SOILWORK
Intervista
a Bjorn "Speed" Strid
02.03.2005
A CURA DI Tormentor
Ciao Speed, allora come te la passi?
Tutto bene grazie, e tu?
Alla
grande! Allora, passiamo alle domande…dimmi un po’ qual è il dramma che
pugnalate con questo nuovo disco…
Mmm, direi che si tratta del ‘musical drama’, in questo periodo è
tutto troppo esasperato (dice ‘overdramatized’ per la precisione Nda), un sacco
di gruppi vengono definiti come la nuova frontiera di qualcosa o di qualche genere,
e credo che anche noi meritiamo un minimo di riconoscimento…dopotutto abbiamo
un sound piuttosto peculiare, e volevamo dimostrarlo con questo nuovo album, pugnalando
figurativamente la scena musicale di adesso.
Ho
capito…e il disco come è nato?
Dunque, abbiamo scritto la maggior parte del materiale durante i due lunghi
anni durante i quali siamo stati in tour, siamo stati davvero ispirati dal nostro
continuo viaggiare e anche per questo credo che le canzoni siano molto live-oriented,
quindi sarà divertente suonarle dal vivo! Non abbiamo avuto moltissimo
tempo per scrivere questi brani, ma siamo riusciti a fare comunque un ottimo lavoro,
almeno credo, ahah. Penso che per noi Soilwork essere sotto pressione, avere poco
tempo per fare le cose, sia salutare, ci fa concentrare meglio su ciò che
dobbiamo portare a termine; “Stabbing The Drama” mi piace molto, ha delle ottime
melodie, degli ottimi riff, siamo pienamente soddisfatti del lavoro che abbiamo
fattto.
Ok; chi ha scritto la maggior parte delle canzoni?
Sostanzialmente Peter, ne ha scritte otto; Sven ne ha tirate fuori altre
due, mentre io e Ola una a testa, anche se la mia sarà pubblicata solo
in Giappone. I testi invece sono tutti opera mia, come al solito, e parlano sostanzialmente
di due tipi di ‘drama’…uno è il mio, quello personale; ho attraversato
dei bruttissimi periodi negli anni appena trascorsi mentre adesso sono molto più
felice e ho voluto un po’ esorcizzare i miei demoni scrivendo alcuni testi presenti
nel disco; l’altro argomento è invece come ti ho detto a proposito della
scena che ci circonda.
P
uoi dirci qualcosa a proposito della copertina?
E’ un po’ diversa dalle solite,
più semplice e meno complessa; questo perché crediamo che il titolo
sia molto aggressivo, così come le liriche e abbiamo quindi preferito avere
una copertina diretta, senza troppi orpelli, che si adattasse al titolo. Inoltre
credo che sia un’immagine che si nota immediatamente quando entri in un negozio
di dischi, che spicca in mezzo alle altre.
Qual è la tua canzone preferita di “Stabbing The Drama”?E
perché?
Mmm, probabilmente non ho
mai avuto così tante canzoni preferite negli altri album, quindi è
davvero difficile… mi piace molto la title-track, “One With The Flies”, “Fate
In Motion”, “Blind Eye Halo”, non saprei, è un album talmente solido che
non saprei quale scegliere!
E qual è invece la tua canzone preferita dei Soilwork
in assoluto?
In assoluto?? Oooh, è difficile, ahaha, posso sceglierne almeno
tre? E’ impossibile sceglierne solo una! (ride)
Vai
vai, te ne lascio scegliere tre (risate)
Allora…”The Chainheart Machine”…mmm, non è che posso sceglierne
una da ogni album, ahah?
Certo!
Ok,
allora dico “The Aadvark Trail” da “Steelbath Suicide”, la title-track da “Chainheart
Machine”, “Needlefeast” da “A Predator’s Portrait”, “As We Speak” da “Natural
Born Chaos”, “Overload” da “Figure Number Five”, e da “Stabbing The Drama” direi
la title-track.
C’è
qualche tour in vista?
Si. Cominceremo negli Stati
Uniti per il primo tour da headliner, con Dark Tranquillity e Mnemic come supporto,
credo sia un ottimo assortimento! Poi faremo qualche festival principalmente in
Europa, e dopo l’estate gireremo il vecchio continente.
Prima
hai nominato gli Mnemic…io cedo che il loro ultimo album sia totalmente Soilwork…
Ahaha, è
vero! Penso che siano effettivamente influenzati da noi, ma lo fanno in modo originale,
ed è anche un onore per noi.
C’è anche
un dvd o qualcosa del genere tra i vostri piani?
Mmm si, probabilmente filmeremo
qualche show, e abbiamo un sacco di materiale backstage che piacerà un
sacco ai nostri fans! Quindi penso che un nostro dvd uscirà presto.
Ti va di descrivere ogni album dei Soilwork brevemente?
Tutti quanti? Ok…allora, nel primo eravamo molto giovani, ma avevamo comunque
un sound abbastanza originale anche se eravamo molto influenzati da At The Gates,
Carcass e cose del genere…è un album molto aggressivo ma ricco di melodia.
Il secondo era molto più thrash, ma sempre con molte melodie e degli arrangiamenti
davvero ottimi per quanto riguarda gli assoli; credo sia un grandissimo album
e la title-track un brano veramente fantastico! “A Predator’s Portrait” è
il nostro disco più sperimentale, molte melodie e assoli, e io ho cominciato
a cantare pulito, cosa che poi ho sviluppato maggiormente nel disco successivo,
“Natural Born Chaos” che è molto arioso e compatto. “Figure Number Five”
ha per la maggior parte brani mid-tempo ricchi di melodie orecchiabili ed energiche,
mentre “Stabbing The Drama” è l’album più solido che abbiamo mai
compost, è un po’ la summa di tutto ciò che è stato fatto
da noi nel passato. E’ molto intenso, e onesto.
Cosa puoi dirci
della tua esperienza con i Disarmonia Mundi?
Loro sono dei miei ottmi amici!
Mi avevano mandato una mail diverso tempo fa discendomi di ascoltare le loro canzoni,
io l’ho fatto e mi sono piaciute davvero molto e abbiamo continuato a tenerci
in contatto finchè non ci è venuta l’idea di collaborare insieme
per l’album successivo; sono bravi ragazzi e probabilmente la miglior metal band
italiana…alla fine non fanno nulla di nuovo, sono pesantemente influenzati dal
metal svedese, ma hanno quel tocco epico tipico della musica italiana.
Pensi
che continuerai a collaborare con loro?
Certo,
in Maggio tornerò in Italia per registrare con loro il nuovo album!
E dei Terror
2000 che mi dici?
Registreremo il nuovo album
alla fine di febbraio, e sarà molto veloce…uscirà in Maggio probabilmente.
Ora come ora riesci a vivere della vostra musica?
Si, adesso si, e ne sono molto felice, abbiamo lavorato sodo per arrivare
dove siamo…non che adesso sia milionario, ma sono molto felice di poter vivere
suonando.
Che lavoro facevi
prima?
Lavoravo a contatto con bambini
con problemi sociali, ma dopo un po’ era diventato impossibile conciliare questo
lavoro con i tour…quindi ho dovuto smettere.
E
gli altri?
Gli
altri lavorano ancora, ma niente cose a tempo pieno, solo lavoretti saltuari.
Ho visto sul
vostro sito che ti sei sposato, complimenti!
Ahahah, grazie mille!
Ma adesso dove vivi?
Vivo ancora ad Helsingborg, nel Sud della Svezia, sulla costa occidentale.
Quali sono i
tuoi ascolti principali?
Dunque, mi piacciono molto
i Raunchy…anche l’ultimo dei Marduk mi piace molto, poi ascolto un sacco di roba
vecchia tipo i Rainbow…è un po’ un mix!
Ascolti
anche musica distante dal metal?
Si,
assolutamente…ho una collezione di cd davvero varia, la maggior parte è
hard rock e metal, ma ascolto molti generi diversi. Mi piace Seal, gli Abba e
tante altre cose!
Se potessi suonare
con un musicista a tua scelta, chi sceglieresti?
Mmm, è difficile…credo
Rob Halford comunque, o Devin Townsend.
Ok, la tortura è finita, spero di vedervi presto dal vivo
per la terza volta, lasciaci pure come preferisci!
Beh, sicuramente torneremo a suonare in Italia perché è sempre
bellissimo, e poi il cibo è ottimo! Speriamo di poter passare di lì
prima dell’estate, se non dovesse essere così ci vedremo per il nostro
tour da headliner in inverno, e ascoltate “Stabbing The Drama”, mi raccomando!