INCHIUVATU
Intervista
ad Agghiastru
20.11.2004
A CURA DI Tormentor


Ciao Agghiastru, ti va di presentare i tuoi Inchiuvatu e
la scena mediterranea ai lettori di Hardsounds?
Inchiuvatu è il nome
del mio primo progetto musicale risalente al 1993, una one-man-band per intenderci.
Il sound potrebbe essere definito come una sorta di black/death metal con influenze
di musica sicula, con un cantato in dialetto, e altrettanto temi di ispirazione
mediterranea. Provate ad immaginare i Dimmu Borgir, o i Cradle of Filth, ma visti
attraverso un bizzaro modo di comporre siculo, fatto di nenie e sinistre tarantelle.
Cumunque sia è sempre molto difficile descrivere a parole la musica di
Inchiuvatu. Per quanta riguarda le liriche, il nome ’Inchiuvatu’ lo sapete bene,
non è solo riferito al ‘crocifisso’ bensì ad un mio stato d’animo,
ad una mancata occasione di confronto con la ‘vita’, siamo inchiodati all’abisso
dell’esistenza. Questa misera arte che produco, è forse la voce di un muto,
i cui occhi pretendono di vedere oltre... nella fantasia. Quindi predisponete
il vostro animo ad un viaggio, nel mio piccolo giardino Mediterraneo. La mia ‘famiglia’
mediterranea invece è un gruppo di musicisti sempre dell’area di Xacca
che organizza la propria proposta musicale partendo dal metal, ma arricchendolo
con tutte le influenze che il bacino mediterraneo può offrire. Ad esempio:
ne LA CARUTA DI LI DEI è presente un forte richiamo al periodo greco-romano,
la musica potrebbe essere accostata ai Therion, Bal-Sagoth, giusto per fare dei
nomi. Nei LAMENTU di 'Liack' si ha a che fare con un concept tribal/africano con
un potente mix di death/black crudo e selvaggio. Anche in ASTIMI sono presenti
dei richiami a quella che potrebbe essere la musica nella mesopotamia…oltre ad
un ferale death metal. Ma c’è anche 3 (alias Rosario Badalamenti) che col
suo progetto solista annichilisce con una potente miscela di black apocalittico
industriale, e non solo, MALEFICU SANTIFICATU è il suo side-project di
raw black metal satanico. I punti in comune sono l’uso del dialetto siculo, ma
non solo, oppure l’attenzione a temi mediterranei. Certo è che la nostra
è una delle più originali scene del pianeta.
Ricordo
che qualche anno fa, intorno al 99/2000, i gruppi siculi erano molto attivi e
soprattutto ci furono molte uscite valide, tipo La Caruta Di Li Dei, Astimi, Ultima
Missa, gli stessi Inchiuvatu…questi progetti sono ancora attivi?
Degli ULTIMA MISSA non c’è nessun materiale in circolazione. Non
capisco a cosa ti riferisci… (memoria farlocca mia...pensavo ci fosse qualcosa
in giro Ndr)Su questo progetto c’è un gran parlare, ma nessuno ha mai ascoltato
nulla, proprio perché noi non abbiamo intenzione di far uscire qualcosa.
Ci sono delle registrazioni che noi realizzammo a suo tempo, ma che non sono in
alcun modo in circolazione… Per le altre bands da te citate hai ragione. Nel 2001
uscirono due grandi cds, ASTIMI 'TrinaCapronuM' una mix di estreme death metal
alla Deicide/Morbid Angel, ma con una propria personalità, e LAMENTU 'Liack'.
Fu un’esperienza molto importante che diede una svolta a tutta la scena. Tutti
questi progetti sono attivi, anche se stiamo dando priorità ad INCHIUVATU.
Abbiamo avuto qualche problema col nuovo studio di registrazione, ora risolti,
e poi anche economico, inutile dirti che per stampare cd ci vuole una grossa quantità
di denaro. Comunque noi ogni tanto stampiamo dei demo, anche con materiale nuovo
o inedito, che non richiedono grossi investimenti economici, demo che non smetteranno
mai d’avere valore proprio per chi proviene dall’underground. E’ il caso di ‘Scilla
& Cariddi’ de LA CARUTA di li DEI, un demo straordinario, a seguito del debut-cd
del ‘99 che poteva essere benissimo un mcd ufficiale, ma noi abbiamo preferito
che fosse un solo fottutissimo demo. Per il futuro vorremo creare una cd-compilation
ufficiale con tutti brani inediti registrati per l’occasione, sempre progetti
della Scena Mediterranea di Xacca.
Ormai
sei un musicista di esperienza, sei in giro da più di dieci anni…come hai
visto evolversi la scena underground nazionale?
Da dove sono io posso raccontarti
di come si è evoluta la scena nord africana…Credimi, siamo fuori dal mondo,
quello che so è quello che vedo e leggo su qualche giornale di musica metal.
Non siamo in contatto con tante bands, a che servirebbe se poi potendo suonare
assieme, per noi solo per il viaggio ci vogliono 1000 euro. La scena c’è,
potrebbe essere ancor più originale e unica, ma questo fa parte di un altro
discorso. Ci sono tanti giornali metal, webzine, quello che manca sono le opportunità
di fare concerti, le strutture, almeno per noi al sud…C’è una certa esterofilia,
magari ci vorrebbe un po’ più di attenzione da parte di tutti, fan, giornalisti,
negozi…
Vuoi parlarci un po’ del concept del nuovo “Piccatu”?
Piccatu’ non è un concept album. Tutte le liriche affrontano il
PECCATO ma da diverse angolature. In più, un pò stanco di parlare
di anticristi e befane varie, ho voluto approfondire gli umori del mio carettere,
delle mie esperienze personali. ‘LUSTRU’ (Lustro - nascita) è il parto,
il mio. ‘CUNSUMU’ parla di una barbara e antica ‘tradizione’ mediterranea (araba
per l’esattezza) che voleva che la prima notte di nozze di una coppia, la vergine
dovesse, proprio perché vergine, macchiare il lenzuolo bianco col proprio
sangue, cosicchè stendendolo fuori potesse mostrare a tutti la sua purezza.
Se pura non era, l’uomo era in diritto di sgozzare la donna, e ugualmente il lenzuolo
doveva far mostra di se lordato di sangue. Questo è quello che mi raccontava
mi madre, ricordo ancora la mia emozione di quando mi mostrò ‘fiera’ il
suo lenzuolo... Mi piaceva affrontare questo tema per la sua drammaticità
e nello stesso tempo romanticismo, in fondo negli occhi degli amanti in quella
prima notte, vi si poteva scorgere amore, ansia, odio. ‘PICCATU’ parla della mia
vita, di tutto quello che ho fatto e sto facendo. Di questo ruolo che mi sono
ritagliato ‘moderno menestrello’ e dei miei fallimenti. Come nella foto interna
al cd, sono un perfetto ‘Uno, nessuno e centomila’, dipendente da una maschera,
dalle mie fantasie... ‘MALEFICU’ è un inno di disperazione rivolto a dio,
per l’assurda condizione del sesso nel genere umano. ‘ANIMACULA’ (Anima -maculata)
parla di una donna tormentata dall’incesto, ma in realtà è una nostalgica
riflessione sulla potenza dell’amore che va al di là della propria carne.
M’inquieta e affascina il rapporto che c’è tra una Madre e un Figlio (vedrò
di spiegarmi meglio nel prox cd). ‘VATTIU’ (Battesimo) parla delle mie perplessità
sull’incapacità di intendere e volere del nascituro a ricevere questo religioso
sacramento...potete immaginare come la penso. ‘CIURI SACRIFICATU’ parla di gesù
cristo che deluso dal genere umano, chiede al padre se è più o meno
logico il suo sacrificio. In realtà è anche una riflessione sul
modo in cui la nostra società catto/borghese concepisce l’amore in senso
lato...’EVA’ madre del peccato, è una song ironica. Lei conosce i piacere
del sesso ancor prima che con Adamo, concedendo la sua purezza al ‘serpente’,
ecco perché dio la scaccia dal paradiso... Ma lei romanticamente struggente
chiede al padre onnipotente: “perché negare un piacere che tu stesso hai
creato?”. Se credessi in dio, lo immaginerei proprio come un burattinaio che si
diverte alla nostre spalle. ‘CURU’’ (Cuore- modo per chiamare la propria amata)
parla di una relazione sentimentale finita male... Ma è anche un testo
che riflette la mia malinconia nei confronti della vita che puntualmente invecchia
e muore.
A
proposito di “Piccatu”, come hai detto tu uno dei brani (“Cunsumu”) parla di un’antica
tradizione araba…non posso esimermi quindi dal chiederti cosa ne pensi dei fatti
di sangue che si consumano quotidianamente in Medio Oriente.
Ma, francamente l’unico legame
che mi conduce a quei fatti è l’aumento del prezzo della benzina. Cosa
vuoi che ti dica… A volte mi sforzo di capire le problematiche del mio condominio,
quello che succede tra un piano e l’altro, le ripicche, le assenze dalle riunioni
condominiali… Insomma non è facile. Spesso ci si rivolge ad un consulente
esterno, proprio perché non si trova un accordo, o alcune famiglie favoriscono
altre, quindi si creano delle porzioni all’interno di uno stesso palazzo, che
puntualmente si sfidano. Vuoi oggi il posto macchina, domani il cane che piscia
in ascensore. Il consulente poi, se ne frega, si fa i suoi conti, guadagna la
sua parcella comunque… Sì, preferirei vivere da solo in una bella villa,
ma a vista del centro storico magari…
Dalla profondità degli argomenti che tratti si nota il
tuo vasto background culturale; quali sono le tue maggiori fonti di ispirazione?
Ti ringrazio per il complimento
gradito, ma io sto alla cultura così come un crocifisso adorna una moschea.
Ma di quale cultura parli… io butto lì qualche ricordo distorto venuto
a galla dalla mia infanzia… Non c’è nessuna cultura. Qualcuno vuol farci
credere che conoscendo questo e l’altro diveniamo ‘colti’, facendo questo o quell’altro
ancora, vestendoci in un modo, o vedendo quel film, o leggendo quel libro. Io
non sono una persona profonda, è tutto il resto che fa schifo oltre misura.
Io sono ignorante, è quello che mi sta attorno ch’è peggiore di
me al punto di farmi sembrare ‘colto’. Sì, mi piace vedere i films di Fellini,
Pasolini, Bergman, Antonioni, De Sica, mi piacciono gli anni ’70 per via del rock
progressivo, specie quello italico, ho letto qualche libro di Nietzsche, spesso
non capendoci nulla, mi piace ‘l’età di Pericle’ e tutto ciò che
ruota attorno a quei secoli di assoluto splendore. Posso parlarti dell’arte, raccontarti
Picasso o chissà quale altro visionario… Tutto questo magari mi ha stimolato,
ma non credo che conoscere tutto ciò abbia a che fare col “mio vasto background
culturale”. Mi sento soffocato, sento che c’è una regia occulta che c’impone
delle emozioni, inventa per noi dei desideri, una ‘cultura’. A volte penso, scrivo,
o suono delle cose, ma poi mi chiedo perché io l’abbia fatte…in base a
quale esigenza, e perché sentirei tale esigenza. Io reagisco in base a
quello che so, quello che ho studiato più o meno bene? Mi influenza veramente
il fatto di cronaca di cui tutti parlano, senza neanche sapere dove si trova esattamente
gerusalemme? La cultura poi... in un paese di pensionati.
Nelle tue interviste, biografie e testi è citato spesso
Pirandello, a proposito dell’identità e delle maschere…cosa ti affascina
di questo autore?
Abito a venti minuti dalla sua casa natale, non può non aver avuto
un’influenza sul mio modo di creare. Ci sono grandi uomini siciliani che hanno
descritto l’animo umano partendo proprio dall’analisi degli abitanti delle loro
città sicule. Mi ricordo da piccolo anche del Verga e dello spirito di
rassegnazione che alberga nei siciliani. Una ‘verità’ su cui ho molto riflettuto.
All’interno del cd c’è un’immagine che mi ritrae in quattro pose diverse,
sono sempre io, ma in una ho i capelli lunghi, in un’altra la testa rasata e via
dicendo. L’idea era di citare l’illustre Pirandello, ‘Uno nessuno, centomila’
facile dedurre che volevo rappresentare l’incapacità dell’uomo, spesso
la mia, di avere un’identità precisa. Inoltre, proprio per affermare tale
identità, l’unico modo, sempre per citare il nobel di girgenti, è
il suicidio (morale, sociale ecc) o la pazzia. Entrambi i modi fanno parte della
filosofia di Inchiuvatu.
Quali
sono le principali ragioni che ti hanno spinto ad esprimerti prevalentemente nel
dialetto della tua terra?
Ho sempre cercato di essere me stesso, scisso da qualsiasi organizzazione
sociale. L’uso del dialetto, per il momento, lo reputo un buon modo per esprimere
pensieri che, in altra lingua perderebbero di efficacia e pathos. Tuttavia non
è esclusa la ricerca di altre forme di idiomi. Ho cantato in italiano,
inglese, tedesco, tutto sta a come ti senti in quel momento della composizione
e a ciò che desideri esprimere. Anche la lingua è uno strumento
musicale, quindi non è escluso che il siciliano sia inadatto ad una song
che crei certe atmosfere che richiedono la rigidità del tedesco, per esempio.
Vedremo.
Che opinione hai dell’attuale scena black metal? Non ti sembra
che il tutto sia diventato, tranne rare eccezioni, una sorta di circo ambulante
buono solo per i ragazzini alla ricerca della trasgressione che nasconde una pochezza
musicale imbarazzante?
Sì,
credo che il ‘valore’ del metal estremo sia morto già a metà degli
anni ’90. Non capisco perché sia così difficile per i musicisti
essere se stessi, avere il coraggio di partorire idee nuove. E’ drammatico vedere
anche i grossi nomi riciclarsi all’infinito, proprio quelli che il metal estremo
l’hanno portato alle stelle. Allora penso che hanno fatto bene a sciogliersi bands
come Emperor o Immortal, la proprosta musicale di questo momento è veramente
piatta, colpa anche delle etichette, dei giornali... La cosa poi più triste
dei nuovi fruitori di musica è l’incremento della pirateria. Molti non
hanno il senso di culto per un cd, sfogliare il booklet, leggere i testi, insomma
adorare questo feticcio che racchiudeva in se questa musica straordinaria, rivoluzionaria.
Circolano sterili cd masterizzati, privi anche di titoli, come se si facesse a
gara a chi possiede più dischi, ma quanti hanno compreso cosa stia succedendo
a livello musicale, lirico. Internet ha contribuito a diffondere la musica, ma
ha anche tolto parte del mistero che avvolgeva la stessa. Non so che dirti, noi
facciamo la nostra parte, offrendo qualcosa di nuovo e qualitativamente sempre
migliore.
E
quali sono le band italiane che preferisci?
Sono tante, vuoi che ti faccia
un elenco?
Fearwell, Mortuary Drape, Opera IX, Mahira, HandFul Of Hate, Zora,
Verbo Nero, Necrodeath, Ephel Duath, Aborym, tanti e tanti altri… ma è
una mia fissa, ma mi piacerebbe che tutti fossero più estremamente originali.
Che progetti
ci sono in vista per Inchiuvatu e le altre band della Med Scene?
A gennaio inizierò
a registrare il quarto Inchiuvatu che seguirà la scia di ‘Piccatu’ ma con
influenze più dark, sinfoniche, prog. Il cd dovrebbe uscire per fine 2005.
Mi piacerebbe anche cominciare a pensare ad un cd di Inchiuvatu interamente acustico,
dove far emergere il piano, cosa che tra l’altro faccio nei miei spettacoli, per
metà elettrico e acustico. Inoltre credo tra qualche anno di cominciare
a lavorare a qualcosa che porti solo il mio nome AGGHIASTRU, qualcosa che mi consenta
di liberarmi da qualsiasi etichetta musicale. Per le altre bands ci saranno a
breve dei demo: MALEFICU SANTIFICATU ‘L’Odio’, 3 ‘Onnipotenza III’, ASTIMI un
live più bonus, forse anche i LAMENTU, dei vecchi demo di Inchiuvatu che
i fans non smetteranno mai di richiederci. Ufficialmente per fine 2005 pensiamo
ad una cd-compilation targata INCH Productions, che consegni alla storia un cd
con tutti brani inediti delle bands della mia scena mediterranea. Seguite i nostri
passi sul nostro sito. Comunque sia è importante capire che per fare buoni
cd, occorre pure che qualcuno compri la musica, che il supporto sia anche economico,
piratare le piccole etichette può significare la loro morte. Abbiamo bisogno
di fans che adorino i cds, con gli artworks, fieri delle proprie collezioni discografiche,
patrimonio eterno da tramandare ai propri figli…Se ridurrete il valore discografico
di un artista a della semplice plastica da accumulare…è finita.
Concludi l’intervista
come preferisci, ti do carta bianca! Ancora complimenti per “Piccatu”, davvero
un ottimo lavoro!
In
gennaio è morta mia nonna, donna che in una certa maniera mi ha tramandato
qualcosa d’importante…e l’ho voluta ricordare nella ristampa di ‘Addisiu’. Oggi
mi compare nella mia stanza da letto il suo vecchio armadio… non avevo un armadio.