DANKO
JONES + EES
Rainbow Club - Milano
25/11/2003
REPORT
C_Bomb
PHOTO
Pierre Hound
Il ciclone Danko Jones si era già abbattuto su Milano
due anni fa in occasione del passaggio italiano del
tour dei Backyard Babies, ma più che un ciclone allora
era stato un piacevole venticello che non aveva
sconvolto più di tanto pur facendosi apprezzare per le
sue buone capacità sul palco...nessuno si sarebbe mai
sognato che nel giro di quasi due anni sarebbe
diventato un ciclone di forza così devastante; ma
prima che Danko Jones metta a fero e fuoco il Rainbow
Club c'è tempo per un gruppo di supporto completamente
assurdo: EES, dei cartoni animati manga usciti dallo
schermo e diventati umani. Il cantante sfoggia una
capigliatura degna del migliore Abattantuono ("I
Fichissimi", "Il Ras Del Quartiere"...), una maglietta
della nazionale italiana, e si presenta come Paolo
Rossi, il batterista suona una batteria che definire
minuscola è riduttivo, per contro il bassista è un
concentrato di cool attitude, si muove benissimo e ha
un look molto rock. I 3 pazzi si presentano sul palco
urlando "Rock'n'Roll! Salute! Campai!", suonano un
rock'n'roll vagamente punkeggiante ma abbastanza
scialbo e toccano il massimo dell'assurdo quando il
cantante dice: "Al nostro banchetto trovate un foglio
dove potrete scrivere i vostri indirizzi email per
ricevere vostre notizie. Vogliamo un sacco di email!
email!! EMAIIIILLLL!!!!AAAARRRGGHHH!!!
EEMMMAAIIILLL!!" mentre il batterista intona una nenia
insopportabile in sottofondo
"email.email.email.email." è il delirio.
Dopo il teatrino giapponese dell'assurdo, complice il
botto fatto dalla sua ultima fatica "We Sweat Blood",
il canadese d'acciaio si presenta ad un pubblico
numeroso oltre ogni aspettativa (c'è anche da
calcolare che è un martedì sera), fissa il pubblico,
parte l'intro di batteria di "Forget My Name" e via,
lo show parte, la band è in perfeta forma e la sezione
ritmica è un motore a pieni giri, ma manca ancora
qualcosa...dopo due pezzi viene presentata "Dance" al
doppio della velocità, il pubblico esplode, e
finalmente lo show può davvero prendere quota.
A metà concerto i vestiti del batterista e di Danko
iniziano a fumare, sembra che stiano per bruciare, il
che non mi stupirebbe..."Bounce", "I Want You", "I
Love Livin In The City" si susseguono in scaletta,
ormai il pubblico è definitivamente conquistato, e la
prima parte di concerto si chiude sulle note di "We
Sweat Blood". Richiamati a gran voce sul palco i tre
ripartono, e sembra che non una goccia di sudore sia
stata spremuta, l'energia che il Leone mette nella sua
performance è qualcosa di mai visto, e in chiusura c'è
anche posto per un suo monologo su una base di basso e
batteria in cui dice che un giorno raggiungerà i
grandi della musica come Clif Burton, Joe Strummer,
Otis Redding, e parte una sfilza di nomi di rockstars
morte, ognuna accolta da un boato...il finale è
all'insegna del feedback totale con DJ che per
l'energia e l'eccitazione si prende a schiaffi
facendosi sanguinare una guancia. Il pubblico tributa
un'ovazione al piccolo grande canadese, ed è ora di
riaccendere le luci e tornare a casa, ancora
completamente sconvolti.
Una serata epocale.
Commento: Una sorpresa incredibile per chi pensava che
Danko Jones fosse nella media dei bravi rocksers di
oggi. Stasera abbiamo visto uno spettacolo che non
sarà dimenticato tanto presto da nessuno dei presenti.