
Intervista
raccolta al Seven 70 di Seregno (MI)
09.02.2006
A CURA DI Nyarlatothep & Flames Of Hell


Benvenuti
in Italia! Siamo felici di poter finalmente assistere ad un vostro spettacolo.
Per cominciare parlaci un po' di questi “Stream Of Passion”: li definiresti
una band a tutti gli effetti o piuttosto uno dei tuoi innumerevoli progetti?
ARJEN - Entrambi. Sono decisamente una vera band,
altrimenti non saremmo qui a suonare. Ma sono anche un mio progetto. Sarà
il tempo a dirci cosa succederà, non pianifichiamo mai nulla dal principio:
ci piace semplicemente suonare in tour, ed è ciò che volevamo
fare. Volevo fare qualcosa con loro… musicalmente, intendo (ride, n.d.r.).
Mentre stavamo scrivendo alcune canzoni abbiamo detto “Beh, formiamo una band!”;
quando abbiamo formato la band abbiamo detto “Beh, suoniamo dal vivo!”, quindi
come puoi vedere non ci sono sotto grandi progetti a tavolino. Volevamo solo
fare buona musica, e poi suonarla dal vivo; poi vedremo cosa accadrà.
Che tipo di risposta state ottenendo dal pubblico, e
come definireste la vostra musica?
ARJEN - Con gli “Stream Of Passion”? Beh, volevo qualcosa di diverso dagli
“Ayreon”, perché con gli “Ayreon” ci sono sempre queste grandi storie,
un sacco di cantanti… Questa volta volevo suonare un po' diverso, e volevo
liriche più personali: ed è così che Marcela scrive.
Inoltre volevo semplificare, avere strumenti che dessero un effetto più
organico, ed usare solo strumenti veri, quindi un vero pianoforte e veri archi.
Inoltre con gli “Ayreon” io sono il vero “artista”, il compositore principale,
mentre con gli “Stream Of Passion” ogni membro della band è più
libero, ed è così che si crea una musica nuova, perché
tutti partecipano alla scrittura dei pezzi, ed ognuno ha un suo background
musicale particolare. Voglio dire, Alejandro, il pianista, ascolta molta musica
Jazz; a Johan, il bassista, piacciono band New Metal come i “Korn”… E se metti
tutto insieme, ottieni qualcosa di veramente originale.
Riguardo i tuoi progetti, credi che “Star One” ed “Arneon”
avranno un seguito, nuovi progetti e nuove idee, o pensi invece che abbiano
per così dire fatto il loro lavoro?
ARJEN - Come ti dicevo prima, non progetto mai nulla. Comincio semplicemente
a lavorare su qualcosa, e non ho la minima idea di cosa diventerà.
Come con Marcela, non avevamo la più pallida idea che un anno dopo
saremmo finiti a fare un tour, abbaimo solo detto “Dai, lavoriamo ad un paio
di canzoni insieme!”. Quando avremo finito, non so dirti cosa mi verrà
in mente di fare. Potrebbe essere un nuovo album degli “Ayreon”, o un altro
“Star One”, o un album solista… non so.
Quindi al momento non stai lavorando su nulla?
ARJEN - No, assolutamente. Lavoro solo su un progetto alla volta, se lavorassi
su più di una cosa alla volta non riuscirei a dedicarci la giusta attenzione.
Come ti senti all'idea di fare un tour Europeo? Quali
sono state le difficoltà che avete incontrato finora?
MARCELA - Beh, direi che è fantastico. E' decisamente l'esperienza
più bella che abbia mai vissuto. E' emozionante, e sinceramente non
saprei dirti quali siano le difficoltà, io ti direi che non ce ne sono
state, ma è perché abbiamo una crew splendida, che si occupa
di tutto. Credo che la difficoltà maggiore sia stata… non lo so! Forse
abituarmi ad essere pronta e fare un buon lavoro ad ogni data.
Gli “Stream Of Passion” nascono davvero attorno a Marcela?
MARCELA - Non è che mi senta proprio così. Alla fine, Arjen
è il capo della ciurma, ma c'è un rapporto molto collaborativo.
Comunque c'è molto di me in ogni pezzo, specialmente nelle melodie,
ma la cosa che mi piace particolarmente è che puoi sentire molto di
ogni membro della band in ogni pezzo.
ARJEN – E' nato tutto attorno a Marcela, doveva essere tutto attorno a Marcela, lei doveva essere ed è in un certo senso il nucleo della band. Ma ogni musicista ha portato così tanto di proprio, che non è più un progetto, è una band a tutti gli effetti. Se vi fermate a guardare lo show, più tardi, vedrete che non sarà solo Marcela il centro del gruppo: vedrete che vi troverete a guardare tutti, perché ognuno ha il suo spazio e il suo peso: in questo senso è una band a tutti gli effetti.
Nelle biografie allegate al cd era presentato come un
progetto nato completamente attorno a Marcela, è per questo che lo
chiedevo.
ARJEN - Assolutamente sì, è così che è
iniziato. Sarebbe benissimo potuto essere un album solista di Marcela Bovio.
Avremmo potuto fare un disco semplicemente con Marcela e una chitarra acustica,
ma quando abbiamo iniziato a provare con la band, abbiamo visto che tutti
avevano così tanto da portare nel gruppo… è lì che ha
iniziato ad essere una band.
Quale dei musicisti con cui hai lavorato ti ha stupito
di più?
ARJEN – E' come chiedere a una madre quale dei suoi bambini le piace di più!
(risate, n.d.r.) Qualcuno si potrebbe offendere se non venisse nominato! Onestamente,
devo ammettere che alcune grosse star che sono cresciuto ascoltando, quelle
sono esperienze emozionanti: prima sono un ragazzino che ascolta la loro musica,
e poi loro sono lì nel mio studio, che cantano le mie canzoni! Quella
è veramente un'esperienza emozionante. Questo però non significa
che siano stati i migliori.
Vista l'esperienza di “Star One”, e l'idea di usare il
mondo della fantascienza, quanta ispirazione prendi da questo genere?
ARJEN - Praticamente tutto. Leggo molto e non scrivo mai di me stesso. Può
darsi che io sia troppo noioso per farlo. (risate, n.d.r.) E non so molto
del mondo, non so molto di ciò che mi accade attorno. Vivo su una sorta
di isola, e questo è il motivo per cui devo scrivere delle storie.
Mi piace molto la fantascienza, e soprattutto i contenuti. Adoro molte serie
televisive.
Sei un fan di “Farscape”?
ARJEN - Sì, adoro quella serie. Mi sono appena comprato il box
dei DVD. E' una serie splendida.
Quali sono i tuoi film o le tue serie preferite?
ARJEN - E' iniziato tutto con “Star Trek”, la vecchia serie. C'erano questi
ragazzi verdi su un pianeta blu con le nuvole rosse, e sono rimasto un po'…
che cazzo è questo? (risate, n.d.r.) E' iniziato tutto così,
ed ancora oggi adoro “Star Trek” più di qualunque altra serie. Anche
quella più recente, “Enterprise”, è molto bella. Preferisco
“Star Trek” a “Star Wars”, perché “Star Trek” racconta la vita vera,
solo la sposta nello spazio. “Star Wars” invece ha tutte queste guerre galattiche…
E' più epica come saga, è una sorta di
fantasy ad ambientazione spaziale…
ARJEN - Sì, è una storia fantasy. Io prefersico la fantascienza,
perché come ti dicevo prima la fantascienza è vita vera ambientata
in un altro tempo, o in un altro spazio. E' questo che mi piace.
Quali sono i sogni che hai potuto realizzare grazie alla
tua musica?
ARJEN - Si va avanti un passo per volta, capisci? Il primo passo è
stato “se potessi imparare a suonare la chitarra…”, poi c'è stato quello
successivo, “potessi suonare dal vivo…”, infine si arriva a “wow, se solo
potessi incidere un album…” Un passo per volta, è così che vado
avanti.
E il prossimo passo?
ARJEN – Non saprei, probabilmente il prossimo lavoro. Il sogno nuovo è
sempre il nuovo disco, come è stato per gli “Stream Of Passion”. Fare
qualcosa di diverso da tutto ciò che ho fatto finora. Mi piacciono
molto le sfide, sono sempre alla ricerca di una nuova sfida e gli “Stream
Of Passion” sono stati una sfida. Prendere gente che non ha mai suonato a
livello professionale, metterli tutti insieme, scrivere un album insieme e
poi portarli in giro… ora sembra che suonino insieme da anni. E' grandioso
salire sul palco ed accorgersene, guardare alla mia sinistra e vedere tutta
la band che suona insieme e si diverte… è fantastico!
Tu invece che mi dici? Stessa domanda!
MARCELA – I sogni che ho realizzato? Direi che è più o meno
lo stesso. Una volta sognavo di cantare, poi di cantare su un palco con la
gnete che mi ascolta, poi è stato “se potessi incidere un disco…”,
poi scrivere i miei testi, andare in giro a cantarli e vedere tanta gente
che li canta, che sente la mia musica, in tanti posti diversi… è bellissimo!
Al di fuori dello studio, al di fuori della musica, com'è
la tua vita di tutti i giorni? Hai degli hobbies, delle fantasie?
MARCELA – Mi piace fumare! (risate, n.d.r.) No, direi che ho una vita
normale, niente di che. Sono uno sviluppatore di software, lavoro con il computer,
riordino casa, faccio una vita tranquilla…
ARJEN – E sa cucinare! La sua cucina messicana è incredibile! (risate, n.d.r.)
Tu invece?
ARJEN – La musica. Se non sto scrivendo musica, sto ascoltando musica. Ascolto
musica diversa ogni giorno. Mi piacciono molto gli sport, e facevo molto jogging,
ma ora non posso più per problemi di schiena. Oppure guardo serie e
film di fantascienza. O mangio cibo messicano!
MARCELA – Yeah! (risate, n.d.r.)
Cosa vi aspettate dal pubblico italiano stasera?
MARCELA – Credo che sarà un po' come è stato in Messico. Sono
entrambe nazioni molto passionali, e mi aspetto un po' una cosa del genere!
Voglio divertirmi sul palco, e credo che il pubblico se ne accorgerà
e mi aiuterà a farlo.
ARJEN – A giudicare dalle e-mail che mi arrivano, e me ne arrivano molte, sembra che siano tutti eccitati da questo concerto. Davvero, lo si capisce da come scrivono i fan. Ci sono un sacco di punti esclamativi! (risate, n.d.r.) Sono curioso!
Ultima domanda: quale domanda vorreste sentirvi rivolgere?
ARJEN - Ti piacerebbe che ti dessi 1000 euro? (risate, n.d.r.)
Un'altra band ha detto “vuoi una birra?”
ARJEN – Ma io sono olandese, e gli olandesi amano i soldi! (risate,
n.d.r.)
Lasciamo Arjen e Marcela a prepararsi per lo show, ovviamente
dopo le foto e gli autografi "di rito". Felici della simpatia e disponibilità
dimostrate dall'accoppiata, andiamo alla ricerca di un posto dove riempire
i nostri stomaci, sempre pronti a ricordarci la caducità dell'umana
condizione.