ARCTURUS
Guest: RED HARVEST
Thunder Road - Codevilla (PV)

14/10/2005

REPORT Pierre Hound
PHOTO Pierre Hound & Vale

 

 

 

 

 

 

 

 


A circa un anno di distanza dalla loro ultima apparizione italica tornano tra noi i norvegesi Arcturus: venue ed opener del concerto sono sempre gli stessi, ossia il Thunder Road di Codevilla e i connazionali Red Harvest.

A differenza dell'ultimo concerto italiano della band di Sverd ed Hellhammer (in cui ad alternarsi sul palco vi furono ben 10 band), il pubblico risulta essere meno sovraccaricato di musica e più focalizzato sugli unici due act in programma nella serata.

Come detto, quindi, il compito di scaldare la platea durante questa tiepida giornata autunnale spetta ai RED HARVEST che, a differenza dell'ultima loro apparizione italiana, paiono molto più ispirati e motivati. L'esibizione della band del poderoso Kahn si rivela subito ricca di quegli elementi tipici della stessa ma che, in alcuni, casi hanno purtroppo latitato durante le prove live del combo norvegese: una massiccia dose di suoni sintetizzati spalanca, in ogni brano, le porte alla cattiveria del cantato, delle chitarre e del blocco ritmico, sottolineando a più riprese i tratti salienti delle canzoni stesse e donandovi quella dose di industrialità e modernità molto apprezzata da fan e addetti ai lavori. Detto questo, c'è da aggiungere che il pubblico gradisce non poco la potenza distruttiva di tutti i brani proposti tributando alla band il giusto riconoscimento in forma di pogo selvaggio e ovazioni ad ogni passaggio. Certamente una prova del tutto differente rispetto a quella del 2004, capace, questa volta, di divertire e di tenere attento un pubblico dal palato sopraffino e sempre più esigente. Bene...molto ma molto bene!!!

Chiuso il sipario (nel vero senso della parola) sulla prova dei Red Harvest, come è ovvio che sia, l'attesa diventa febbricitante per lo show degli headliner ARCTURUS. Richiamato in formazione Vortex (ai più, noto per la sua militanza nei conterranei Dimmu Borgir) ad occupare il posto dietro il microfono, Sverd e soci si presentano al pubblico italiano in costumi e maschere alquanto bizzarri, in linea con le immagini usate per il lancio del loro recente album "Sideshow Symphonies". L'effetto scenico, come sempre, è arricchito dalla presenza delle due danzatrici, pronte ad interpretare la musica dei vari brani e ad attribuirle una personalissima connotazione visiva. Inutile dire che tutto ciò che proviene dallo stage ha una sua coerenza ed un suo significato 'unico', atto a trasmettere il messaggio concettuale dei maestri norvegesi: i costumi, le danze, le luci, il fumo (a volte eccessivo!), il feeling e soprattutto la musica, sono una cosa sola nell'infondere ed infliggere (a seconda dei casi) umori, sentimenti, dolore... 
Parlando nello specifico della musica è superfluo dire di come quella degli Arcturus sia totalmente imprevedibile di album in album, quindi conseguentemente di spettacolo in spettacolo: la prova maiuscola di tutti i vecchi componenti è ora impreziosita dalla nuova interpretazione di Vortex, il quale si disimpegna con estrema disinvoltura su tutto il repertorio proposto e donando ai vari brani il suo tipico tocco personale. Come al solito, grande potenza e precisione viene espressa da quel mostro dietro le pelli che è Hellhammer e dalla malvagia orchestrazione di Sverd alle tastiere. 
Il pubblico, in delirio, acclama in ogni momento la band e dimostra di apprezzare molto le nuove 'perle' di "Sideshow Symphonies", anche se il calore maggiore lo si deve risontrare in concomitanza dell'esecuzione dei brani estratti dal capolavoro "La Masquerade Infernale" ed in genere sul repertorio più datato. Dopo i richiestissimi bis, cala il silenzio sul Thunder Road e giunge il momento dei saluti finali, delle foto e degli autografi concessi dai disponibilissimi componenti delle band esibitesi.  

Ancora una volta, quindi, gli Arcturus incantano il proprio pubblico (e non solo quello) lasciando un indelebile segno e spiegando a tutti cosa voglia dire la parola 'Arte'! 

Scaletta ARCTURUS
· Ad Absurdum
· Nightmare Heaven
· Alone
· Deception Genesis
· Chaos Path
· Deamonpainter
· Nocturnal Vision Revisited
· Painting My Horror
· Hufsa
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· Master Of Disguise
· Shipwrecked Frontier Pioneer
· Raudt & Svart

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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