
Intervista
con Piotr Grudzinski (guitar)
22.12.2005
A CURA DI Fabio "Flames Of Hell" Rancati

I Riverside sono una band polacca che in questi ultimi due anni ha attirato molta attenzione su di se, tanto da essere entrati nel roster della Inside Out. Abbiamo potuto scambiare due parole col gentile e disponibile Piotr Grudzinski, sentiamo cosa è emerso...
Ciao
ragazzi, parlate di voi ai lettori di Hardsounds!
Ciao. Noi siamo i polacchi Riverside. Suoniamo insieme da quattro anni, due
con la formazione attuale. Abbiamo registrato due album, “Out Of Myself”
(2004, Laser’s Edge) e “Second Life Syndrome” (2005, Inside
Out). Abbiamo registrato anche un EP, “Voices In My Head”, che
per ora si trova solo in Polonia, ma speriamo di pubblicarlo anche nel resto
del mondo.
I Riverside sono:
Mariusz Duda – basso e voce
Piotr Grudzinski – chitarra
Michal Lapaj – tastiere
Piotr Kozieradzki – batteria
In
un anno siete passati da un disco pubblicato con la Laser's Edge all’approdare
all’Inside Out. Quale è stata la più grande differenza
fra le due etichette?
La differenza è abbastanza significativa. La Laser’s Edge è
fondamentalmente una compagnia formata da una sola persona che si occupa di
pubblicare dischi. Ken ha i suoi contatti, la sua distribuzione, ma una persona
in realtà non è che possa fare molto. Da qui la promozione povera
degli album pubblicati dalla Laser’s Edge. Abbiamo anche avuto segnalazioni
che fosse difficile comprare il nostro disco in Europa, e che generalmente
l’unico modo sicuro fosse ordinarlo in internet. Ken ci ha davvero aiutato
molto, è un grande, ma dovevamo cambiare qualcosa in modo da poter
continuare a svilupparci. La Inside Out ha una distribuzione ed una produzione
molto migliori, ed è una compagnia fortemente radicata sia in Europa
che negli Stati Uniti. Forse non esistono soluzioni perfette, ma abbiamo messo
in prima fila gli interessi della nostra band e questa era l’unica scelta
possibile.
Potete
parlarci della storia che viene narrata in questi vostri primi due album?
L’intera trailogia racconta la storia di un uomo che ha problemi a trovare
sè stesso nella realtà che lo circonda. Su “Out Of Myself”
è perso e solo. Sta cercando il suo rifugio nell’amore. Ma fallisce
di nuovo e passa attraverso la disillusione ed il crollo emotivo. Fortunatamente,
il suo fallimento innesta la sua trasformazione, che è il tema principale
di “Second Life Syndrome”. Il personaggio principale decide di
cambiare e diviene realmente più forte, più autoconsapevole,
si apre alla gente, ma perde anche la sua sensibilità lungo la strada,
e questa gli manca molto. Questa è la storia, in due parole.
Vi va di farci una descrizione
traccia per traccia del vostro ultimo lavoro?
After – è l’unica traccia che abbiamo
composto interamente in studio mentre stavamo registrando "Second Life
Syndrome." Avevamo bisogno di un introduzione, di un buon inizio. Ci
piace molto fare cose del genere in studio… creare qualcosa dal nulla.
Volte – Face – è la prima traccia che
abbiamo scritto con Michal. Fondamentalmente, noi tre abbiamo iniziato a comporla
prima che lui entrasse nella band – forse è per questo che ha
un sound più pesante e basato sulle chitarre.
Conceiving You – è il nostro singolo. L’abbiamo
scritto durante una prova. A volte, questo genere di brani brevi è
come se si componessero da soli.
Second Life Syndrome – la traccia più lunga
che abbiamo mai registrato. Ci abbiamo lavorato parecchio, perchè ci
vuole davvero un bel po’ di tempo per arrangiare bene un brano di quella
lunghezza. Comunque, quando l’ascolti, non dà l’impressione
di durare 16 minuti.
Artificial Smile – Mariusz se ne è uscito con
l’idea di questa canzone, e ci è piaciuta subito. Volevamo sottolineare
il messaggio delle lyrics con un suono bello pesante.
RD III – forse è il più oscuro dei sogni
che abbiamo composto finora. Ci piace suonarla dal vivo..
I Turned You Down – inizialmente questa canzone non
era stata concepita per l’album. Ma mettercela è stata veramente
una buona idea.
Dance With The Shadow – una parte di questa composizione
era stata creata durante le sessioni di registrazione di "Our of Myself”.
L’avevamo abbandonata per un po’ perchè aveva qualcosa
che non funzionava. Ma dopo un po’ di tempo ci siamo tornati sopra,
abbiamo cambiato un po’ di roba ed ora è fantastica.
Before – l’abbiamo composta appena prima di entrare
in studio. E’ anche una di quelle tracce che si compongono da sole.
Come
ha influito il cambio di tastierista sul vostro sound? E’ stata una
separazione consensuale o ci sono stati problemi di compatibilita fra voi?
Jacek aveva un approccio alla vita e alla musica leggermente diverso dal nostro.
I conflitti tra di noi stavano aumentando e ad un certo punto non potevamo
più suonare insieme. E’ una lunga storia, ma è inutile
star qui a raccontare I dettagli – fortunatamente, abbiamo trovato Michal
abbastanza velocemente. E’ molto più giovane di noi e i Riverside
sono il suo primo gruppo “serio”, ma si comporta già da
professionista. E’ affascinato dai suoni analogici, specialmente dagli
organi Hammond. Naturalmente, questo si è riflesso anche sul nostro
album – le tastiere sono più dinamiche. Ma non vogliamo evitare
suoni spaziali digitali.
Ritengo
“Second Life Syndrome” più aggressivo del precedente, sia
per quanto riguarda alcune scelte dei suoni sia per l’approccio vocale.
Cosa ne pensate?
Prima di cominciare a lavorare al nostro secondo album, avevamo deciso di
farlo più pesante e oscuro, ma allo stesso tempo non volevamo alterare
il nostro stile. "Second Life Syndrome" doveva essere diverso da
"Out of Myself" perchè il suo argomento era diverso da quello
del nostro debut album, il che richiedeva un approccio più aggressivo,
che avrebbe sottolineato certe emozioni. Di conseguenza, ci sono più
riff pesanti, più “screaming”, ma senza esagerare.
Cosa
vi ha spinto a creare una storia da raccontare in tre album? Non è,
secondo voi, una scelta un po’ azzardata?
Una simile trilogia è un’idea parecchio interessante. La storia
che continua attraverso I tre album deve essere coerente da un punto di vista
lirico, musicale e grafico. E’ veramente una grossa sfida riuscire a
combinare il tutto. Ma è un azzardo? Credo che in realtà non
conti poi granchè se una band fa album separati o piuttosto una trilogia
come noi. Se gli album sono buoni, alla gente piaceranno comunque.
Avrete
la possibilità di fare un tour europeo di supporto al vostro disco?
Ci sarà la possibilità di vedervi in Italia?
Stiamo preparando un tour per la primavera del 2006. Ovviamente non sarà
lungo quanto ci piacerebbe, per via dei nostri lavori regolari. Siamo organizzando
15 concerti in Polonia e 15 in Europa, e per quel che ne so dovremmo suonare
anche in Italia, ma non posso dartelo per certo. Probabilmente inizieremo
la promozione ufficiale per il tour all’inizio del prossimo anno –
e cominceremo a dare i dettagli su date e locations.
Com’è
la scena metal nel vostro paese?
La scena Heavy Metal in Polonia è abbastanza buona, fatto questo che
rimane non notato da stazioni radio ed etichette polacche. Comunque la musica
metal ha sempre avuto un forte gruppo di sostenitori ed abbiamo band veramente
valide, come i Vader of Behemoth che sono noti in tutto il mondo. Ci sono
parecchi gruppi rock e metal, alcuni migliori, altri peggiori, ma generalmente
vengono notati solo su scala locale.
Ok ragazzi, grazie per la vostra disponibilità, e a presto!
Grazie per l’opportunità di parlare sulle pagine di Hardsounds.
Lo scorso anno non abbiamo suonato in Italia, ma forse riusciremo ad organizzare
qualcosa presto. Saluti dalla Polonia!