ANTI-FLAG
THE UNSEEN

A WILHELM SCREAM

Transilvania Live - Milano
20/05/2006

REPORT Chiccothebest
PHOTO Chiccothebest

 

 

 

 

 

 

 

E’ un vero e proprio mini-festival quello che la Rumble Fish Live ha allestito per tutti gli appassionati del punk più duro e intransigente.
Saranno ben quattro, infatti, le bands a calcare il palco del milanese Transilvania Live: oltre agli headliner Anti-Flag, che davvero non hanno bisogno di presentazioni, avremo la possibilità di vedere gli austriaci Red Lights Flash, già visti lo scorso anno di spalla ai Rise Against, gli A Wilhelm Scream, uno dei migliori gruppi emergenti del roster Nitro Records, e i bostoniani The Unseen, autori di un hardcore aggressivo e intransigente.

A Wilhelm Scream

Per un fastidioso disguido di orari (mi avevano detto che il concerto sarebbe iniziato alle 20.30), purtroppo arrivo al Transilvania Live che i Red Lights Flash hanno già finito di suonare e si accingono ad iniziare gli A Wilhelm Scream.
La band dimostra fin dall’inizio di essere capace di tenere il palco in maniera eccelsa, e si dà subito da fare per scaldare il (poco) pubblico del locale.
L’effetto è senz’altro buono, anche perché la musica di questi quattro ragazzi è davvero travolgente, e sotto il palco comincia a vedersi anche un accenno di pogo.
La loro scaletta comprende sia brani tratti dai lavori passati (soprattutto dall’ottimo “Mute Print”), che materiale del loro ultimo “Ruiner”.
La mezz’ora a loro disposizione è passata davvero troppo in fretta, ma l’impressione lasciata è senz’altro positiva.

The Unseen

E’ adesso il turno dei The Unseen, e qui le sonorità si fanno decisamente meno melodiche. La band propone infatti un hardcore molto aggressivo, anche se non completamente privo di piacevoli inserti melodici, vicino ai connazionali The Casualities.
La prestazione è sicuramente all’altezza della situazione e il pubblico (purtroppo sempre carente) risponde a tono, intensificando la presenza sotto il palco.
Mark, il singer della band, sfoggia un clamoroso giacchetto di jeans smanicato, sul cui retro capeggia un'enorme toppa del mitico "The Night Of The Living Dead" di George A. Romero, e tanto basta per farne l'idolo della serata.
Pur avendo abbandonato le creste di un tempo, infatti, la band tuttavia mette in mostra il look più punk della serata, sbaragliando la concorrenza delle altre bands (lo stesso discorso va invece fatto all'apposto per quanto riguarda gli Anti-Flag).
Fra brani tratti dall'ultimo "State Of Discontent" e, soprattutto, da quello che è a mio giudizio il loro vero capolavoro, vale a dire l'eccezionale "Explode", la loro esibizione trascorre in fretta e piacevolmente.

Anti-Flag

Neanche il tempo di riprendersi dall'ottima performance dei The Unseen, che è già il turno del quartetto di Pittsburgh.
La band attacca subito con la tiratissima "Fuck Police Brutality" (da "Die For The Goverment") e il pubblico presente nel locale (ancora poco, purtroppo) si scatena immediatamente.
Il set prosegue con "I'd tell you but..." opener del loro (ottimo) ultimo album, mostrando che la band è davvero in forma e che la serata riserverà parecchie gioie ai fans accorsi a questa data milanese.
La scaletta, infatti, non è certo avara di classici, anche se ampio spazio viene lasciato ai brani del nuovo lavoro (acquistatelo, ne vale davvero la pena): "You can kill the protester", "Underground network", "911 for peace" e " Die for the government" sono solo alcune delle hits eseguite durante l'ora abbondante di esibizione.
Divertenti anche i siparietti fra il bassista Chris e Mark dei The Unseen, che durante lo show scherzano amabilmente tirandosi l'un l'altro dei plettri; un po' meno divertente il siparietto creatosi sotto il palco durante l'esecuzione di "Rank 'n' File", quando due ragazzi un po' sopra le righe hanno iniziato a darsele di santa ragione. Lo stesso Chris ha avuto il buon gusto di interrompere il pezzo e di pacificare in prima persona i due contendenti, chiamandoli direttamente sul palco per chiarire l'accaduto; davvero un bel gesto da parte dell'artista.
Terminato questo piccolo incidente, l'esibizione è ripresa senza ulteriori spiacevoli sorprese, terminando nel migliore dei modi: è infatti la stupenda "Turncoat" a chiudere una grandissima performance.
Davvero un'ottima prestazione: non vediamo l'ora che questi ragazzi decidano di ritornare in Italia.

Un grazie particolare va alla Rumble Fish Live, l'agenzia che ci ha permesso di assistere a questo stupendo concerto per una cifra più che ragionevole (15 euro). Continuate così!

Scaletta:

Fuck police brutality
I'd tell you but...
You can kill the protester but...
Underground network
War sucks, let's party
Got the numbers
This is the end
911 for peace
Cities burn
One people one struggle
Rank ‘n’ file
G.a.t.t.
Death of a nation
The press corpse
Die for the government
One trillion dollars
Turncoat

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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