SUBHUMAN
Intervista
al chitarrista Jacopo Mattii
22.05.2005
A CURA DI Tormentor

Vuoi presentare i Subhuman ai lettori di Hardsounds?
Ciao a tutti, noi siamo i
Subhuman e veniamo dalla provincia di Pisa. Abbiamo iniziato a suonare insieme
dal 2001 proponendo cover dei più famosi gruppi Thrash Metal della
vecchia scuola come Megadeth, Sepultura, Pantera, Testament. Overkill, Annihilator
ecc… Abbiamo continuato così per i nostri primi due anni di attività:
in questo periodo si sono avvicendati più cantanti finchè non
è arrivato Zula, quella COSA che canta con noi attualmente… In concomitanza
con l’arrivo di Zula abbiamo iniziato a lavorare come gruppo vero e proprio
e a scrivere le nostre prime canzoni, fino a ad arrivare all’uscita nel 2005
di “Delirio n° 1”, il nostro primo demo, autoprodotto e realizzato grazie
ad un grande lavoro di Matteo. Si può dire che il nostro esordio si
regga su basi prettamente Thrash, tuttavia spiccano anche molte influenze
Death Metal, con richiami a Meshuggah, Malevolent Creation e compagnia… Ne
siamo davvero soddisfatti, è venuto fuori un lavoro che forse neanche
ci aspettavamo… sai, siamo gente semplice…
Quali sono le tematiche principali dei vostri pezzi? C'è solo ironia
o qualche genere di riflessione?
La domanda è difficile, perché per risponderti dovrei darti
una perizia psichiatrica di Zula… Spesso i testi nascono da situazioni surreali
pensate dal gruppo o da Zula il quale, in fase di scrittura del testo sfoga
tutto il peggio di sé, come in “Delirio 112” o “G.G.”. Ma abbiamo anche
testi che nascono da esperienze dirette come in “Vecchio Bastardo”, dedicato
ad una ‘persona’ che esiste davvero e che è fatto proprio così
come lo descriviamo! C’è comunque da dire che in ogni canzone, più
o meno impegnata che sia, manteniamo quell’ironia, anche macabra e cinica,
che ci siamo sempre portati dietro e che ci ha semrpe contraddistinto sia
nella composizione dei testi, sia nel rapporto col pubblico nei nostri concerti.
Resta il fatto che Zula è una delle menti più malate dell’universo…
Come mai avete deciso di coverizzare proprio i Faith No More? Voglia di confrontarvi
con una band dalle sonorità non attigue alle vostre?
Il motivo principale è
sicuramente perché “Surpsise, you’re dead!” è una canzone stupenda,
in più la sua ritmica e il cantato erano perfette per rileggerla in
chiave più violenta, con sonorità più potenti ed un cantato
dove si avvicendano growl e scream. La nostra versione alla fine ci è
piaciuta così tanto che l’abbiamo scelta, tra tutte le altre cover,
per inserirla nel disco. Era più particolare rispetto alle cover che
facevamo di Slayer, Deicide, Pantera ecc. e alla fine è stata proprio
la sua ‘diversità’ a renderci così soddisfatti. Comunque la
passione per le nostre origini ce la portiamo sempre dietro, tant’è
vero che ai concerti proponiamo sempre almeno un paio di cover: piace sia
a noi che al pubblico… Insomma, alla fine ne abbiamo messa anche una sul demo.
Beccatevela e godete!!!
Chi si è occupato dell'ottimo aspetto tecnico dell'album?
Il DIO Buti, colui che tutto può. In effetti ci siamo indirizzati
verso l’home recording, con materiali acquistati o prestati da amici. La scelta
è stata ardua, perché eravamo tutti alla prima esperienza e
non sapevamo in effetti quali potessero essere in concreto i risultati del
lavoro. Tuttavia, subito dopo le prime registrazioni, ci siamo resi conto
del potenziale che avevamo davanti, e con un grande lavoro di Matteo in fase
di suoni e mixaggio è venuto fuori un demo di cui siamo davvero fierissimi…
spacca veramente il culo!!! Le persone che hanno avuto modo di ascoltare il
demo ci hanno fatto un sacco di complimenti per la registrazione, molti addirittura
neanche credevano che fosse un lavoro fatto in casa. Questo per dire che oggi,
con una spesa contenuta e con un bel carico di passione e pazienza, chiunque
può crearsi un piccolo studio in casa e sfornare lavori più
che soddisfacenti. Noi non siamo professionisti o chissà cosa, ognuno
nella vita fa cose che con la musica ci incastrano come il culo con le 40
ore; cerchiamo semplicemente di divertirci e di far divertire, salire sul
palco a cazzo duro e spaccare il culo a tutto e tutti, vedere e sentire che
la gente risponde bene alle nostre canzoni ed al nostro sound: questa è
la cosa fondamentale. Registrare un proprio album è una cosa che, oltre
al divertimento ed alla soddisfazione, mette in gioco serietà, impegno,
moccoli e tanto altro, sia per la registrazione vera e propria, sia per tutto
il resto (grafica, pubblicità, contatti, corrispondenze ecc), ma arrivi
alla fine e ti dici: cazzo, piglia veramente bene! Vedere un proprio lavoro
finito, lì davanti, ti da una soddisfazione immensa e ti spinge a fare
sempre meglio!!
Ci sono band underground italiane, Thrash e non, che stimate in particolar
modo?
Ci sono delle validissime
band che non hanno nulla da invidiare a nessuno: specialmente negli ultimi
anni il livello qualitativo del metal ‘Made in Italy’ ha fatto enormi passi
avanti. Nomi come Gory Blister e Nativist (con i quali abbiamo avuto la fortuna
di suonare), Handful of Hate, Undertakers, Natron e tanti altri confermano
ciò che ho appena detto. Ci mettiamo anche i Subhuman? Ma sì
vai, montiamoci un po’ la testa… AHAHAHAHAHAHAH!!!!!!!
Come vedete la situazione 'scena underground' qui in Italia? Desolante o promettente?
Come ho detto prima, il miglioramento
c’è stato, sia a livello artistico sia per tutto ciò che ci
gira intorno. In particolar modo posso parlarvi della scena Toscana dove sono
nati nuovi locali negli ultimi anni in cui il Metal la fa da padrone, con
concerti live di gruppi di alto spessore, italiani e non. Peccato che l’afflusso
di pubblico non sempre sia soddisfacente, ma d’altronde si sa: il Metal, dalla
sua nascita, ha portato dietro di se un popolo di fans affezionatissimi, anche
se (purtroppo) pochi! Una critica comunque va mossa a tutti quei locali (e
sono tanti) che NON concedono nemmeno un minimo, dico un minimo, di rimborso
spese per i gruppi che suonano. E’ una cosa egoistica e senza rispetto verso
tutti i ragazzi che hanno passione per la musica e vi si dedicano anni anche
a scapito di altre cose. Sembra che i locali facciano un favore ai gruppi
a farli suonare. È una cosa che fa girare parecchio i coglioni, te
lo assicuro!
Quali sono i vostri ascolti abituali, che influenzino o meno i vostri pezzi?
Premetto che, chi più chi meno, alla fine ascoltiamo di tutto. L’importante
è che quello che ascolti ti piaccia. Chiaramente il nostro cuore si
squaglia nel Metal, dalla vecchia scuola Thrash al Death, Brutal, Prog e tutto
quello che può venirne fuori! Gruppi come Testament, Slayer, Pantera,
Death, Meshuggah, Deicide, Morbid Angel e tanti altri hanno avuto una grossa
influenza sul nostro stile: è normale, ci siamo cresciuti! Non siamo
di certo una band innovativa: per noi ciò che conta è suonare
sempre più veloci, potenti e aggressivi. Sfornare canzoni con queste
caratteristiche, ben strutturate e arrangiate, è un obiettivo che ci
accumuna tutti…
Il vostro batterista
si chiama davvero Marco Masini o è una presa per il culo?
In reltà non è vero. Si chiama Gino Paoli…
I prossimi progetti per i Subhuman quali saranno?
Sicuramente
suonare il più possibile dal vivo, è la cosa che più
ci piace. Inoltre sono pronte nuove canzoni non presenti su “Delirio n°1”:
roba veramente rozza e violenta, assai più incazzata di quella che
avete avuto modo di ascoltare su “Delirio n°1”. Che ci possiamo fare,
siamo fatti così…
Concludete l'intervista come preferite, e complimenti per l'ottimo lavoro
di "Delirio n°1"!
Innanzi tutto ringrazio Hardsounds
per questa intervista, poi invito tutti quanti a visitare il nostro sito www.subhumanmetal.it
dove potete scaricare gratuitamente i nostri mp3, ed in più ci sono
foto, video, contatti, informazioni sul gruppo, tutte le news sui concerti
e altro ancora. Potete anche acquistare “Delirio n°1”, costa solo 5 euro
(supportate l’underground!!!)… e mi raccomando, lasciate un bel messaggio
sul guestbook!!! Grazie ancora a tutti, ci vediamo ai prossimi concerti per
distruggere tutto!!! THRASH ON!!!