ARCH
ENEMY + GUESTS
Motion Unlimited - Zingonia (BG)
22/02/2004
REPORT
Tormentor
PHOTO
Eomer
Io odio la pioggia; non credete a quello che è scritto nel mio profilo, io quelle
goccioline che cadono dall'alto non le sopporto. Come era già successo per i Dark
Tranquillity è infatti il maltempo (per la verità a sprazzi, e meno male) a scandire
le tappe del viaggio che mi separano (anzi, ci separano; la combriccola è infatti
completata dalla mia dolce metà e da due individui sospetti noti ai più con i
nickname di Eomer e Flames Of Hell) dal Motion di Zingonia. Lo scenario che si
prospetta arrivati di fronte al locale è desolante, non più di una quindicina
di persone, ore 20, e il concerto dovrebbe iniziare alle 21. Effettivamente, anche
nel pieno dello spettacolo della band headliner non si è registrata una presenza
di pubblico esorbitante.
Dopo l'apertura dei cancelli raggiungo con ridicola
facilità la prima fila, seguito poco dopo dal prode Eomer; una mezz'oretta di
attesa (allietata da una compilation davvero non male, comprendente pezzi nuovi
di Deicide, Decapitated, Ektomorf e altri) e tocca agli STAMPIN' GROUND aprire
le danze, introdotti da una breve intro costituita dal tema centrale del film
"Cape Fear". Nonostante un pubblico pressochè immobile, gli inglesi hanno sciorinato
le loro dosi di thrash-core con un'energia non comune, soprattutto per una band
a cui tocca il gravoso compito di aprire un concerto. E'il singer Adam a catalizzare
tutte le attenzioni, spronando l'audience e agitandosi come un ossesso (il poverino
era talmente sudato che ogni volta che si muoveva una nuvoletta vaporosa lo circondava),
e presentando il gruppo, che non ha risparmiato nessuno sciorinando bordate del
calibro di "Don't Need A Reason To Hate", "Bear The Scars" o "Dead From The Neck
Up"; il suono è discretamente pulito, cosa che purtroppo non sussisterà per le
band seguenti, e gli albionici riescono a tenere il pubblico sull'attenti nonostante
il gelo cali imperante nelle parti più moderne e alternative...gli Stampin' Ground
sanno essere dei missili in velocità, ma sfruttano troppo poco questa loro caratteristica,
ed è un peccato. Il loro è stato ad ogni modo un buon gig, oggettivamente ottimo
e che ha messo in luce una band conscia delle proprie potenzialità; senza dubbio
onesti e meritevoli, in una parola: bravi! Il secondo gruppo previsto erano niente
meno che gli ZYKLON, capitanati dal buon Zamoth (ex-Emperor per i più sbadati),
che vedono la presenza dietro le pelli di Trym, pure lui ex-Emperor. L'inizio,
ad essere sinceri, non è dei migliori; dopo un'intro strumentale stranamente tirata
per le lunghe, mi accorgo che in realtà il povero Secthdaemon si sta sbattendo
dietro il microfono, peccato che la voce sia impercettibile; la cosa migliorerà
durante i brani successivi, ma nemmeno di molto, e lo sguardo afflitto del povero
Trym ha confermato come la giornata per i norvegesi non fosse al top considerando
anche che chitarre e batteria si impastavano tra loro spesso e volentieri, deturpando
brani altrimenti ottimi come "Subtle Manipulation", "Core Solution", "Worm World"
e la total-thrash "The Prophetic Method" (in realtà molto più comprensibile delle
altre proprio perchè meno 'casinara'). Aggiungete una presenza scenica pressochè
nulla, e concorderete con me nel dire che la band norvegese ha fornito una performance
appena sufficiente, specialmente visti i personaggi che ci suonano. Un peccato,
gli Zyklon meriterebbero molto di più, ma purtroppo stavolta è andata così; rimandati.
Un celere cambio palco ed ecco che tutto è pronto ad accogliere gli Arch Enemy,
una delle mie band svedesi favorite, appoggiata da una scenografia semplice ma
fottutamente efficace; la pulsante intro "Tear Down The Walls", in versione dilatata
rispetto a quella presente su "Anthems Of Rebellion", ci conduce direttamente
alla tiratissima "Silent Wars". La band è in perfetta forma, anche se purtroppo
il suono è leggermente confuso e l'ingresso in scena della singer Angela viene
smorzato dal microfono della stessa, clamorosamente spento (perchè tutto ciò mi
ricorda il concerto dei Dark Tranquillity al Day At The Border?). Ogni dubbio
sulla sua voce viene però fugato pochi secondi dopo, quando il ruggito della longilinea
cantante fa capolino all'inizio della seconda strofa. Si continua a tambur battente
con "Burning Angel", "Instinct" e la fenomenale e mai dimenticata "The Immortal"
dal capolavoro "Burning Bridges", nella quale i fratellini Amott (in particolar
modo Chris) mettono in luce tutte le loro doti strumentali nel lungo assolo. Tra
un brano e l'altro Angela intrattiene il pubblico, visibilmente dalla sua parte
anche se non eccessivamente coinvolto, viste anche le richieste della stessa ad
avvicinarsi al palco, che viene nuovamente fatto tremare grazie all'anthemica
"We Will Rise" e alla splendida "Dead Eyes See No Future"; la prima parte del
set si conclude con la thrasheggiante "Dead Bury Their Dead" e "Ravenous", entrambe
dal valido "Wages Of Sin".
Ma l'audience non è ancora soddisfatta, e reclama
a gran voce i nostri, che non perdono tempo e ritornano sul palco per proporre
in rapida sequenza "The First Deadly Sin" (con Michael alle backing vocals, perfettamente
inutili visto che la sindrome del microfono spento ha colpito anche lui), la dolce
strumentale "Snow Bound" e la massacrante "Enemy Within", degna conclusione di
un grande show, inficiato solamente da un suono lontano dalla perfezione ma comunque
sopportabile.
Peccato per la scaletta, poco incentrata sul capolavoro "Burning
Bridges" (paura di confrontarsi con la temibile ombra di Liiva?); oltre a questo,
la band è sembrata affiatatissima e priva di cali di energia, soprattutto Angela,
che compensa i suoi limiti vocali con una presenza scenica ineccepibile. Grandi,
grandissimi, a volte troppo snobbati; stasera abbiamo semplicemente avuto la conferma
di essere di fronte ad una band superlativa.
Scaletta
Arch Enemy (anche stavolta in ordine parzialmente errato, tanto per cambiare):
Tear Down The Walls (intro)
Silent Wars
Burning Angel
Instinct
The Immortal
We Will Rise
Bridge Of Destiny
Dead Eyes See No Future
Dead Bury Their Dead
Ravenous
The First Deadly Sin
Snow Bound
Enemy Within