ARCH
ENEMY
New Age - Roncade (TV)
05/12/2005
REPORT AND PHOTO Daniele "Tormentor" Amato
Un diluvio a tratti copioso, a tratti svogliato, accompagna il mio viaggio
verso il New Age di Roncade (la maledizione vuole che quando io debba vedere
dal vivo gli Arch Enemy piova, si veda report della data di Bergamo dello
scorso anno), protagonista 'in coppia' con l'Estragon di Bologna di due infuocate
serate scandinave. Protagonisti appunto prima la band di Michael Amott, e
i The Haunted il giorno seguente.
Come per il concerto di Wednesday 13, che non prevedeva originariamente gruppi
di supporto di un certo spessore, vengono chiamati ad aprire la serata gli
OLTRE ZONA, band metalcore dei dintorni
che negli ultimi anni ha saputo costruirsi un nome di tutto rispetto grazie
ad apparizioni varie, su tutte quella al Marcon Rock Festival in ben due occasioni.
Sabe e compagni salgono sul palco carichi e pronti a fare a fette il pubblico
che, inizialmente scettico, applaudirà entusiasta i cinque ragazzi
alla fine dello show. Merito soprattutto dell'attitudine selvaggia e in your
face della band e in particolare del già citato frontman Sabe (un clone
di Phil Anselmo perfettamente riuscito; se la gioca con Perotti degli Extrema)
e dell'esecuzione granitica dei pezzi, non privi di difetti intrinsechi e
di acustica. I potenti brani snocciolati dai nostri, su tutti "Warriors",
"Your War Of Blood" e "Perchè Tu Puoi", fanno male,
ma farebbero ancora più danno se venissero smussati da quelle imperfezioni
che li rendono ancora poco digeribili. Una performance insomma basata più
sull'ottima tenuta di palco che sull'effettivo valore del materiale targato
Oltre Zona, una band che può ancora crescere e che ha tutte le carte
in regola perchè ciò succeda.
Viene montato il palco per gli ARCH ENEMY,
e tra me e il collega Mad Butcher partono le scommesse su, rispettivamente,
da che parte si metterà Michael Amott, quanto saranno lunghi gli assoli
sbirciati sulla scaletta e di quante bombole di ossigeno necessiterà
la Gossow per arrivare incolume a fine show. Le impressioni riferitemi sulla
data di Bologna della sera prima non erano infatti delle più lusinghiere;
è vero che ormai la band è on the road quasi ininterrottamente
da luglio (mese d'inizio dell'Ozzfest), ma assistere a un concerto fiacco
e spompato da parte di un gruppo di un certo livello come gli Arch Enemy è
sempre un'amarezza. Un'interminabile intro permette alla band si salire sul
palco con tutta calma, tra un boato e un'ovazione, e parte il singolo "Nemesis",
il cui ritornello è stato cantato un po' da tutti quanti. Angela, fortunatamente,
sembra piuttosto in forma; il suo growl non è un urlo discontinuo messo
lì a casaccio e nonostante la sua ugola nel corso del concerto mostrerà
la corda in più di un'occasione, c'è da dire che oltre ad essere
una bella figliuola la singer tedesca compensa i cali di voce con una presenza
scenica più che discreta e un sorriso contagioso come il raffreddore.
La scaletta è, ahimè, incentrata perlopiù sugli ultimi
album tralasciando quasi del tutto l'era Liiva, della quale sono stati eseguiti
"Diva Satanica", "Bury Me An Angel" e la strumentale "Fields
Of Desolation". Clamorosa in tal senso la mancanza di "The Immortal",
forse il miglior brano mai scritto dalla band totalmente ignorato, così
come è stato totalmente ignorato il capolavoro "Burning Bridges".
C'è spazio per ben tre assoli, quattro se si considera la bella strumentale
"Hybrids Of Steel"; buoni quelli di Amott e Erlandsson suonati su
una base orchestrale, un po' meno il siparietto del nuovo arrivato Fredrik
Akesson, che ha sfoggiato con una pulizia di suono invidiabile delle scalette
neoclassiche piuttosto comuni e banali; c'è da dire però che
nel corso dello show la sua figura l'ha fatta, nonostate il carisma di Chris
rimanga a livelli ben più alti. Che gli assoli siano serviti per far
rifiatare la Gossow poco importa visto che il resto del concerto si è
attestato su ottimi standard, divertendo ed esaltando tutti i fan accorsi,
anche per merito di suoni più che buoni. Sulle note (registrate) di
"Enter The Machine" la band si accomiata definitivamente dall'audience
del New Age, tra inchini e lanci di plettri e bacchette. Magari non sarà
stato il concerto dell'anno, ma i presenti possono dirsi tutt'altro che insoddisfatti.
Amen.
ARCH
ENEMY setlist
Intro
Nemesis
Dead Eyes See No Future
My Apocalypse
Burning Angel
Drum Solo
Taking Back My Soul
Diva Satanica
Guitar Solo (Michael Amott)
Hybrids Of Steel
I Am Legend/Out For Blood
Bury Me An Angel
Guitar Solo (Fredrik Akesson)
Ravenous
Skeleton Dance
Dead Bury Their Dead
We Will Rise
Fields Of Desolation
Enter The Machine (outro)