DARK
TRANQUILLITY
CHIMAIRA
HATESPHERE
New Age - Roncade (TV)
18/12/2005
REPORT Daniele "Tormentor" Amato
(Mi scuso per l'assenza di foto, ma il mio imprevisto ritardo nell'arrivare al New Age non mi ha permesso una posizione ottimale, e mancando nel locale trevigiano il classico pit fotografi, non ho potuto efettuare alcuno scatto)
Quando
entro nel New Age la folla ha già riempito più della metà
del locale (l'affluenza complessiva a fine serata sarà di quelle da
grosse occasioni) e si sta godendo lo show dei danesi HATESPHERE,
ormai di casa da queste parti dove possono contare su un nutrito manipolo
di fan. Ogni volta che li rivedo i cinque scandinavi mi sorprendono con una
prestazione chirurgica e potente sempre migliore della precedente; forse spiazzati
da tanta calorosa accoglienza, i nostri non risparmiano nessuno puntando moltissimo
sul loro ultimo e validissimo "The Sickness Within", dal quale sono
estratte "The Coming Of Chaos", "The Fallen Shall Rise In A
River In Blood" e "Heaven Is Ready To Fall", con lo show che
si conclude nel tripudio generale con il classico "Hate". Gli Hatesphere
sono ormai una garanzia, e all'atto pratico mettono tutti d'accordo. Mica
roba da poco.
Mentre viene allestito il palco per i da me attesissimi CHIMAIRA,
un sacco di gente si rifugia nelle retrovie. Situazione piuttosto surreale
e anche, lasciatemelo dire, triste. Dopo una lunghissima intro la band sale
sul palco e parte a cannone "Nothing Remains"; i suoni dei primi
brani saranno leggermente confusi, con un volume eccessivo per quanto riguarda
la cassa della batteria (che ha però permesso di constatare come anche
dal vivo Kevin Talley sia una drum machine di pelle e ossa), ma la band non
si risparmia e calca lo stage con esperienza da vendere. Hunter si propone
come frontman più che sufficiente, affiancato alle backing vocals dallo
scatenato keyboardist Spicuzza, in gran spolvero invece la coppia d'asce,
soprattutto un Rob Arnold visibilmente dimagrito, e il pulsante basso del
simpatico Jim LaMarca. Se si esclude "Severed", lo spazio nella
setlist è stata equamente redistruibita tra "The Impossibility
Of Reason" e l'ultimo "Chimaira"; la cosa che non ha funzionato
nel concerto dei Chimaira è senza dubbio la scarsissima partecipazione
del pubblico, perlopiù immobile e scazzato (tanto che a un certo punto
Mark dirà 'C'mon, you're so quiet, make some fuckin' noise!') che sembrava
applaudire più per dovere che altro, almeno la maggior parte visto
che fan della band ce n'erano eccome. Tolto ciò, una prova granitica
e potente per una band che meriterebbe ben altro tipo di audience (il buon
Jim, con il quale mi tratterrò durante il concerto degli headliner,
la prenderà comunque con filosofia, rispondendo 'Oh, it's ok, we do
well' alle mie 'scuse' per l'accoglienza riservatagli). Nota di colore: finito
lo show, i Chimaira offrono al pubblico un inspiegabile numero di cabaret.
Scesi dal palco, vediamo rientrare Mark Hunter con in braccio la chitarra
di Arnold e suonare un orribile assolo. La stessa scena si ripete con LaMarca,
poi con Talley, che rimane sul palco mentre Rob si posiziona dietro la batteria,
iniziando a strimpellare. I due abbozzano una cover modello 'ragazzini sedicenni
in sala prove' di "Seek And Destroy", alla quale LaMarca presta
la sua voce; peccato che il paffuto bassista si dimentichi gran parte del
testo! Personalmente ero piegato dalle risate, ma non so quanto il resto del
pubblico abbia apprezzato, nonostante i cori 'searchiiiiing...seek and destroy'
fossero sulla bocca di tutti.
CHIMAIRA
setlist
Nothing Remains
Save Ourselves
Severed
Power Trip
Cleansation
The Impossibiliy Of Reason
Inside The Horror
Comatose
Eyes Of A Criminal
Overlooked
Pure Hatred
I DARK TRANQUILLITY, si sa, in Italia possono
contare su uno stuolo di fan davvero fedele e devoto. Ne è conferma
sia la massiccia affluenza di stasera che la visibile emozione negli occhi
di Stanne e compagni durante il concerto. La band di Gotheborg torna a distanza
di pochi mesi per 'riparare' alla brevissima setlist avuta a disposizione
con i Kreator, e lo fa in maniera professionale come al solito. Suoni potenti,
chiari e precisi e band in palle, ben rodata e ormai una sicurezza per chiunque
li vede dal vivo. Per me era la quinta volta, e ho fatto fatica ad annoiarmi.
Merito senza dubbio del valore dei brani targati DT, ma anche di una setlist
nella quale fanno capolino pezzi raramente eseguiti dal vivo come "Freecard"
o la commovente "My Negation". Il resto della scaletta si è
composta di brani che ormai sono dei classici, da "The Treason Wall"
all'immancabile "Punish My Heaven" passando per la sempre emozionante
"ThereIn" (ho visto diverse ragazze piangere), i Dark Tranquillity
non fanno prigionieri e ammettono, con sincerità, che gli italiani
sono il loro pubblico favorito e 'adesso dovremmo scendere dal palco, voi
urlate e noi torniamo, beh, fuck that, non lo faremo, continuiamo semplicemente
a suonare'. Ormai i cinque svedesi sono un'istituzione nel nostro paese, e
si meritano tutto il supporto che anche stasera Roncade è riuscito
a dar loro. Alla prossima ragazzi, vi aspettiamo con il nuovo album.
DARK
TRANQUILLITY setlist
The Treason Wall
Lost To Apathy
Zodiakjl Light
Damage Done
The New Build
The Wonders At Your Feet
White Noise / Black Silence
Therein
Senses Tied
Monochromatic Stains
Freecard
Punish My Heaven
My Negation
Final Resistance