DESTRUCTION
ENDLESS PAIN
La Sfinge Metal Pub
- Brescia
22/05/2004
REPORT Eomer
PHOTO Eomer
Dopo l’esibizione allo scorso X-mass Festival, i Destruction fanno il loro
ritorno in Italia, portandosi appresso valige colme di thrash metal old school,
di quello rude, che tanti sfracelli ha fatto negli anni ottanta, ma che continua
anche al giorno d’oggi a mietere proseliti in giro per il globo. La Sfinge Metal
Pub di Brescia è il locale che ospita il terzetto capitanato dall’imperioso leader
Schmier…
Opening act per l’occasione è il gruppo dei bresciani Endless
Pain che, giocando in casa, sanno bene come scaldare il pubblico amico e far salire
la tensione in attesa della band principale. Il fatto di aprire per un nome importante
come quello dei Destruction è un grande motivo d’orgoglio per il quintetto di
casa nostra, che però non si lascia prendere dall’emozione e sciorina una performance
di buon livello, in cui il carismatico Max Juso, microfono in mano, urla tutta
la sua rabbia e il suo amore per il caro vecchio thrash metal. I pezzi proposti,
a cominciare dalla furiosa “Nuclear Storm” sono tutte fucilate in pieno petto
che non ammettono repliche. Altri brani (“Sentenced By Hate” e “Browning Automatic
Rifle”) che ho giudicato di un livello più che sufficiente su disco, riproposti
in chiave live mostrano tutt’altro spessore, convincendo decisamente di più: le
assi del palcoscenico sono dunque la dimensione ideale in cui gli Endless Pain
sanno muoversi al meglio delle loro possibilità. Buona prova quindi per i bresciani,
che gestiscono come meglio non si potrebbe fare l’arduo compito loro affidato;
peccato solo che il pubblico che man mano va accalcandosi verso le transenne sia
piuttosto scarsino, vista soprattutto la fama dell’headliner che si esibirà da
lì a poco.
Endless Pain Setlist:
Nuclear Storm
Don’t
Touch The Child
Browning Automatic Rifle
Sentenced By Hate
Buried Alive
Holy
Beer
Angel Of Apocalypse
Quando i Destruction salgono sul
palco il locale è pieno (o vuoto?) solamente per metà, ma i tre corazzieri teutonici
sembrano non curarsene minimamente, ringraziando i presenti e imponendo subito
la legge del più forte con una terremotante “Curse The Gods” che dà la prima forte
scossa al pit, il quale reagisce nel migliore dei modi acclamando in continuazione
Schmier, Mike e Marc. L’acustica è più che discreta e in questo senso non ci si
può proprio lamentare (locali più blasonati hanno spesso offerto rese sonore molto
peggiori), cosicché la band riesce a scaricare efficacemente sul pubblico tutta
la propria carica distruttiva. La scaletta proposta raccoglie il meglio di tutta
la carriera del combo tedesco, pescando in eguale modo dagli album seminali degli
anni ottanta, e da quelli più recenti incisi dopo il come back di fine anni novanta.
Schmier, dall’alto del suo metro e novantadue centimetri è un frontman di tutto
rispetto, che incita continuamente il pubblico senza perder troppo tempo in futili
intermezzi, mantenendo così la tensione sempre alta; il lavoro di Mike alla sei
corde è di ottima fattura, così come il drumming di Marc, cui è concesso di esibirsi
in un breve (ma apprezzato) assolo di batteria. “Nailed To The Cross” e l’inno
“Thrash ‘Till Death”, brani entrambi estratti dall’ottimo “The Antichrist”, riescono
a coinvolgere in maniera massiccia il pit, che partecipa vigorosamente urlando
a squarciagola i refrain più meritevoli. Dall’ultimo album “Metal Discharge” vengono
eseguite, oltre alla title-track, anche la dirompente “The Ravenous Beast” e la
massacrante “Desecrators Of The New Age”. Gli applausi più convinti scrosciano
però in favore delle canzoni storiche, principalmente estratte da “Infernal Overkill”
e “Eternal Devastation”: “Tormentor”, “Invincibile Force”, “Eternal Ban” e “Mad
Butcher” sono brani che hanno segnato la storia del thrash metal made in Deutschland
e sentirle dal vivo è davvero una grande emozione. I Destruction insomma hanno
suonato per quasi un’ora e mezza con classe, grinta e passione, onorando nel migliore
dei modi vent’anni di invidiabile carriera e concludendo tra meritatissimi applausi
uno show intenso come non se ne vedono spesso. Certo avrebbero meritato un pubblico
ben più numeroso…
Destruction Setlist:
Curse The Gods
Nailed To The Cross
The
Ravenous Beast
Death Trap
The Butcher Strikes Back
Eternal Ban
Thrash
‘till Death
Life Without Sense
Machinery Of Lies
Desecrators Of The New
Age
Tormentor
Invincible Force
Metal Discharge
Mad Butcher
Total
Desaster
Bestial Invasion