1° JOHNNY'S FESTIVAL
Black Horse - Cermenate (Co)

15-16/09/2006

REPORT Zorro11, Poisoneye, Barbaro Epico, Drake & Chiccothebest
PHOTO Imagolive & Paolo Manzi (con particolari ringraziamenti da parte della redazione)

 

 

 

 

 

 


Quello del Johnny's Festival di Cermenate è stato il primo appuntamento ufficiale di questa manifestazione, una due giorni nata per dare spazio e visibilità ad alcune delle band più valide del panorama italiano ed internazionale, le quali si sono susseguite in performance di sicuro valore buone per saziare a dovere l'appetito dei tanti accorsi famelici di sonorità hard 'n' heavy. Ma ecco a voi il resoconto delle giornate...
[Zorro11]



VENERDI' 15 SETTEMBRE

[ON-OFF]

L'apertura del Johnny's Festival è stata affidata ai lombardi On-Off, band già ben nota al pubblico della zona per la propria attività live di tributo ai mitici Ac/Dc.
La performance del quintetto al completo è risultata coinvolgente e trascinante al punto giusto, trainata dalla stupefacente attitudine dell'axeman Matteo Vago, un emulo incredibilmente vicino all'Angus Young dei giorni migliori. Proprio l'incisiva performance del chitarrista nostrano ha permesso agli On-Off di donare brio e voglia di divertirsi a tutta l'audience accorsa nel primo giorno della manifestazione, forse un po' fredda nelle prime battute della serata ma comunque appagata dall'ascolto di buona parte del repertorio dei maestri dell'hard-rock.
Tra i pezzi maggiormente degni di nota mi sento di segnalare l'elettrizzante versione di "Thunderstrack", la dirompente scarica rock di "Hard As A Rock", il grande spirito blues di "The Jack" e il trionfale inno di chiusura "Highway To Hell", la quale ha messo la parola fine su una esibizione live davvero meritevole di essere vissuta. Mitici On-Off, rivedervi sul palco per il sottoscritto è sempre un immenso piacere.
[Zorro11]

SETLIST
- Back In Black
- Shot Down In Flames
- Thunderstruck
- Hard As A Rock
- Hell Ain't A Bad Place To be
- You Shook Me All Night Long
- The Jack
- Bad Boy Boogie
- Highway To Hell


[RAISING FEAR]
Tocca ai Rasing Fear il compito di far entrare nel vivo la manifestazione, forti dell'appena avvenuta pubblicazione di "Avalon", nuovo full-lenght in studio, rilasciato proprio nel 2006 in corso sotto il patrocinio della nostrana Dragonheart.
E proprio da "Avalon" stesso vengono tratte le prime tracce atte ad aprire l'esibizione dei nostri power-metallers, desiderosi di dimostrare di aver ben poco da invidiare ai grandi nomi italiani ed internazionali. "Voices" e "At The Gates Of Avalon" sono le due composizioni scelte per donare a tutti i presenti un delizioso assaggio di quello che potranno ritrovare all'interno del proprio nuovo cd, un album che ha visto una maturazione notevole (sia tecnica che compositiva) di un gruppo di assoluto spessore.
La data live al Johnny's era inoltre particolarmente ghiotta per tastare in sede live l'ultimo arrivato del gruppo, alias Pietro Balello, già negli Orion e ora ufficialmente in pianta stabile nella formazione dei Raising Fear. La prova on-stage del bass-player, ottima sotto tutti gli aspetti, ha permesso ai due axeman Yorick e Alberto di costruire al meglio le proprie solite avvolgenti trame chitarristiche, perfette per donare al singer Rob DF il terreno fertile sui cui potersi esprimere al meglio delle proprie capacità.
Il resto della setlist, improntata in gran parte sui brani provenienti dal meritevole debut "Mythos", altro non ha fatto se non gettare ulteriore luce su un gruppo positivo ed affiatato, il quale ha terminato in bellezza la propria esibizione grazie al supporto canoro del singer di Vexed e Longobardeath Mik, accorso sul palco per impreziosire simpaticamente un'attesissima versione a metà tra il dialetto locale e la classica lingua madre del classico dei Motorhead "Ace Of Spades". Un'appagante prova di un preparato gruppo, un peccato enorme per gli assenti del caso.
[Zorro11]

SETLIST
- Voices
- At The Gates of Avalon
- Fenrir
- Purification
- Thorr
- Beyond Life
- Merlin
- Angel Witch
- Ace Of Spades

[RAIN]
La serata non poteva di certo chiudersi senza una gran botta di heavy metal puro e crudo così, direttamente da Bologna, si catapultano sul palco gli indemoniati Rain, una sicurezza in questo genere di eventi.
Era parecchio che Tronco e soci non mettevano piede da queste parti, e fin da subito mettono le cose in chiaro sprigionando la loro adreanalina sui presenti di questo carico venerdì di settembre riaprendo una stagione che, considerando le premesse, si preannuncia infuocata.
Una via l'altra le canzoni si susseguono alternando momenti più recenti a altri più datati della storia della band mantenendo inalterate grinta, passione e quel pizzico di follia dato dalla genuinità dei cinque, che sul palco si dimostrano un vero rullo compressore, una macchina ormai rodata e collaudata da parecchi anni che in sede live riesce a dare il meglio di se.
Impossibile rimanere indifferenti al sanguigno heavy metal dei Rain, così ben suonato ed interpretato da un singer davvero in gran forma, da una sezione ritmica martellante e precisa e da sei corde ruggenti e granitiche, come quelle che la coppia alle chitarre (al cui interno vede il buon Amos giganteggiare come sempre in tutti i sensi) ci mostra questa sera.
Devo ammettere che è sempre un piacere enorme essere presenti a queste serate e vi consiglio, se dalle vostre parti sono di passaggio i Rain, di lasciarvi travolgere dalla loro sensazionale ed inossidabile onda d'urto.

For the crew, for the Rain crew
Only for the Rain crew!

[Poisoneye]




SABATO 16 settembre

[BLACK SHADOWS]
Ad aprire la serata e a scaldare l’audience del secondo giorno ci pensano i varesini Black Shadows, gruppo heavy metal dedito soprattutto all’esecuzione di cover di classici del genere.
Il primo brano eseguito dal gruppo è la bellissima “Child Of The Damned” dei Warlord, già coverizzata dagli Hammerfall sul loro esordio “Glory To The Brave”. Grazie a questa cover la band dimostra subito un’ottima tecnica musicale e il singer sfoggia appieno la sua straordinaria estensione vocale.
Le successive “We Rule The Night” dei Virgin Steele e “Thor (The Powerhead)” dei Manowar non fanno altro che confermare l’amore della band per le sonorità più epiche e battagliere dell’heavy metal. Da segnalare, infine, un’ottima cover di “Valhalla” dei Blind Guardian, cantata a squarciagola da tutti i presenti (compreso il sottoscritto).
Se per quanto riguarda le covers la band dimostra di essere già ampiamente rodata, discorso diverso va invece fatto per i due pezzi propri proposti durante il concerto: in questo caso, infatti, se da un lato la tecnica non manca, dall’altro l’aspetto compositivo va certamente affinato. Del resto, è soltanto un anno che il gruppo si cimenta nella composizione di pezzi propri, quindi i margini di miglioramento sono piuttosto ampi.
Ad ogni modo, una prestazione più che convincente. Una band da scoprire!
[Chiccothebest]



[ASSEDIUM]
Dopo l'esibizione dei Black Shadows tocca alle promesse italiche dell'epic metal Assedium dare un'ulteriore scossa heavy al pubblico accorso nella giornata di sabato, pronto a donare il proprio supporto anche all'esibizione dei metallers nostrani.
La scaletta on-stage degli Assedium, ovviamente improntata sui brani tratti dal debutto su cd "Rise Of The Warlords" (rilasciato dalla My Graveyard Productions nel 2006 in corso), ha messo in mostra una band perfettamente in linea con la grande attitudine live dei propri nomi di riferimento, che posso essere individuati in acts quali Cirith Ungol e gli stessi Omen.
Nei circa quaranta minuti a propria disposizione il gruppo al completo ha dimostrato di possedere una buona capacità di interazione con gli heavy-metal fans presenti, caratteristica elevata al massimo del proprio essere durante l'esecuzione delle valide "Cimmerial Steel" e "March Of The Hoplite", quest'ultima un vero e proprio inno al puro ed incontaminato epic metal di classica estrazione, eseguita in grande spolvero dalle chitarre ad opera dei due axeman Guido Tiberi e Francesco Tortora.
Il sontuoso incedere di "Imperial Dream" continua al meglio nella propria opera di esalazione di magniloquenti sventagliate epic, seguita con azzeccata scelta dalla cover degli Heavy Load "Heavy Metal Angels", ottima per concludere al meglio la propria esibizione sotto l'ondata entusiastica dei fans presenti. Una band di tutto rispetto da seguire per il futuro, in particolare per tutti gli immacolati seguaci dell'intaccabile metallo nel proprio senso del termine.
[Zorro11]

SETLIST
- Sacred Vengeance
- Messenger Of Chaos
- Cimmerian Steel
- Under The Black Stars
- March Of The Hoplite
- Imperial Dream
- Heavy Metal Angels


[PHANTOM X]
L’ultima volta che ho visto i Phantom X in occasione del concerto degli Anvil a Milano ero rimasto assolutamente deluso da questo progetto, che vede in formazione praticamente tutti i membri degli Omen post-reunion, eccetto sua altezza KennyPowell.
Devo ammettere che in questa occasione il gruppo è stato decisamente più energico sul palco, sia in termini di presenza scenica che in quanto a grinta nell’esecuzione dei pezzi, ma il problema sta sempre nel basso livello delle composizioni, che non vanno oltre il solito heavy metal anonimo e privo di qualsiasi spessore.
Già cercare di stabilire le coordinate del loro stile non è così facile, proprio per la mancanza di una direzione precisa… potremmo paragonarli per certi versi agli Omen della reunion (con le dovute proporzioni…) o più in generale all’heavy classico, per metà maideniano e per metà americano, con riff quadrati (forse anche troppo…), tempi relativamente sostenuti e melodie semplici ma poco efficaci. Un’esibizione di dubbia utilità, che sparisce davanti all’attesa dei leggendari headlinder di questa serata…
[Drake]



[OMEN]
L'Evento. Come altro descrivere il ritorno degli Omen in Italia? Il piccolo Black Horse, stipato all'inverosimile di una autentica legione di metal defenders, esplode letteralmente appena Kenny Powell, lider maximo, icona e unico membro originale della band, imbraccia la chitarra (una magnifica signature nera con il cobra di Warning Of Danger areografato in trasparenza) introducendo lo show con una citazione di Ennio Morricone... volumi eccessivi, distorsione pazzesca, bandana e addirittura un accenno delle mitiche armature che i nostri indossavano nella loro epoca d'oro... in poche parole, un uomo sugli scudi già prima di esibirsi! Trepidante ma fortunatamente breve, l'attesa si conclude immediatamente, il mastodontico drummer Danny White dà il quattro e le facce attonite celebrano degnamente l'opener di questo show: "THE CURSE", un autentico mito, uno dei brani più difficili e intricati composti dalla band, opener del disco che concluse l'indimenticabile trilogia dei nostri e scelta sorprendente (ma ovviamente azzeccata) per dare fuoco alle polveri!
La band si mostra immediatamente in forma smagliante: l'instancabile Kevin Goocher ha ancora i polmoni carichissimi dopo lo show con i Phantom X, e anche la sezione ritmica "ausiliaria" non mostra i segni della stanchezza, non sbagliando un colpo e partecipando degnamente allo show anche se (com'era giusto e prevedibile) nessuno osa rubare la scena al vero Protagonista: Kenny Powell, un uomo una chitarra! Un tutt'uno con il suo strumento, acrobatico e funambolico, continuamente impegnato in pose mirabolanti e assoli fulminanti, incapace di stare due secondi senza fare una qualche svisata o variazione. Gli "intenditori" potrebbero far notare come la chitarra fosse fin troppo alta, come il suono fosse sporco... ma obiettivamente, amici miei, ci trovavamo davanti a un dio in terra per chi vive l'heavy metal in una certa maniera!
La scaletta dello show, come potete vedere, è stata anch'essa da urlo: se si eccettuano le due "intrusioni" del recente, poco fortunato, "Eternal Black Dawn", il tutto è stato un vero tributo alla Storia di questa band, dalla furia omicida speed metal di "Termination" all'apocalittica "The Axeman", dalla battagliera "Die By The Blade" all'epocale "Warning Of Danger", dall'eroica "Teeth Of The Hydra" all'indimenticabile "Death Rider", dalla devastante "Battle Cry" suonata con i ragazzi degli Hyades sul palco in un vero tripudio di grandioso spirito HM alla struggente "Don't Fear The Night" (forse il momento più alto dello show, una chicca che personalmente mi ha commosso, peccato per l'assenza dell'arpeggio iniziale però!).
Sensazionali è dir poco... un plauso particolare va anche al bravissimo Kevin Goocher che pur sfoderando una prestazione magnifica non ruba il posto al sempiterno Kenny, annunciandolo continuamente, mostrando il dovuto rispetto alla leggenda. In chiusura, la band mostra tutta la sua passione: acclamati a gran voce dai "We Want More" degli entusiasti heavy metal soldiers accorsi in quel di Cermenate, si ripresentano con "Thorns Into Your Flesh", brano forse noto ai meno ma indubbiamente efficacissimo in chiusura. L'immagine più bella è però forse Kenny che si lancia tra la folla, entusiasta di essere ancora, per molti, un simbolo di un'epoca che nell'HM non tornerà mai più ma sembra ancora viva e vegeta, persino nei cuori di chi non l'ha mai vissuta. BOW DOWN TO THE AXEMAN! [Barbaro Epico]

SETLIST
The Curse
Dragon's Breathe
Ruby Eyes (Of The Serpent)
Thousand Years Reign
Death Rider
Termination
Warning Of Danger
Eternal Black Dawn
Don't Fear The Night
The Axeman
Die By The Blade
Nightmares (theme)
Battle Cry
Teeth Of The Hydra
Thorns Into Your Flesh


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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