GUIDO PRIORI




A CURA DI Emo e Zorro

 

 

 

 

 

 

 

Milanese trentaseinne, appassionato da una vita dell'Hard Rock di stampo classico e del rock melodico in tutte le sue varianti, Guido Priori è un ragazzo di talento innamorato dei Journey e di Steve Perry. Amore e talento riportati in tutta la loro completezza nel recente tributo alla leggendaria band californiana. L'intervista che segue ce lo fa scoprire anche come persona molto umile, lontano da certe mentalità da prima donna molto in voga negli ambienti nostrani, nonchè persona molto disponibile e gentile. Buona lettura e Keep The Journey Alive!! 

 Ben trovato, Guido. Innanzitutto, non possiamo che ribadire i complimenti
per il superlativo lavoro che traspare dal recente tributo ai Journey.
Davvero entusiasmante. Ancora grazie per aver portato il nome di questa
incredibile band così in alto.

GUIDO: Ciao e grazie davvero per i complimenti!
La soddisfazione e’ doppia in quanto ricevo un riscontro così gratificante da “veri” fans dei Journey, nonché cultori preparati del rock melodico quali tu e Zorro siete.
A proposito, ricambio i complimenti per la vostra rubrica!

Ti andrebbe di raccontarci come è nato questo progetto e come si è
sviluppato in seguito fino all'atto della registrazione? Anche difficoltà,
aneddoti particolari, momenti divertenti...
GUIDO: Con vero piacere. Il progetto e’ la naturale conseguenza di una vita dedicata alla musica ed alla grande passione, che mi lega ormai dal 1980, per la piu’ grande melodic rock band del mondo.
Dopo numerose esperienze con diverse bands dell’area milanese, decisi ad un certo punto che avrei un giorno interpretato nel modo più fedele possibile alcuni dei brani più significativi della mia band preferita. Nel 2003, quasi per caso, navigando su Internet, trovai il sito di una piccola label americana la quale aveva reclutato un gruppo di musicisti ai quali affidava il compito di interpretare su richiesta le basi musicali di artisti famosi, tra i quali i Journey. Una volta ricevuto il demo contenente alcune tracce, rimasi talmente impressionato dalla qualità che non esitai a chiedere loro di inviarmi tutto il loro repertorio del gruppo di Perry; il risultato e’ ciò che avete ascoltato e recensito..davvero oltre ogni aspettativa!
Le difficoltà più grosse le ho riscontrate durante la fase di registrazione dei cori e le varie armonizzazioni, in quanto i componenti dei Journey hanno tutti timbriche diverse; per il resto devo dirti che le cose sono filate lisce come l’olio, anche perché ho avuto la fortuna di lavorare con un tecnico del suono, nonché amico di vecchia data, come Christian Gardoni, il quale ha svolto davvero un ottimo lavoro ed ha ricreato molto bene il tipico sound dei Journey, ed il tutto in meno di una settimana!
L’aneddoto piu’ divertente che ti posso raccontare e’ il seguente: pochi mesi dopo la registrazione mi recai ad un concerto dei Talisman presso un locale vicino a Milano e, conoscendo molto bene il tecnico del suono del posto, gli chiesi se poteva diffondere prima dello show il mio cd; mi sedetti ad un tavolo per vedere incuriosito le reazioni del pubblico, quando ad un certo punto, con mia sorpresa, mi accorsi che al tavolo vicino vi erano 4 ragazzi che cantavano parola per parola le canzoni, tranne uno di loro che, ad un certo punto, voltandosi di scatto verso gli amici, esclamo’: “Ragazzi, i Journey saranno pure bravi come dite voi..ma a me fanno cagare” (parole testuali) e poi di rimando: “Ma quando e’ uscita 'sta porcheria di compilation, che palle...sono sempre le solite canzoni sentite e risentite!”. La cosa mi fece ridere ma, paradossalmente, capii in quel momento che tutto sommato avevo fatto un buon lavoro.
Credo che si tratti del primo caso in cui uno si senta gratificato da un insulto!

I ragazzi che ti hanno accompagnato nel tributo sembrano tutti dei fan dei
Journey vista la passione con cui si cimentano agli strumenti. E' cosi,
oppure sono anche ottimi professionisti tanto da non lasciare intendere solo
il "mistiere" ma anche vitalità ed emozioni?

GUIDO: Probabilmente entrambe le cose che dici: si tratta di musicisti professionisti, ma considerata la fedeltà e l’intensità dimostrata nella stesura dei brani, non escludo che anch’essi possano essere dei fans della band; sono stato molto fortunato ad averli trovati e se il cd e’ riuscito così bene lo devo fondamentalmente a loro.

L'ottima qualità del cd lo fa sicuramente diventare un oggetto appetibile
per tutti fans dei Journey e dell'AOR in genere, visto soprattutto lo
stupendo lavoro effettuato in fase di produzione. Hai provato a proporre
tale tributo a qualche label, per vederlo magari pubblicato?
GUIDO: Pur trattandosi di uno dei pochi tributi ai Journey (forse l’unico nel quale le canzoni vengono interpretate da un singolo cantante) devo purtroppo dirvi che i tribute album hanno fatto ormai il loro tempo, anche nel caso di brani interpretati da artisti famosi; ti lascio immaginare quale risposta alle mie richieste ho ricevuto dalle labels specializzate.. a questo punto vedro’ di autoprodurlo...chi fa da sè...

Devi toglierci una curiosità, come gia evidenziato in sede di recensione:
perchè nessun brano tratto da "Frontiers" e "Trial By Fire"?
Capiamo che i brani memorabili di Perry e soci sono davvero tanti...

GUIDO: Avete ragione! Anche a me é spiaciuto molto non inserire song da quei due titoli; "Frontiers" e "Trial by fire" sono a mio parere gli album che possiedono il sound più’ difficile da riprodurre; purtroppo il gruppo non aveva nessun brano disponibile da quei due lavori, e ciò’ non fa altro che confermare quello che vi ho detto. Si tratta di due capolavori in senso assoluto e, in quanto tali, assolutamente unici ed irripetibili.

La tua timbrica ricorda molto quella di Perry, e di riflesso anche quella
di Hugo. Te la sei ritrovata naturale, oppure è frutto di intenso lavoro e
dedizione per omaggiare Steve? Magari entrambe le ipotesi...
GUIDO: Altro che dote naturale! Ero davvero poco intonato una volta! Questa domanda dovreste rivolgerla ai miei ex vicini di casa che ogni giorno erano tediati dalle mie urla che si mescolavano sopra i dischi dei Toto, Journey, Boston, Foreigner etc. Scherzi a parte: credo che per arrivare a certi livelli si debba comunque essere dotati di certe qualità naturali, ma dovete considerare che la voce e’ come uno strumento il cui allenamento costante ti aiuta certamente a raggiungere buoni risultati. Credo che nel mio caso, essendo autodidatta, ha giocato un ruolo importante la costante applicazione e la voglia di riuscire ad arrivare ad un certo traguardo: nel mio piccolo credo di esserci riuscito e ti assicuro che ricevere così tanti attestati di stime mi riempie di orgoglio e soddisfazione.
Per quanto riguarda Hugo, più che la timbrica, mi ha davvero stupito il suo aspetto fisico: praticamente una replica di Perry. Incredibile!

Se dovessi scegliere di rubare per te quattro caratteristiche vocali
diverse a quattro grandi singer, cosa prenderesti e a chi?
GUIDO: Non ho dubbi: ruberei la dote unica che possiede Robert Plant di essere in grado di poter cantare qualsiasi genere musicale, poi ruberei l’estensione vocale e la potenza di Ronnie James Dio (dopo Perry il mio singer preferito) e la tecnica sublime di Gino Vannelli, nonchè l’enorme capacità compositiva di Jim Peterik dei Survivor: nessuno scrive le melodie come lui! Ho avuto la fortuna di conoscerlo e ogni tanto ci scriviamo; Jim, oltre che uno dei miei artisti preferiti, é una persona davvero speciale.

Se non erriamo, prima di questo tributo ai Journey, eri il singer dei Mr.
Bryan, tribute band nostrana del cantautore canadese Bryan Adams. Come mai
decidesti di lasciare tale gruppo?
GUIDO: Hey siete informatissimi!
E’ vero, i Mr.Bryan sono stati la prima tribute band in assoluto a Milano. Durante la fine degli anni ’80 giravamo per i locali ed i gestori ci dicevano: “ma a chi volete che interessi un concerto di canzoni rifatte di Bryan Adams?” e ci davano picche.. adesso si verifica l’esatto opposto! Beh la decisione e’ stata presa in merito al fatto che io e Flavio eravamo un po’ stanchi di suonare quel genere, così decidemmo di formare i Problem Chid, band tributo di Bon Scott degli Ac/dc.

Da Bryan Adams ai Journey, quale scelta ti ha spinto a scegliere la band
di Steve Perry come oggetto del tuo nuovo tributo?

GUIDO: Nessuna scelta particolare, i Journey rappresentano per me qualche cosa di importante: sono stati la colonna sonora della mia vita, per cui...

Oltre a Bryan Adams e ai Journey, quali sono le altre bands attuali e
passate che compongono il tuo background musicale?

GUIDO: Led Zeppelin, Rainbow Dio era, Thin Lizzy, Queen, Police, Toto, Kiss solo per citarne alcuni...
Potrei stupire qualcuno se dicessi che considero gli Abba una delle migliori pop band del mondo...per curiosità mi piacerebbe sentirli oggi con suoni più heavy...Quel gruppo aveva un songwriting unico. Le band scandinave di AOR devono tutto a loro.

Un tuo parere sugli attuali Journey e su Augeri.
GUIDO: Considero Arrival il miglior disco dei Journey sotto l’aspetto puramente compositivo e Augeri e’ un ottimo singer, ma non credo di offendere nessuno se dicessi che Perry appartiene ad un altro pianeta.

I tuoi progetti, presente e futuro, e quando avremo il piacere di
ascoltarti dal vivo

GUIDO: Attualmente sono impegnato con Paolo Morbini, vecchio amico e grande drummer/songwriter, alla stesura di album molto Journey/Toto oriented sotto il monicker “My Land”, non mancherò di aggiornarvi sugli sviluppi. Ne approfitto per segnalarvi il suo sito: www.paolomorbini.com. Per adesso non sono previste apparizioni live, forse in occasione della presentazione del disco dei “My Land”...escludo però una serata Journey’s tribute...almeno per ora.

La scena internazionale in fatto di AOR e Melodic Rock è sempre più
florida e vispa, ma sembra che qualcosa si stia finalmente muovendo anche
nel nostro paese. Mi vengono in mente Chris Catena, i Platens di Grillo, le
collaborazioni di Glenn Hughes e Tony Martin con artisti nostrani e altre
band e musicisti che stanno godendo di notorietà anche all'estero. Ora stai
iniziando a prenderti qualche meritata soddisfazione anche tu. Cosa sta
succedendo in casa Italia?
GUIDO:
Ho sempre sostenuto che i musicisti italiani non hanno nulla da invidiare ad artisti stranieri più blasonati; le collaborazioni di cui parli lo dimostrano. Ai miei tempi, se mi avessero detto che avrei partecipato in veste di backing vocals in un disco di Jim Peterik, avrei riso due giorni; oggi non posso escludere a priori (scusa il gioco di parole) la cosa...chissà che il buon Jim non mi conceda un’occasione in futuro...sarebbe davvero un sogno!

Per chi hai votato alle scorse elezioni? Dai, scherzo. Cinque o più dischi
che avresti inserito nella ALL TIME CLASSICS di Dreamland e che nè io, nè
Zorro abbiamo scelto.

GUIDO:
Vediamo: "Makin The Point" dei Frankie And The Knockouts dove suona il compianto Jeff Porcaro in due brani, "Flesh And Bone" di Richard Marx, "Inside Information" dei Foreigner, il disco solista di Mark Free e il primo di Michael Bolton.

Bene, la chiacchierata è agli sgoccioli. Guido, come da rituale, hai
spazio libero per dire quello che ti pare, anche non strettamente in materia
come da inter
vista.
GUIDO: Ho visto recentemente le foto in occasione della cerimonia nella quale si celebrava l’ingresso dei Journey nella Hollywood Walk of Fame; considerati gli attriti passati con la band, a questo punto, posso anche sperare in una futura insperata reunion. Comincio ad incrociare le dita! Poi colgo l’occasione per ringraziare Max Palmiotta per il suo contributo e Bill Austin dello Steve Perry fan club. 
Un messaggio finale: ragazzi, supportate Emo e Zorro, se lo meritano davvero!
Visitate il mio sito: www.gpriorijourneytibute.homestead.com
Grazie per lo spazio e a presto.

Grazia mille a te ed in bocca al lupo!!