporto, e i fans dell’Heavy Metal danno supporto, che è diverso
dai soldi.
A
proposito di soldi…
Money? O Manni?
Soldi.
Oh,
non Manni Schmidt. Peccato, è un uomo interessante! (risate, n.d.r.)
Come
vedi il problema della pirateria? Le major dicono che i cd costano tanto perché
i pirati gli rubano i soldi, i pirati dicono che rubano alle major perché le major
rubano a loro, perché i cd sono troppo costosi. Che ne pensi?
Penso che i cd siano troppo costosi, e che la pirateria potrebbe uccidere la musica,
perché se le major non possono pagare gli artisti, gli artisti non possono pagare
lo studio, e senza studio non registri l’album. E’ molto semplice. Penso che il
punto sia trovarsi tutti ad un tavolo e vedere cosa si può cambiare, e non tentare
ognuno di cambiare qualcosa da solo.
Ok,
abbiamo finito. Grazie Chris, e arrivederci!
Grazie a voi, spero
vi siate divertiti!