SKASICO
Intervista
raccolta il
14/07/2004
A CURA DI Eomer

Abbiamo avuto la possibillità di intervistare Marco, batterista degli Skasico, promettente band sarda dedita ad un pesante rap metal, carico di rabbia e disprezzo, figlio diretto di un modo di intendere la musica senza alcun confine. Sentiamo un po'...
Ciao!
Innanzitutto se volete presentare la vostra band ai lettori di Hardsounds…
Marco: Allora… salve a tutti noi siamo gli Skasico, veniamo da
Olbia, una piccola cittadina del nord Sardegna… La band è composta da sette elementi:
3 voci, 2 chitarre, basso e batteria. L’età dei componenti del gruppo va dai 17
anni ai 24 e il genere nel quale ci identifichiamo è il rap-metal…
Volete
parlarci anche della vostra “Terapia”?
Marco: Certo… “Terapia” nasce nel 2003, in una putrida saletta
di campagna la quale ci ha ispirati a realizzare i pezzi che sono contenuti nell’album.
Totalmente autoprodotto contiene 14 tracce di cui una live ("Di Chi Mi Fido?"),
un pezzo al quale siamo molto affezionati in quanto è la nostra prima produzione
che risale al 2000. La traccia numero 10 contiene un featuring con Francesco Pilu
dei Cordas Et Cannas, noto musicista di musica etno-sarda. La parola “terapia”,
che da il titolo all’album, nasce da un nostro “stato mentale” col quale affrontiamo
“determinate situazioni”.
Mi
sembra che i testi delle vostre canzoni siano fortemente critici nei confronti
di questo mondo dove regnano business e ipocrisia… potete dirci qualcosa di più
a tal proposito?
Marco: Complimenti… sei riuscito a realizzare una domanda-risposta…
Non si può che essere critici se questo mondo è regnato da ipocrisia e business,
specialmente per gente come noi che affronta ogni giorno questa situazione… dopo
aver messo più e più volte il piede nella merda è inevitabile non avere una visione
positiva di ciò che ci circonda. Semplicemente mettiamo in rima il marciume che
questa società ci offre…
Come
nasce una canzone degli Skasico?
Marco: Generalmente la costruzione di un pezzo parte dall’abbozzamento
del testo seguito dalla ricerca dei riff… I ritornelli vengono prima improvvisati
in una lingua che solo noi conosciamo e dopodichè tradotti in inglese o in italiano…
Poi dal momento in cui si ha la bozza generale, si procede con la limatura e il
perfezionamento nonché lo studio della canzone…
È
difficile far confluire in un unico progetto le idee di sette persone che comunque
hanno passioni e background differenti?
Marco: …mmm… No, basta poco… Che ce vo???
Il
genere che proponete fa parte della cosiddetta scena nu, che mischia il rap al
metal: è difficile emergere in un ambiente metal, soprattutto quello italiano,
piuttosto conservatore e ostile a sviluppi moderni come il vostro?
Marco:
Finora non abbiamo
mai avuto nessun tipo di problem, anzi, il freestyle, ovvero l’improvvisazione
del rap su basi altrettanto improvvisate, è riuscito ad arrivare anche alle orecchie
più conservatrici… Forse per ora ci è andata bene…
I
responsi ottenuti fin qui da “Terapia”?
Marco:
Dal 6 marzo (giorno
in cui abbiamo presentato l’album con i Livello Zero a Brunico) a oggi, la vendita
è andata benissimo…
Come
è il panorama metal in Sardegna, la vostra terra? Ci sono possibilità per giovani
band che hanno qualcosa da dire?
Marco:
La scena qua in Sardegna
pulsa!!! Purtroppo però non ci sono molte strutture adeguate per i live e l’insularità
spesso penalizza in quanto limite fisico e mentale…
Come
siete messi per quanto riguarda l’attività live?
Marco:
Dobbiamo dire che
la nostra attività live è molto intensa anche perché suonare dal vivo è il modo
migliore per avere un contatto più reale e diretto con il pubblico…
Paghereste
di tasca vostra pur di suonare di spalla a…
Marco:
Sicuramente avremmo
pagato per suonare con i Pink Floyd, sia per le qualità artistiche sia per le
scenografie titaniche che presentavano nei loro concerti.
Il
fatto di cantare prevalentemente in italiano è una scelta indubbiamente coraggiosa,
ma non pensate che a lungo termine ciò possa penalizzare la vostra diffusione?
Marco:
No, sinceramente non
pensiamo che sia un problema, dal momento che i nostri testi non nascono tenendo
d’occhio il mercato, inoltre varie parti sono in inglese…
Una
curiosità personale: c’è una canzone (“Ite Nos Lassat Su Fogu”) che parla dei
soliti incendi estivi che distruggono ogni anno meravigliosi paesaggi, come quelli
della vostra amata Sardegna, ma cosa significa letteralmente il titolo?
Marco:
“Ite nos lassat su
fogu” in lingua sarda significa “cosa ci lascia il fuoco”. In effetti il fuoco,
dove brucia, cosa lascia???
Cosa
ci potete dire dell’artwork di “Terapia”, questo gruppo sterminato di figure umane
senza un volto definito?
Marco:
Le figure senza volto
rappresentano le persone che affidano la propria vita nelle mani del destino,
noi invece diamo le spalle al destino perché preferiamo costruircelo da soli.
Che
obiettivi avete per il futuro?
Marco:
Realizzare un video
e incrementare la nostra presenza sui palchi dello stivale…
Ok,
vi ringrazio per la disponibilità! Se volete dire qualcosa agli amici di Hardsounds…
Marco:
Salutiamo con affetto
tutti i lettori di Hardsounds e ne aprofittiamo per lasciare un contatto per chiunque
volesse girare “Terapia” o contattarci per suonare…
skasico@hotmail.com
320-1944467 Marco