X AGGLUTINATION METAL FESTIVAL
Chiaromonte (PZ)
12/08/2004

REPORT & PHOTO Pierre Hound
Permettetemi questa
premessa! Ricordo quando, come tutti i ragazzini che vivevano al sud d'Italia,
mi imbarcavo in assurdi viaggi in treno, di notte, senza una "lira" in tasca,
a dormire sulle griglie porta bagagli, nelle sale d'attesa delle stazioni,
dove capitava...tutto questo era finalizzato al raggiungimento della meta
ambita, il luogo dei concerti rock e metal del nord d'Italia. Una volta funzionava
così (forse anche oggi è lo stesso, ma siccome sono diventato vecchio, ho deciso
che era più conveniente per le mie tasche e per la mia salute, trasferirmici
al nord), non c'era metal al sud! Oggi la situazione è lievemente migliorata;
alcuni gruppi musicali si spingono anche più in giù per l'Italia, i concerti sono
maggiori, di band ce ne sono anche di più e molte di esse -validissime- anche
italiane. Un grosso merito di questo cambiamento, va riconosciuto, però, ai tanti
volenterosi appassionati che con caparbietà e contro ogni logico interesse economico,
hanno lavorato in questi anni per portare un assaggio di metal anche al meridione.
Detto questo, si può tranquillamente focalizzare l'attenzione sul più grosso degli eventi metal che puntualmente, da dieci anni a questa parte, si ripete sotto le "suole" del nostro bello stivale: l'AGGLUTINATION METAL FESTIVAL. Nato come piccolo evento locale, in pochi anni, l'Agglutination è diventato un riferimento di grosso rilievo nelle torride estati vacanziere dei metallari meridionali e non. In tutti questi anni, nomi di grossissimo calibro hanno calcato l'importante palco della cittadina di Chiaromonte (un piccolissimo paesino sperduto tra i monti del Parco Nazionale del Pollino, nella provincia di Potenza, una delle due della incontaminata regione della Basilicata) ed è stato, quindi, un onore per me, in concomitanza della decima edizione del festival, poter prendere parte in qualità, oltre che di reporter per Hardsounds, anche di promoter ed affiancare nel suo eccellente lavoro, Gerardo Cafaro, l'ideatore della manifestazione.
Come ogni anno, un grosso spazio viene riservato alle band italiane emergenti e non. In questo 2004, si è scelto di far aprire il festival a tre delle band più in vista del meridione italiano, quali Walkyrya, Disguise e Nameless Crime. Di queste tre band si può certo dire che hanno tutte tanta passione e voglia di fare: in avvio i Walkyrya deliziano il pubblico con il loro metal convincente e trascinante, ben interpretato anche dal punto di vista della tenuta del palco...peccato solo per il pubblico che, data l'ora, risulta essere abbastanza esiguo! Di altra pasta i Disguise, fautori di un black metal trascinante e ben interpretato sia a livello musicale che scenico; nonostante il pubblico sia ancora poco, la partecipazione è pressochè totale e fa impressione vedere come lo stesso pubblico si disimpegni in un pogo infuriato che colma quasi per intero, lo spazio antistante il palco sino alla postazione del mixer. Bravi i Disguise. A chiudere, i Nameless Crime, sicuramente la band meno in forma delle tre di partenza. L'impostazione è buona, ma mancano gli elementi trascinanti, la fantasia e la grinta, nonostante la band ce la metta tutta. In definitiva, però, una prestazione accettabile ed un valido gettone di presenza nell'importante manifestazione lucana.
Dopo le prime tre band di apertura, arriva il momento del lotto delle 4 big band italiane a cui è affidato il compito di riscaldare il pubblico ai tre headliner della serata. E quale band, migliore dei bolognesi Rain, può assurgere in modo impeccabile a questo oneroso compito? I cinque invadono, quindi, il palco con tutta la loro grinta e la verve che da sempre li contraddistingue, sciorinando tutti i loro classici con una perizia ed una potenza inenarrabili. Il rientro del fenomenale singer Tronco dona, poi, agli spettatori, i migliori Rain e come è facile immaginare il risultato dell'esibizione del gruppo risulta devastante e coinvolgente all'ennesima potenza. Tutto il pubblico esplode in ripetute ovazioni e segue i vari brani presentati, con la massima partecipazione. Una "pioggia" di puro, classico e vero heavy metal, insomma! Nota a margine: piacevole omaggio a noi amici di Hardsounds da parte dell'esplosivo axeman Lucio, il quale, per l'occasione, sfoggia la camicia fiammeggiante, tristemente barattata con una t-shirt della band, dal povero ColdNightWind. Come se non bastasse, lo stesso Lucio durante l'esibizione si rende artefice di un appello -frutto di una vecchia promessa- che non può che riempire di orgoglio la nostra redazione: "Hardsounds! I Rain ti vogliono bene!". Grazie ragazzi, siete i migliori!
Dopo la trionfale esibizione dei Rain, è la volta dei siciliani Thy Majestie che offrono al pubblico lucano i loro brani raffinati carichi di melodia e tecnica: un metal potente e sinfonico, articolato e solenne, che solo a tratti rischia di risultare un pò cervellotico e ripetitivo. Ma si sa, il power metal di stampo sinfo-europeo, con tutti i suoi fronzoli e le sue leziosità sta per fare il suo tempo e quanto detto non deve, quindi, intendersi come una critica negativa specifica per la brava band in questione. I Thy Majestie danno dimostrazione della loro buona qualità e tra gli altalenanti consensi degli astanti, chiudono positivamente e con un buon riscontro, questa loro presenza al decimo Agglutination.
Con il calare delle prime ombre serali, un refolo di vento annuncia il trionfo dell'antica Roma...ed è subito il metal sanguigno ed intransigente dei marchigiani Centurion! Il pubblico omaggia la band con ovazioni al seguito dell'incedere tagliente dei brani proposti. Un esibizione di tutto rilievo che raggiunge in pieno l'obiettivo di far divertire il pubblico e riscaldarlo a dovere. Unico dubbio che potrebbe sorgere è relativo all'esasperata ricerca di emulazione, da parte dei Centurion, di un gruppetto di qualche anno fa che se non sbaglio si chiamava Judas Priest (come dite? Esistono ancora e sono famosi? Vabbè, quelli lì!). In conclusione di esibizione, "Painkiller"...ma si! L'importante è divertirsi!
La parentesi italiana si chiude, infine, con i romani Novembre, l'ottima band di gothic dei fratelli Orlando. Con i Novembre, il coraggio dell'organizzazione raggiunge livelli impensabili. La band, infatti, è un'ottima scelta per spettacoli intimisti e concettuali e poco si adatta ad un contesto festivaliero dove l'impatto e la musica diretta devono farla da padrone! Nonostante tutto, la grandezza della band fa si che quanto detto non trovi applicabilità nel contesto del festival lucano. Il feeling sprigionato da Carmelo Orlando e dai suoi collelghi, non può che incantare il pubblico dell'Agglutination. Le melodie oscure e malinconiche, l'atmosfera riflessiva con le impennate (sempre minori) aggressive, non possono che far proseliti nei cuori più ricettivi e nelle menti più evolute. Oltre ogni altra considerazione, i Novembre sono grandissimi per ciò che lasciano nell'ascoltatore e per ciò che gli donano come retrogusto da portare a casa. Una grande esibizione, sicuramente non per tutti, ma oggettivamente di gran rilievo! Sublimi!
Un rapido cambio di palco, il tempo di sollevare il fondale con il logo del primo headliner della serata ed è tempo degli svizzeri Crystal Ball! Con enorme sorpresa, la band sassofona dimostra di saper intrattenere il pubblico italiano con la sua lingua madre, ma soprattutto con la musica, spumeggiante e sapientemente miscelata con forti dosi di power di radice americana e ruffianissimo hard rock di ottantiana memoria. Il pubblico gradisce copiosamente e si instaura presto in tutta l'arena un clima di festa, di canti, di cori...ah, che ricordi...un salto indietro lungo 20 anni...e bravi i Crystal Ball: una band quadrata, semplice e diretta come da anni non se ne vedono nel panorama hard rock!
A testimonianza di come sia stato assemblato un bill vario, eterogeneo e multi genere, all'Agglutination giunge il momento dei devastanti Marduk. La band svedese giunge sul palco con tutta la sua rabbia che vomita nel più intransigente dei black metal. I maestri del genere, con la giusta dose di misantropia e di disprezzo, concentrano il loro show in meno di un'ora, ma in questo tempo non perdono l'occasione di lasciare il segno su ogni singolo presente. Una bolgia umana (come deve giustamente essere in occasione di un certo tipo di musica estrema) si scatena nell'arena, poi un silenzio tombale, coperto solo dalle strazianti e vane urla di richiamo nei confronti della band. Un'esperienza unica anche per chi, come il sottoscritto, con il black ha pochissima confidenza!
Come per tutte le cose belle, anche l'Agglutination giunge al suo termine, ma non prima di presentare (e questo è anche un orgoglio personale, per il lavoro svolto con Black Dahlia nel portare la band in Italia) gli ultimi headliner della serata, ossia i grandissimi Iron Savior. Purtroppo, data l'ora tarda di inizio e le tante energie spese dai ragazzi del pubblico con le band precedenti, l'esibizione della power metal band tedesca suscita meno calore di quello atteso da parte di un pubblico stanco e poco partecipe e nonostante Piet Sielck e soci se ne rendano conto, essi non si risparmiano in nessun modo, offrendo un concerto pressochè perfetto e di gran classe, presentando tutti i classici della propria band ed alcuni brani tratti dal nuovo album "Battering Ram". Musica suonata in modo eccellente, nonostante anche le non perfette condizioni di Yenz Leonhardt e di Piesel. In conclusione di concerto la cover di "Breaking The Law" dei Judas Priest con il pubblico festante e lievemente più partecipe. Prima di andare via i Saviors si congedano da tutti ringraziando per la buona accoglienza ed per l'ottimo trattamento a loro riservato. Opinione personale, frutto di tre giorni a stretto contatto con i componenti degli Iron Savior: la band è stata perfetta sotto tutti i punti di vista; ho conosciuto dei veri professionisti che fanno dell'umiltà il loro credo, della semplicità il loro segreto, della buona musica il loro stile di vita. Ce ne fossero come loro! Grazie di tutto Piet, grazie di cuore Saviors!
Scaletta
ufficiale IRON SAVIOR live @ Agglutination Metal Festival
01.
Atlantis Falling
02. Protector
03. Titans Of Our Time
04. Battering
Ram
05. Mindfeeder
06. Wings Of Deliverance
07. I've Been To Hell
08. Condition Red
09. Mind Over Matter
10. Break The Curse
11. Iron
Savior / Watcher In The Sky
12. Coming Home
13. Riding On Fire
14.
Predators
15. Breaking The Law
E' il momento dei bilanci; poche parole: grande lavcoro di organizzazione da parte di Gerardo Cafaro e dell'Associazione Agglutination; buona riuscita dello spettacolo in cui, bene o male, ha funzionato tutto; grande bill, tanta passione. Unica pecca seguita dal mio personale rimprovero: si sono riscontrati pochi paganti (1000 scarsi), il che vuol dire che c'è qualcuno che ha fatto tanti sacrifici per non avere un adeguato riscontro di pubblico! Ragazzi, se stiamo cercando di portare il grande metal anche al sud d'Italia, lo stiamo facendo per i tanti che non hanno la possibilità di vedere spesso dei grandi spettacoli e delle grosse band. Cercate di capire che tutto questo è per voi e per tutti quelli che ci credono veramente. Non lasciate che grossi eventi come quello di quest'anno perdano di efficacia ed in futuro falliscano miseramente. Ve ne impoverireste, ce ne impoveriremmo tutti...ed è un peccato. Arrivederci al prossimo anno: le sorprese saranno tante, statene sicuri!