SALEM HILL
Intervista
a Carl Groves
12.12.2005
A CURA DI Flames Of Hell
Ciao
ragazzi, sono Fabio della webzine Hardsounds.it. Grazie per l'intervista!
Potete parlarci di come sono nati i Salem Hill?
Carl Groves: Ciao Fabio. Ci siamo formati a metà degli
anni ’80 mentre andavamo al college alla Belmont University di Nashville,
nel Tennessee. Volevo formare una band ed ho fatto un’audizione a Pat.
Kevin si unì al gruppo poco più tardi. Mike ed io eravamo cresciuti
insieme, e lui entrò nel gruppo nel 1991, appena prima della pubblicazione
del nostro primo album.
Ho
appena recensito il vostro album e lo trovo veramente ottimo, potete spiegare
ai nostri lettori di cosa parla il concept di "Mimi's Magic Moment"?
CG: In realtà, “MMM” non è proprio
un concept album. Tre delle quattro tracce sono storie, ma l’album no.
“The Joy Gem” è una storia su come la Gioia possa essere
ottenuta solo attraverso metodi puri. In questo caso, la Gemma non mantiene
la sua promessa di portare la Gioia finchè non viene “donata”.
“Stolen By Ghosts” parla della perdita e del conflitto da sopportare
quando una parte davvero cruciale del tuo essere è stata “rubata”.
“The Future Me” parla del tentativo di ottenere una visione di
chi diventeremo. L’ho scritta dopo aver letto un paragrafo tratto da
George MacDonald. E “All Fall Down” è semplicemente un
testo su quanto sia triste nell’industria musicale di oggi che ragazzi
che non sanno cantare e/o suonare divengano comunque delle star.
E' il vostro settimo studio album in quattordici anni
di carriera: potete fare il punto della situazione in casa Salem Hill?
CG: Come band siamo in salute. Abbiamo un obiettivo ben focalizzato
su dove vogliamo essere e cosa vogliamo compiere nei prossimi 3-5 anni. Abbiamo
un DVD in cantiere, un nuovo album che probabilmente inizieremo a registrare
nell’estate 2006, e ci siamo impegnati a tenere ogni anno un “Hillionaire’s
Weekend” in cui i ragazzi possono venire a vederci suonare e registrare
gratuitamente. Quindi le cose vanno bene!
Trovo
molto coraggiosa, ed un po' pazza, l'idea di proporre al pubblico un album
composto da quattro suite così lunghe: è una cosa che avete
già proposto in passato? Lo rifarete in un prossimo album?
CG: Siamo conosciuti come una band che fa concept album.
E questo mi piace anche, solo che appena 3 dei 7 studio album sono stati concept.
Il nostro ultimo album, “Be”, del 2003, era un concept, ma svolto
attraverso 15 canzoni. Per “MMM”, avevamo alcune ottime idee per
un concept, ma non volevamo necessariamente fare un altro concept album. Quindi
abbiamo deciso di adattare i concetti in forma epica. Da qui, l’album
di quattro sole canzoni. Riguardo il farlo di nuovo in futuro – se le
canzoni lo richiederanno, sì. Il nostro prossimo album, comunque, sarà
diverso. Forse un brano epico o due, ma non tutto l’album.
Da
cosa traete spunto per creare i vostri album?
CG: Letture, vita reale. Generalmente prima ci facciamo un
idea di cosa vogliamo dire, sia per la musica, sia per la voce, e poi la proponiamo
al gruppo, dove ognuno aggiunge il suo tocco di condimento.
Come
nasce un album dei Salem Hill? Il metodo di creazione è sempre lo stesso
o è variato a seconda del disco?
CG: Con ogni album è leggermente differente, ma abbiamo
un metodo che tendiamo a ripetere. “Be” è stato probabilmente
lo sforzo più collaborativo. “MMM” è stato un ritorno
al nostro metodo standard, che è che uno dei ragazzi scrive qualcosa,
ne fa un demo per il gruppo, e poi insieme revisioniamo, arrangiamo, modifichiamo,
e generalmente ne facciamo qualcosa di cui saremo tutti orgogliosi.
Come
è la scena prog rock americana? A vedere dai dischi prodotti dalla
Progrock Records mi sembra florida di ottimi talenti...
CG: Sicuramente c’è un sacco di roba buona prodotta
da queste parti. Ma la scena non sembra terribilmente feconda. Potrei sbagliarmi
in quanto tendo a vivere nel mio piccolo spazio vuoto, ma non vedo molta promozione
per il prog o supporto al di fuori di Internet.
Avete
molte possibilità di suonare dal vivo? Vi piacerebbe fare un tour europeo
e venire a trovarci in Italia?
CG: Ognuno di noi suona parecchio dal vivo. Sfortunatamente,
lo facciamo poco come Salem Hill. Abbiamo appena terminato un programma di
concerti piuttosto complicato (almeno per noi) nel quale abbiamo fatto 4 spettacoli
nell’arco di 3 settimane. Ma è raro per noi suonare dal vivo
perché non ci sono molte location favorevoli al prog qui vicino, e
dobbiamo accollarci spese piuttosto alte per viaggiare. E ci piacerebbe fare
un tour europeo! Avremmo bisogno giusto di qualcuno che lo organizzi.
Grazie
ragazzi del tempo che ci avete concesso, chiudete l'intervista come volete!
CG: Grazie per l’interesse! Dio vi benedica!