ARTHEMIS
WINGS OF DESTINY
Music
Beer Festival - Chiari (BS)
05/07/2005
REPORT
Coldnightwind
& Flames Of Hell
PHOTO Flames Of Hell
Sei ragazzi giovani e pieni d’ambizioni salgono sul palco del Music Beer Festival
di Chiari nel tentativo di “scaldare” il pubblico in attesa dei travolgenti
Arthemis. Si chiamano Wings Of Destiny e durante il loro show propongono una
serie di grandi successi della scena metal di sempre, in particolare della
scena Power. Sulle grandi ali dell’entusiasmo realizzano la complessa “Nothing
To Say” degli Angra, la veloce “San Sebastian” dei Sonata Arctica, “Break
Away” dall’Avantasia di Tobias Sammet, l’helloweeniana “Steel Tormentor”,
la stupenda “Moonlight” dei nostrani Labyrinth, “Paradise” degli Stratovarius,
il tormentone “Emerald Sword” dei Rhapsody e vuoi non fare qualche cover degli
Iron Maiden come “The Trooper” o “Hallowed Be Thy Name”?
Stando a guardare una scaletta del genere uno rimane impressionato dalle tante
qualità che si richiedono per realizzare pezzi di questo tipo: interpretare
rispettivamente i grandi Bruce Dickinson, Andrè Matos e Roberto Tiranti non
è da tutti certo. Come del resto non è da tutti realizzare i brani suonati
da Jorg Micheal, Ricardo Confessori, Timo Portimo o i soli della coppia Bittencourt-Loureiro.
Ma purtroppo di queste qualità sul palco ne erano presenti ben poche, sennon
la buona volontà e la passione per musica metal. Il batterista si perdeva
ad ogni cambio di tempo, una coppia di chitarristi pasticciona ed un tastierista
ingiudicabile per colpa di un audio ignobile… non si è mai sentito durante
i soli di “San Sebastian” e di “Paradise”. Il cantante? Beh, ci sarebbe molto
da dire sulla prova singer che di certo non è risultato adatto per ricoprire
il ruolo del cantante power. Tenta spesso e ripetutamente di andare oltre
le sue possibilità quasi strozzandosi e senza mai riuscire ad aver il controllo
della propria voce. Delle lezioni di canto di certo potrebbero aiutare ma
non possono fare miracoli, forse è il caso di riconsiderare le proprie potenzialità
e di trovare il modo di sfruttarle al meglio.
Credetemi, mi spiace scrivere queste cose che di certo danno ben poco conforto
ma è cosa buona e giusta per questi ragazzi fare un piccolo esamino di coscienza
e di rimboccarsi le maniche per migliorare ed imparare a non andare oltre
i propri limiti. Fa piacere vedere dei giovani appassionati e con grande voglia
di fare… sicuramente è un esperienza che li aiuterà a crescere e col tempo
saranno in grado di migliorarsi e di avere la loro tanto sognata “occasione”…
[Coldnightwind]
Calato
il sipario sull'esibizione dei Wings Of Destiny, tocca ora agli Arthemis
cercare di incendiare il pubblico presente stasera: il quintetto veneto inizia
in maniera roboante con "Rise Up From The Ashes", song d'apertura
del prossimo full lenght "Back From The Heat", disco già uscito
in Giappone e a breve disponibile dal vostro negoziante di fiducia. Scaletta
Arthemis:
Gli Arthemis ci propongono una sorta di Greatest Hits, pescando brani da tutti
i loro lavori: il pubblico gradisce ed applaude l'esibizione del singer Alessio
Garavello, sempre impeccabile in sede live; la prestazione degli altri membri
del gruppo non è però da meno, con un super-Perazzani dietro le pelli a dettare
i ritmi insieme ad un ottimo Matteo Galbier mentre Andrea Martongelli e Matteo
Ballottari stupisco il pubblico coi loro riff al fulmicotone ed i lori pregevoli
assoli.
Il concerto prosegue senza intoppi e la band snocciola, una dietro l'altra,
canzoni come "Fire Set Us Free", "Voice Of The Gods", "Arthemis" e "Noble Sword":
il pubblico, anche se non numeroso, assiste con partecipazione ed interesse
allo show tributando le giuste ovazioni ad una delle band power/speed italiane
più sottovalutate, a mio modesto parere, visto l'incredibile divario fra la
classe e la capacità di songwriting del gruppo e il riscontro ricevuto da pubblico
ed addetti ai lavori. Ma tutto ciò non scalfisce certo la professionalità della
band che esegue sempre show all'altezza indipendentemente dal numero di persone
che assistono, e questa è un ulteriore conferma di quanto questi ragazzi meritino
palcoscenici ben più prestigiosi.
Chiude il concerto una stupenda versione di "Burn", classico immortale dei Deep
Purple, e stasera nel cielo di Chiari brucia, splendido e luminoso, il logo
degli Arthemis a testimoniare un'altra
incredibile prova del combo veneto.
[Flames Of Hell]
Rise Up From The Ashes
Fire Set Us Free
Voice Of The Gods
Quest For Immortality
The Traveller
War
Tomorrow's World
Rock The Night (Europe)
Arthemis
Time To React
Noble Sword
Burn (Deep Purple)