GRAVE DIGGER
Intervista
a Chris Boltendhal (Vocals)
27.07.2003
A CURA DI Nyarlatothep
Domenica,
ore 13:00 circa, in quel del Valpolicella Metal Festival, all'improvviso dal
nulla spunta un ultraquarantenne dai ricci capelloni brizzolati
Riconosciuto Mr. Chris Boltendhal, vocalist e leader dei Grave Digger, mi
avvicino titubante, sotto un sole che fa liofilizzare le mie ultime cellule
cerebrali rimaste sane : quindi, con un inglese che cerca in tutti i modi,
mio malgrado, di farsi stentato, gli chiedo un'intervista. Lui, sorridendo,
mi dice: "Certo, ci vediamo qui stasera alle nove in punto!", al
che io lo ringrazio, poi passo il pomeriggio a chiedermi perché mi
avesse dato appuntamento in mezzo alla platea. Alle nove decido che è
meglio piazzarmi nel backstage, e comincia l'attesa
il tempo passa e
l'ansia cresce, comincio a pensare che forse intendeva davvero incontrarmi
in mezzo al pubblico! Il buon Pierre Hound cerca di calmarmi, ed in qualche
modo ce la fa.
Finalmente, quando sono ormai le dieci e un quarto, riesco ad individuare
il nostro Mr. Boltendhal!Gli corro dietro e gli ricordo l'intervista ma lui,
dubbioso, mi dice "Facciamola via e-mail, è più facile."
Così.
Deluso, vado a godermi il concerto dei White Skull, fino all'interruzione
del festival a causa della pioggia.
Alla fine sono riuscito, tramite e-mail, ad avere le risposte che, comunque,
avrei preferito mi desse di persona.
Ciao,
Chris!
Scusami per averti fatto aspettare per questa intervista. Come ti avevo detto,
sono solo poche domande.
Dopo
quasi vent'anni di lavoro, qual è l'impressione che hai della tua band?
Come vedi i Grave Digger nel mondo dell'Heavy Metal?
Più esattamente, 22 anni di lavoro. Penso che con "Heavy Metal
Breakdown" abbiamo scritto un album veramente storico, che vanta ancora
lo status di cult nella scena metal, come pure "Tunes Of War" del
resto.
Questi due album hanno fatto sì che raggiungessimo un'ottima posizione
nella seconda divisione dell' Heavy Metal (aka Running Wild, Rage, Helloween,
Gamma Ray, U.D.O., etc.). La prima divisione, per me, sono Iron Maiden, Judas
Priest, Motörhead, etc.
Amo davvero questa posizione, perché noi tutti noi riusciamo ad avere
tempo a sufficienza, oltre che per la musica, anche per la famiglia e gli
amici, che secondo noi sono molto importanti.
Man
mano che la band è cresciuta, la vostra si è evoluta verso uno
stile più maturo, con una composizione sempre più complessa,
addirittura sinfonica. Cosa significa questo per te?
Hai detto giusto, ma con la mia voce è sempre rimasto lo stile dei
Grave Digger!
Naturalmente, col passare degli anni diventi adulto, più esperto e
vuoi provare cose che non avresti provato dieci anni prima. Per esempio, un
tastierista sul palco
Dopo "Tunes Of War" abbiamo deciso di
provare a suonare dal vivo con un tastierista.
Ed anche lavorare con un'orchestra è stata un'esperienza nuova.
Negli
ultimi anni abbiamo visto i Grave Digger scrivere album tematici. Come è
avvenuto questo passaggio, e cosa significa per la band? E' questa la strada
che i Grave Digger seguiranno?
E' più facile per noi comporre un album quando seguiamo un tema, e
tutto il gruppo impara nuove cose leggendo molto. L'idea del concept iniziò,
in pratica, con "Heart Of Darkness", ancora in stato embrionale,
e fluì poi direttamente in "Tunes Of War".
Secondo noi, per un fan è più interessante leggere di un argomento
storico piuttosto che di problemi quotidiani, o del caos nel mondo.
I
fans dei Grave Digger sono ormai abituati ai cambiamenti di line-up, come
spesso succede quando una band suona per così tanto tempo. Come vedi
la situazione attuale della band? Pensi sia possibile avere un'idea della
solidità di questa formazione?
Desidero davvero che questa formazione resti inalterata fino alla fine dei
Grave Digger. Tutti i passati cambi di line-up avevano alla radice ragioni
serie, soprattutto le ultime due. Molto spesso è meglio cambiare la
squadra che affondare con quella vecchia.
Di
pari passo con la tua crescita musicale, le tastiere hanno guadagnato sempre
più importanza, da parti ritmiche e di atmosfera a una solida parte
dello scheletro delle vostre canzoni. Cosa pensi che significhi? E dove pensi
che questo porterà la tua musica?
Hans Peter Katzenburg è il nostro tastierista dai tempi di "Tunes
Of War".
E' un pianista classico ed un cantante diplomato, la sua conoscenza della
musica ha aiutato molto tutti noi. Ha influenzato i nostri album naturalmente,
in misura sempre maggiore , ed il suo trionfo è stato "Rheingold".
Provate soltanto ad immaginarvi cosa verrà dopo!
La
Scozia, i Cavalieri Templari, Re Artù, Edgar Allan Poe, ed ora Richard
Wagner. Hai già un'idea, o un sogno, riguardo il vostro prossimo argomento?
E come avviene la scelta di un soggetto? E' il risultato di confronti col
gruppo, o una scelta individuale seguita da una consultazione?
No, mi spiace, al momento ci stiamo concentrando solo sulla promozione di
"Rheingold", al più presto a Gennaio parleremo di possibili
temi per il prossimo lavoro.
Per "Tunes Of War", l'idea di base fu del nostro ex-bassista, che
aveva passato un sacco di tempo in vacanza in Scozia con la sua moto, e dopo
il successo di questo concept decidemmo di continuare con le Heavy Metal History
Lessons!
Se
guardi indietro alla tua carriera, quali sono i ogni che hai realizzato, e
quali quelli non realizzatisi?
Solo riuscire a comporre albums, suonare le nostre canzoni dal vivo ed avere
così tanti fans in tutto il mondo è la più grande cosa
che mi sia potuta accadere.
Magari un sogno potrebbe essere di intraprendere, per una volta nella vita,
un tour di successo negli U.S.A., ed un altro in Giappone.
Secondo
la tua opinione personale, qual è la differenza tra i Grave Digger
(e il loro pubblico) e gruppi più famosi, anche tra quelli non metallari?
E' molto importante essere al posto giusto nel momento giusto.
Molti grandi gruppi hanno avuto esattamente questa fortuna (per esempio i
Nirvana), i Grave Digger hanno sempre dovuto lavorare molto duro per il loro
successo. Per avere la posizione che abbiamo adesso abbiamo dovuto confrontarci
per molto, molto tempo con gli altri gruppi. Un'altra cosa importante è
l'appoggio di MTV. I Grave Digger non hanno nessuna possibilità di
ricevere alcuna promozione da questo canale perché suonano vero Heavy
Metal. Ma i Korn, i Papa Roach e tutta questa merda sono diventati grandi
solo grazie ad MTV.
Tutto ciò è molto triste.
Cosa
pensi dei nuovi gruppi, e delle possibilità che il music business offre
loro?
Per i nuovi gruppi è estremamente difficile avere una possibilità
in questo mercato sovraffollato, perché in giro ci sono troppe band
che cazzeggiano!
Alcuni
anni fa hai cantato in alcuni pezzi di "Tales From The North" dei
White Skull. Cosa puoi dirmi di quell' esperienza, e che effetto ti ha fatto
l'idea di suonare subito dopo di loro al Valpolicella Metal Festival?
Ero il manager dei White Skull, perciò è stato normale supportarli
con la mia voce, ed essendo amici volevamo suonare a questo festival. Ma la
pioggia ha fermato i nostri piani!
Avete
detto che a Gennaio tornerete in Italia, a Milano. Come ti senti, sapendo
che il pubblico italiano si aspetterà uno show che lo ripaghi anche
per quello perso in Valpolicella?
Non stiamo nella pelle all'idea di suonare ancora al Transilvania di Milano,
l'ultimo spettacolo ha avuto così tanto successo che vogliamo suonare
di nuovo il prima possibile in questo grande locale. I fans in Italia sono
davvero speciali, ed è sempre un onore ed un piacere fare un tour nel
vostro paese!
Spero di vedervi tutti in Gennaio, e
STAY METAL!