U.D.O.
Intervista
al chitarrista Igor Gianola
03.05.2004
A CURA DI Emo





Ciao Igor, subito i complimenti per il bel lavoro fatto su "Thunderball", tra
l'altro, ottimo disco. Sembra stia ottenendo ottimi responsi un po' ovunque, sintomo
che avete lavorato certamente sodo....
Beh,
innanzitutto grazie per I complimenti. Credo che hai colto nel segno, anche noi
abbiamo l’impressione che con questo disco stia succedendo qualcosa di speciale,
lo stesso Udo me l’ha ripetuto più volte ultimamente. Noi abbiamo lavorato sodo
per tutti gli album, ma credo che THUNDERBALL stia un po’ raccogliendo I frutti
anche del lavoro fatto per gli altri album. Credo che il tutto stia coincidendo
con un ritorno, anche per le generazioni più giovani, al sound e la qualità del
Metal degli anni ‘80.
Lo stiamo notando anche ai nostri concerti, dove notiamo
una presenza molto più omogenea rispetto a qualche anno fa.
Ti andrebbe di parlare della gestazione del disco e di come si lavora con Udo,
personaggio storico e molto importante per la scena metal europea?
Lavorare
con personaggi come Udo è sicuramente una grossa esperienza. Io ho potuto esprimermi
e farmi conoscere con lui molto di più di quanto non abbia fatto precedentemente.
Lui sceglie personalmente I suoi musicisti, e dal momento che li sceglie secondo
I suoi gusti cerca anche di ottenere il massimo. Io sono entrato nella band a
metà del tour di NO LIMITS, ed ho avuto subito molto spazio live, e su Holy, che
è il primo disco che ho registrato con lui, ho avuto subito una parte importante.
A partire da MAN AND MACHINE ho anche partecipato alla composizione. Anche con
Stefan Kaufmann, produttore ed ex compagno di avventura di Udo negli ACCEPT, mi
sono subito trovato bene. Ovviamente, visto il nome di Udo, la pretesa dei fans
è sempre molto alta, ma questo ci stimola a non trascurare niente e dare sempre
il massimo, sia live che in studio.
E lui che scrive tutto il materiale oppure tu e gli altri membri collaborate alla
stesura delle composizioni?
Le
buone idee sono prese in considerazione indipendentemente da dove arrivino. Io
col tempo ho incrementato la mia presenza nelle composizioni, in THUNDERBALL ho
partecipato in quattro brani.
Come è saltato fuori un brano come "Trainride In Russia"? Un omaggio al paese
che vi ha recentemente accolti alla grande, oppure un particolare piacere o interesse
nello scriverlo? Inoltre, Udo canta anche in russo...
TRAINRIDE
IN RUSSIA è un omaggio ad un paese che ci ha sempre accolto alla grande e a cui
siamo affezzionati. Un riassunto di situazioni che abbiamo vissuto personalmente
nei nostri tour in Russia. Abbiamo cercato di unire il nostro sound con un’atomsfera
tipicamente russa, e a giudicare dalle reazioni sembra che abbiamo fatto centro.
A proposito della voce di Udo, ma parla come canta? Cioè, ha una voce "normale"
quando non è dietro al microfono?
Ti
posso solo consigliare di ascoltare brani come BLIND EYES, e ti accorgerai di
come la voce di Udo possa cambiare.
"The Land Of Midnight Sun", visto il titolo, credo parli della Scandinavia, vero?
Ci sono altri particolari riferimenti ad altri posti della terra nel disco, visto
che anche nell'immagine in copertina è rappresentato il nostro pianeta con i territori
"metallizzati" ed il fuoco al posto del mare. Qual è, inoltre, il significato
della cover?
Per
quello che riguarda LAND OF THE MIDNIGHT SUN vale un po’ il discorso di TRAINRIDE
IN RUSSIA. A noi piace prendere spunti dalle nostre esperienze per scrivere canzoni,
questo le rende più vere.
Il concept della cover rappresenta l’estrema instabilità
che a nostro giudizio regna in questo momento sulla Terra. Un pianeta che purtroppo
sembra rischiare il collasso da un momento all’altro. Guerra, inquinamento e catastrofi
si sussuegono con ritmi veramente preoccupanti.
Parlando ancora di "Thunderball", ha un livello medio di song abbastanza alto,
anche se per alcuni tratti, secondo me, risulta scontato in quanto, ormai, il
metal classico spesso va avanti per inerzia piuttosto che per innovazione. Come
vivi la cosa? Cioè, basta andare avanti e comporre buone song o forse sarebbe
anche giunto il momento di spingersi un po' oltre e rischiare?
Io
credo che una song debba essere prima di tutto buona, noi facciamo quello che
ci piace e che crediamo I nostri fans si aspettino da noi. Udo di innovazioni
nel genere ne abbia portate abbastanza nella sua carriera, noi non siamo una copia,
forse questa domanda andrebbe rivolta ad altri.
Mi daresti una tua particolare opinione sul perchè il metal classico ed il power
in genere siano così profondamente radicati in Germania molto più che negli altri
paesi europei? Inoltre, anche il melodic rock e l'Aor vi trovano terreno molto
fertile...
Sinceramente
non lo sò con esattezza, ma credo che sia dovuto alla grande e duratura presenza
di gruppi rock già a partire dagli anni ‘60. Gli stessi BEATLES anno trascorso
buona parte della loro gavetta nei locali di Amburgo.
Andiamo più sul personale: come sei entrato a far parte degli U.D.O.?
Nel
modo più classico, superando un’audizione. Il contatto è avventuo tramite alcune
persone coinvolte nella band, che mi avevano visto suonare con I GOTTHARD e avevano
suggerito a Udo di contattarmi.
Dimmi se sbaglio: tu hai una impostazione più orientata verso l'hard rock che
verso il metal classico di stampo teutonico, visto anche i tuoi precedenti anni
trascorsi con i Gotthard. Hai avuto particolari difficoltà nell'adattarti al nuovo
"stile" oppure è stato del tutto naturale?
Credo
che quello che riguarda il mio stile sia assolutamente vero, ma non ha rappresentato
alcun problema.
U.D.O. e ancora prima gli ACCEPT sono band tedesche, ma con
un sound internazionale che li differenzia dalla gran parte delle altre band tedesche,
e soprattutto hanno le loro radici musicali nell’hard rock e nel metal di origine
britannica.
Le tue principali influenze?
Se
devo fare un nome su tutti direi gli AC/DC, ma per quello che riguarda più precisamente
il mio stile come chitarrista ha avuto un ruolo importante la mia passione per
OZZY OSBOURNE, e di chitarristi della vecchia scuola britannica e irlandese come
GARY MOORE, JOHN SYKES, VIVAN CAMPBELL e via dicendo...
Bene, tornado agli U.D.O., per finire, siete già in tour? Toccherete anche il
suo italico?
Io
lo spero veramente molto, soprattutto per un’affinità geografica e culturale che
ho con l’Italia. So che il nostro management ci stà lavorando. Intanto posso solo
consigliare ai fans del Nord Italia di spostarsi di qualche chilometro oltre la
frontiera con la Svizzera per seguirci il 21.5 a Mendrisio.
Spazio libero per dire qualsiasi cosa, un messaggio, un desiderio...
...acc...mi
sa che ci vorrebbe uno spazio troppo grande...mi limito a salutare tutti I metal
fan Italiani!
In bocca al lupo, Igor, grazie per la disponibilità ed alla prossima...
Grazie
a te e spero arrivederci a presto!