
17.10.2005
A CURA DI Mad Butcher


Arrivare a suonare in quel di Wacken è uno degli obbiettivi principali che ogni metal-band si pone. Gli Stigma ci sono riuciti, e in questa intervista la band di Mondovì (CN) racconta come le parole d'ordine sbattimento e passione siano necessarie per raggiungere qualsiasi traguardo.
Sia "Metamorphosis" che "Epitaph Of Pain"
hanno ricevuto ottimi consensi un po' ovunque, senza cosiderare che siete
arrivati al secondo posto di un concorso che vedeva partecipare numerose band
del suolo italico, ovvero "Battle of the metal bands". Ve lo aspettavate
un risultato del genere?
Sinceramente no, come in origine non ci aspettavamo neanche
che la nostra musica potesse piacere al di fuori della nostra cerchia di amici!
Ricordo ancora quando ci siamo iscritti al concorso: l'obbiettivo era suonare
al transilvania di Milano, anche solo nei quarti di finale... Era una specia
di sogno per noi, perchè in quel locale avevamo visto esibirsi le nostre
bands preferite, pensare che poi ci abbiamo suonato altre tre volte, di cui
una con gli Entombed, e che poi siamo anche finiti a Wacken... beh, è
proprio incredibile!
Gli Stigma sono una band giovane sia a livello di data
di formazione (2000) che come età anagrafica eppure in questi cinque anni
avete avuto modo di far girare molto il vostro nome. E' la dimostrazione che
sbattendosi all'inverosimile qualcosa si può ottenere? Cosa vi sentite di
consigliare ad un gruppo underground in preda alle prime, e purtroppo inevitabili,
batoste?
Sicuramente lo "sbattimento" è l'unica via
per poter emergere da tutte quelle bands che sognano di sfondare, ma si limitano
ad un paio di date l'anno in provincia e registrano demo che poi nemmeno stampano.
L'impegno, la costanza e il crederci sempre alla lunga ripagano, basta solo
avere tanta pazienza e tantissima passione. In Italia sono la pigrizia e l'invidia,
oltre alla proverbiale mancanza di supporto, a frenare molte bands meritevoli
di attenzioni... Tutti dovrebbero rendersi conto di queste problematiche e
fare un passo in avanti, è l'unico modo per crescere e superare i pregiudizi
che all'estero molti addetti ai lavori hanno sulla nostra realtà!
Come si è rivelata la parentesi del Wacken Open Air?
Essere l'unica band italiana a calcare il palco del festival metal più importante
d'Europa non deve essere stato poi così male...
E' stata una bellissima esperienza! Il nostro show, purtroppo,
non è andato come volevamo, ma ripensando a quei momenti mi viene ancora adesso
il batticuore! L'anno prima sono andato a Wacken da spetattore e ricordo ancora
quando parlavo con i miei compagni di viaggio di quanto sarebbe stato meraviglioso
esibirsi in un festival così prestigioso e seguito... L'anno dopo ero veramente
su quel palco, davanti ad un sacco di gente: è stato fantastico!
Avete qualche particolare aneddoto da raccontare durante
quella tre giorni? Come siete stati accolti dal numeroso pubblico che ogni
anno invade la sperduta cittadina tedesca? E dalle band che hanno condiviso
con voi il palco?
Il denominatore comune della nostra tre giorni tedesca è
stato uno: il fango! Quest'anno ha piovuto praticamente ininterrottamente
per tutta la durata del festival e ce ne sono capitate veramente di tuti i
colori... L'accoglienza è stata buona, un sacco di gente ci ha fermato anche
dopo lo show per complimentarsi e abbiamo fatto un paio di interviste, di
cui una per una televisione via cavo americana. Le altre bands non ci hanno
molto preso in considerazione, solo un gruppo belga di cui ora non ricordo
il nome si è fermato per fare due parole dopo lo show, per il resto c'era
molta tensione ed è più che normale che tutti pensassero a dare il massimo
sul palco. Un altro momento per me assolutamente indimenticabile è stato l'incontro
con Mikael Akerfeldt degli Opeth, una specie di sogno diventato realtà...
Nel backstage c'era festa ogni sera ed è stato bellissimo bere al tavolo con
artisti che fino al giorno prima vedevamo solo sulle copertine delle riviste!
Che differenze avete riscontrato tra un festival ancora
neonato come il Metal Camp e Wacken, visto che avete potuto suonare in entrambi?
C'è la stessa differenza che puoi constatare tra una Ferrari ed una Ritmo Cabrio :-) !! No scherzo... Il Metal Camp si svolge in un vero e proprio paradiso a ridosso delle Alpi italiane, con un fiume gelato, ideale per le stanche membra di noi giovani metallari, e un sacco di belle ragazze, Wacken invece è La Mecca, gente, gente e ancora gente ovunque, organizzazione superba (tutto è curato nei minimi particolari) e ottime bands. Il Metal Camp deve crescere e, con una organizzazione più curata, potrà diventare un ottimo punto di ritrovo per italiani, austriaci e sloveni, Wacken ha solo da sperare che non capitino più diluvi universali, per il resto è IL modello da seguire per ogni festival europeo.
Considerando le influenze hardcore presenti nel vostro
death metal mi viene da pensare che il monicker Stigma abbia un doppio significato
legato anche a un certo chitarrista degli Agnostic Front. Mi sbaglio?
Ah!!! Finalmmente questa domanda, grazie per avercela fatta, era una vita che la aspettavamo :-) ! Si, in parte è anche un tributo a Vinnie Stigma, hai detto bene... All'inizio suonavamo puro e semplice hardcore old school e questo monicker aveva un flavour molto affascinante, oltre ad essere appunto un tributo ad un grande musicista, poi dal settembre 2002 sono nati questi Stigma, ma il nome è rimasto, e ne siamo molto fieri!
Ho avuto il piacere di ascoltare sia "Metamorphosis"
che le due tracce che compongono "Epitaph Of Pain", entrambi i lavori contengono
delle liriche che sprigionano uno stato di malessere esistenziale e desolazione,
come se volessero STIGMAtizzare al meglio la violenza della musica che proponete.
Quanto è importante avere una valvola di sfogo in una società piena di nevrosi
come quella moderna?
Hai perfettamente ragione! Quando scrivo i testi delle nostre
canzoni penso sempre ad isolare un singolo momento di vita vissuta cercando
di analizzarlo ed elabolarlo fino a renderlo un inquadratura di ciò
che ci circonda, una sorta di immagine inalterabile di una realtà in
sfacelo. E' magnifico poter tornare su un testo e riprovare le sensazioni
del periodo in cui lo scrivevi, ricordarti la nascita di ogni frase e di ogni
parola....
A quando un bel full-length come si deve?
Al prossimo anno sicuramente! Abbiamo finito 5 brani dei 10\11 che inseriremo nella tracklist e siamo veramente molto soddisfatti... Se tutto va come preventivato avremmo un paio di guests d'eccezione e in più siamo in contatto con un produttore moooooolto noto che potrebbe coprodurre il cd con Ettore ai suoi Db Studios, non vediamo l'ora di iniziare!
Curiosità. Al concerto che i Kreator hanno tenuto in Italia c'era Pepe dei danesi Hatesphere (opening act della serata) con una vostra T-shirt. Ne eravate a conoscenza?
Si! C'ero anch'io al concerto e ricordo ancora quando l'ho visto salire sul palco con la nostra maglietta... E' stata una sorpresa perchè in origine ne aveva presa una dicendo che non era per lui! Sul loro sito ho trovato in seguito anche altre foto di shows in giro per l'Europa dove indossava la nostra t-shirt, se non sbaglio anche nella loro seconda calata italica in compagnia dei Morbid Angel!
Avete avuto modo di aprire agli Entombed in una loro
calata milanese, ed è stato il vostro primo concerto "importante" sopratutto
perchè era di supporto ad una band che vi ha influenzato molto. Che emozioni
vi ha dato aprire per una band del calibro degli Entombed?
E' stata una bellissima esperienza anche quella! E' curioso
pensare che esattamente un anno prima il nostro primo demo, "Metamorphosis",
entrava in tipografia, è capitato tutto così velocemente... Ricordo che non
c'era molta gente, ma ero veramente super emozionato! Gli Entombed non ci
hanno influenzato direttamente, a dire il vero abbiamo iniziato ad ascoltarli
in maniera più attenta proprio dopo il concerto di quella sera, noi seguiamo
molto la scena svedese, ma principalmente quella di Gotheborg :-) !
Grazie mille per la disponibilità, avete tutto lo spazio
a disposizione per segnalare future date degli Stigma e per dire la prima
cosa che vi passa per la testa.
Grazie del supporto e delle ottime recensioni che avete fatto
dei nostri lavori, speriamo di potervi dare sempre del buon materiale da recensire!
Visitate il nostro sito www.stigmahc.com
e se volete venire a vederci dal vivo non perdetevi il Disintegrate You Festival
di Padova ai primi di Novembre... In Mosh We Trust!