ARGONATH + ASSEDIUM
La Sfinge Metal Pub - Brescia
21/05/2005
REPORT
Raistlin & Barbaro Epico
PHOTO
Erica
[Assedium]
Il metallo più epico cala in terra bresciana. Gli Assedium, giovane formazione milanese, propongono la loro epicissima musica per la prima volta alla Sfinge Metal Pub, noto locale hard 'n' heavy della zona di Brescia. La band è giovane, ma le qualità tecniche non mancano... e nemmeno il coraggio per cimentarsi in uno dei generi più difficili e meno tradizionali nel panorama metallico.
E allora via... si comincia con "Sacred Vengeance", pezzo scritto dalla band, che lascia un'ottima impressione tra gli spettatori presenti. "Necropolis" dei Manilla Road è un classico, eseguito con bravura dai cinque ragazzi, nonostante qualche imprecisione del batterista (che non era forse nella sua giornata migliore, visti anche alcuni altri errori successivi: sul demo è tutta un'altra cosa, preciso e devastante). Lo show è un mix ben strutturato di cover (come non citare "Battle Cry" degli Omen o "Heavy Metal Angels" degli Heavy Load) e pezzi propri, tra i quali spicca la splendida "Far From The Light", che dà anche il nome al demo della band. Una menzione particolare la meritano il chitarrista solista, Guido, autore di alcuni assoli davvero interessanti, e il bassista Drake, pulito e preciso in ogni momento. Bene anche il chitarrista ritmico, Chicco, mentre il discorso si fa più complesso per il cantante Marco. Il suo timbro vocale è molto particolare (ricorda i Cirith Ungol), e può risultare quantomeno "strano" a chi non è avvezzo a certe sonorità... Nel complesso, comunque, una buona prestazione per gli Assedium, che ci auguriamo di rivedere al più presto, con la loro incredibile epicità, in terra bresciana.
[Raistlin]
[Argonath]
Attivi da un paio d'anni su suolo meneghino, gli Argonath sono una band di abili musicisti concentrati su un ricco repertorio di celebri cover, una di quelle band ideali da seguire per metallari di tutte le età e orientamenti musicali. Lo show proposto è semplice ma efficacissimo, con il singer Carmine a cantare ed interpretare (sempre in maniera, c'è da dire, giustamente personale) i succitati hits, accompagnato dal grande talento solistico del chitarrista Fabio e dalla brutale prestazione thrashy offerta dall'altra ascia impugnata da Marco. La sezione ritmica è gestita a dovere dal bassista Gabriele e dal furioso Lorenzo, precisissimo ma violento e micidiale come si conviene a un autentico heavy drummer! Le varie influenze e gusti musicali della band si manifestano nei diversi approcci alla musica suonata, creando un sound bello pieno e vario, purtroppo penalizzato da una resa sonora non ottimale (penalizzatissimo il basso, ed eccessivamente confuse le ritmiche di chitarra).
Qualche appunto lo si può muovere dal punto di vista della presenza scenica, squilibrata tutta dalla parte del chitarrista Marco e del frontman Carmine, entrambi molto carichi e movimentati sul palco e in evidente contrasto con Fabio e Luca molto statici e forse eccessivamente concentrati (il che, vista l'ottima resa tecnica, non è effettivamente un male). Tra i brani eseguiti spiccano senza dubbio l'ottima versione di "I'm Alive" degli Helloween, e della toccante "Believe In Nothing", tratta dal celebratissimo "Dead Heart In A Dead World" dei mattatori Nevermore, ma anche brani di scuola più classica come "Children Of The Damned" e "For Whom The Bell Tolls", nonostante la loro fin troppo alta diffusione tra le cover-band, sono eseguite in maniera impressionante, fedele ma personale com'è nello stile degli Argonath... unico neo forse una fin troppo prevedibile "Enter Sandman".
Il finale dello show è riservato al più puro spirito heavy metal, con una "Hail And Kill" cantata in collaborazione con Marco degli Assedium a gridare urla di battaglia in duetto col bravissimo Carmine, e la presenza simultanea di tutti i membri degli Assedium a fare headbanging sulla conclusiva "Paranoid", per poi chiudere con una potente "For Whom The Bell Tolls": degna conclusione di una bellissima serata dedicata all'heavy metal più puro e senza compromessi, e di un'ottimo show in cui il solo brano originale proposto ("Journey To Nowhere", una sorta di Nevermore meets Dream Theater con grande fascino e personalità) lascia ben sperare per il futuro degli Argonath, ormai più che maturi e pronti per un demo di materiale scritto di loro penna!
[Barbaro Epico]