INDUKTI
20.02.2006
A
CURA DI Fabio "Flames Of Hell" Rancati
TRADUZIONE Daniele "Tormentor" Amato
Ciao
ragazzi, benvenuti su Hardsounds.it! Per prima cosa raccontateci le origini
della band…
Ewa e Peter hanno fatto parte della band per ben quattordici anni. All’inizio
si chiamavano Mikamwes, in seguito Vein e alla fine nacque Indukti, ma tutti
i cambiamenti sono stati piuttosto indolori. Anche la musica ha subito una
progressiva evoluzione, proprio come i monicker della band, che a un certo
punto comincio a suonare più heavy, con un approccio più emozionale
lasciando da parte il lato ‘matematico’, e fu deciso di cambiare il nome anche
per via di queste nuove sonorità. La line up è quindi stata
stabilizzata del tutto nel 2002.
Credo
che il vostro debut album “S.U.S.A.R.” sia molto interessante. Mi piacerebbe
sapere qualcosa a proposito della sigla del titolo e se possibile un vostro
commento su ogni brano
SUSAR è un’unità definità. Forse avrai notato delle similitudini
tra ‘Cold Inside” e ‘…And Weak’, così come ci sono similitudini tra
1181 e 11812. La musica è stata composta in diversi livelli; il più
vecchio è rappresentato da “Shade” che abbiamo suonato in diversi modi
nel passato, a volte addirittura con due singer, uno che cantava a proposito
del sole e dell’universo, l’altro con del growling, per poi giungere alla
parte strumentale definitiva. Mariusz se ne è venuto fuori con quello
che poi è stato registrato ed è tuttora la versione che amiamo
di più. Il brano successivo è “Urulu”, che è rimasto
identico fino alla registrazione del disco. Il titolo deriva dalla sua struttura
monolitica, è stato molto piacevole lavorare su questo brano. “…And
Weak” e “no. 11812” sono state composte più o meno nello stesso periodo.
“Cold Inside” e “…And Weak” all’inizio sarebbero dovute essere due canzoni
separate; poco prima di entrare in studio decidemmo che inserire una sorta
di intro, di preludo, sarebbe stata una buona idea, in modo da far risultare
l’album più coeso.
Il titolo “S.U.S.A.R.” sta per Suspected Unexpected Serious Adverse Reaction,
che è il termine medico che definisce tutti gli effetti collaterali
delle medicine che compri in farmacia. Non volevamo che la gente ascoltasse
la nostra musica senza preoccupazione.
Mariusz
Duda, membro dei Riverside, ha scritto i testi del vostro album. Come è
nata questa collaborazione?
Non è esatto, Mariusz non ha scritto i testi. Al contrario ha composto
le linee vocali, che sono grandiose, ed è una cosa che apprezziamo
molto. Abbiamo conosciuto Mariusz a un concerto e finalmente siamo riusciti
a portarlo in studio con noi, è stato molto divertente.
Non
credete che questa collaborazione possa rendervi troppo simili ai Riverside,
almeno per ciò che riguarda le vocals?
Riverside e Indukti sono due band diverse. E’ vero però che Mariusz,
che canta nei Riverside, ha fatto la parte del guest nel disco. E’ lui che
canta le linee vocali, e siamo molto felici di averlo sul nostro cd. Ma ad
essere sincero non sono totalmente coinvolto dal suo lavoro con i Riverside.
Lui è un frontman, e pensiamo che la sua attitudine, la sua differente
musica e l’intero contesto sia così unico in ogni situazione che non
conti più di tanto. O forse in questo modo abbiamo reso Riverside simile
a Indukti, chi lo sa…
In
che stato versa la scena musicale polacca? Ci sono altre band affermate, o
pronte a spiccare il volo, nella scena progressive?
La scena progressive ufficiale è piuttosto defilata, ci sono diversi
gruppi e un po’ di clubs che si occupano di questa musica. Le band che suonano
questo genere di solito sono più conosciute al di fuori della Polonia.
Le grandi label non sono interessante a investire dei soldi in questo genere
di cose. Esistono molti festival dove si possono sentire un sacco di band
interessanti ma sono organizzati in maniera molto modesta, senza sponsor o
copertura mediatica. La band più valide e che più apprezziamo
in Polonia sono Guess Why, Rootwater, Riverside, Dr. Zoydbergh, Neuma, Jesus
Chrysler Suicide, Judy4, Antigama, Psychotropic Transcendental, Hariasen e
molte altre. Alcune di queste le conosciamo personalmente e abbiamo anche
suonato insieme in diverse occasioni.
Da
dove traete ispirazione per comporre i brani?
Cerchiamo ispirazione in tutto ciò che ci circonda, ma a volte è
qualcosa di troppo fragile per poterlo afferrare. Diversi aspetti della vita,
eventi quotidiani, esperienze musicali, cosa che hanno a che fare con la musica
e che ci rendono musicisti migliori sia dal punto di vista emozionale che
da quello musicale, se capisci quello che intendo… cerchiamo di fare in modo
che la nostra musica non sia semplice, o povera. A volte non avere un cantante
rende questo obiettivo difficile, altre volte è proprio impossibile
reggiungere certe mete ma finora siamo sopravvissuti.
Come
vi trovate a lavorare con Laser’s Edge? E’ un ottimo nome della scena progressive…
Siamo dannatamente felici di poter lavorare con loro. I ragazzi sono molto
conosciuti in giro per il loro lavoro di qualità. A volte Indukti è
un po’ complicato da gestire per via della promozione, un vero casino, ma
fortunatamente abbiamo Laser’s Edge alle nostre spalle, ahahah.
Credete
sarà possibile vedervi in giro per l’Europa e, di conseguenza in Italia?
Speriamo di poter girare l’Europa presto. Quale altra risposta ti aspettavi,
ahahaha. Vorremmo veramente vedere voi ragazzi italiani e suonare per voi
un paio di shows. Presto suoneremo in Germania e sarà molto divertente,
vi possiamo assicurare che Indukti dal vivo funziona alla grande.
Grazie
per il tempo concesso! Vi auguro buona fortuna, e vi lascio un ultimo spazio
per dire ciò che preferite.
Un grosso saluto a tutti i fan italiani e speriamo di vedervi presto in tour
nel vostro assolato paese!!!