Intervista a Martin Mendez (13.12.2005)
A CURA DI:
Pierre Hound

E' un lapidario Martin Mendez, bassista della fenomenale band svedese degli Opeth, quello che, accartocciato su una sedia del Rolling Stones di Milano, è forzato a rispondere alla raffica di domande preparate dal vostro Pierre di fiducia. Nonostante i miei sforzi ad incitarlo a parlare, Martin si è dimostrato un osso duro e non si è concesso il lusso di sprecare le sue parole ai microfoni di Hardsounds. Provare per credere...
Prima di iniziare, vorrei chiederti
come sta Martin Lopez. Quando ritornerà a
suonare?
(Mendez) Le cose vanno molto meglio…ma non sappiamo
ancora quando lui potrà tornare a suonare con la band.
Il nuovo album “Ghost Reveries” viene
dopo la doppia release di “Deliverance” e “Damnation”, due album distanti ma
molto vicini tra loro. Puoi parlarmi del processo evolutivo che ha portato da
quei due album a questa nuova vostra
opera?
(Mendez) Non saprei cosa dirti, il nostro processo
compositivo è molto spontaneo e naturale. Non vogliamo fare album tutti uguali
ed è naturale che ne escano fuori anche canzoni diverse…poi, ora abbiamo anche
un nuovo membro nella band che ha portato altre nuove sonorità all’interno del
gruppo.
L’ingresso di Per Wiberg ha portato
una ventata di novità nel vostro sound; trovo molto gustoso quel sapore '70s
donato dalle tastiere di
Per.
(Mendez) Si, infatti
Puoi dirmi di
più?
(Mendez) Avevamo alcune tastiere nei precedenti album
ma è dal tour di “Damnation” che Per è entrato a far parte attiva degli Opeth,
iniziando a suonare anche sui brani heavy del nostro repertorio ed il sound che
ne è uscito fuori è risultato altrettanto naturale. Considera che lui suona in
modo sostanzialmente diverso dalla maggioranza degli altri tastieristi metal,
perchè lui sente la musica in modo diverso!
Mi dai una tua rapida impressione in
merito a tutta la vostra
discografia?
(Mendez) …di tutti i dischi?
Fai tu, puoi anche solo dirmi quale è
quello che
preferisci!
(Mendez) Mah, direi “Still Life” anche se sono legato
ad ogni album della band, dal primo all’ultimo.
Sono passati tanti anni dal vostro
primo album. Avete cambiato abbastanza il vostro stile musicale. Quali altre
sorprese avete in serbo per il futuro? Cosa dobbiamo aspettarci
ancora?
(Mendez) Non lo so…sul serio, non lo so proprio.
Ponete tutte le vostre attenzioni al
solo
presente?
(Mendez) Si, totalmente. Ora ci dedicheremo a questo
tour, poi si vedrà…al momento non sappiamo nulla, non so dirti di più, credimi.
Mi confermi, però, che la vostra linea
è quella di sperimentare ed evolvervi
continuamente…
(Mendez) E’ quello che abbiamo cercato di fare
sino ad ora, quindi penso che continueremo così!
Siete entrati a far parte di una
grande casa discografica, la Roadrunner, come vi sentite adesso che avete molta
visibilità?
(Mendez) E’ cool! Più gente che viene ai nostri
concerti, maggiore promozione, più attenzione verso la band…
Avete passato un brutto periodo a
fronte del fallimento della vostra vecchia etichetta discografica…
(Mendez) Si, ma ora è tutto passato.
Ho visto che vi siete subito integrati
nella nuova etichetta, considerando che Michael, appena arrivato, ha partecipato
alla compilation “Roadrunner
United”.
(Mendez) Si, ma quella è una sua cosa. Dovresti
chiedere a lui.
Avete appena finito il tour
americano, come è andato? Come siete stati accolti?
(Mendez) Il tour è andato benissimo e la gente ci ha
accolti magnificamente. In America abbiamo tantissimi fan che stravedono per
noi!
Dici sul serio? Vista la tendenza, non
credevo che li
ci fosse un ritorno di fiamma
verso il genere di musica che voi proponete.
(Mendez) L’America è un grande Paese e c’è spazio per
tutti. Il death è molto seguito e ad ogni nostro show abbiamo sempre avuto
migliaia di persone…assolutamente è stato un grande tour.
Non si
è trattato del vostro primo tour negli U.S.A….
(Mendez) No, no. Credo che siamo all’ottavo!
Voi siete anche grandi amici con i
nostrani
Lacuna Coil, con cui avete condiviso
uno dei vostri ultimi tour in quel Paese…
(Mendez) Si, loro sono dei bravissimi ragazzi e sono
legato ad ognuno dei membri della band, ma anche a quelli della crew. Veramente
delle care persone.
Martin, abbiamo
finito! Mi hai ‘esaurito’ le domande
in soli 5 minuti! Vuoi aggiungere ancora qualcosa?
(Mendez) (con un cenno di sorriso - nda) Non saprei.
Ringrazio tutti i nostri sostenitori e spero che vi divertiate con i nostri show
e con i nostri dischi.
Ti va di lasciare un saluto ai lettori
di Hardsounds?
(Mendez) Si volentieri. (ascolta qui
la voce di Martin Mendez)