DOKKEN + LISTERIA
Transilvania Live
- Reggio Emilia
09/04/2005
REPORT
Poisoneye & Zorro11
PHOTO:
Poisoneye
Sono ormai passati più di 20 anni dagli esordi di uno dei gruppi che fece parte della storia dell'Heavy-Metal, e che dagli States affascinava il mondo intero con la propria carica strabordante di adrenalina pura e di quel particolare tocco di raffinatezza e gusto che rendeva uniche le canzoni incise nei propri album.
Il tempo è passato e molto è cambiato da allora, ma la serata che andrò a raccontarvi è la dimostrazione che ricordi ed affetto fanno inevitabilmente parte dell'uomo e nessuno li può cancellare, semmai possono tornare ad esplodere in occasioni uniche e particolari proprio come ad un concerto, e l'esibizione di questo sabato sera è una di quelle che rimarrà impressa indelebile nel cuore di tutti.
Ad aprire la serata ci pensano i Listeria, combo emiliano che propone un hard & heavy sinceramente poco coinvolgente ed a tratti pesante (ricordo un intermezzo strumentale lunghissimo e noioso). Purtroppo la band non ha offerto una buona prova, e nonostante l'impegno non credo che questa formazione venga ricordata dai presenti i quali, già in trepidante attesa degli headliner, non hanno avuto modo di scaldarsi più di tanto.
Dopo una buona mezz'ora dalla fine dell'esibizione degli opener, il palco si rianima e le note di "Kiss Of Death" mandano in delirio un Transilvania Live che nel frattempo si è riempito ed è pronto a tuffarsi negli anni '80. Un inizio migliore non poteva esserci, e tutti i presenti (dubbiosi sulla scaletta che avrebbe potuto proporre la band di Los Angeles) possono finalmente concentrarsi sullo show gustando le canzoni che fin da subito accontentano chiunque.
Una dopo l'altra scorrono infatti tutte le hits che hanno reso famosa la band del carismatico Don, che dietro il microfono e protetto dai suoi occhiali neri nasconde l'emozione per la calorosa accoglienza, regalando momenti davvero commoventi ed a tratti nostalgici: "The Haunted" e "Dream Warriors" sciolgono infatti definitivamente il pubblico, chiarendo senza mezzi termini la dimensione storica che i quattro vogliono dare allo show. L'interpretazione vocale è attenta, sicuramente la forma del front-man non è quella di vent'anni fa, ma grazie all'enorme esperienza maturata nel tempo riesce a dosare con cura la propria voce limitando i virtuosismi e concentrandosi invece sull'intensità e la dinamica del proprio timbro.
Il concerto prosegue con "Tooth And Nail", "Just Got Lucky" e "Into The Fire", pezzi granitici e corposi come sempre grazie anche ad un Mick Brown (unico superstite insieme al singer della formazione originale) sempre preciso, e ad un martellante Barry Sparks (ex Malmsteen e Nugent). "Unchain The Night", "When Heaven Comes Down" ed una struggente "Alone Again" non danno tregua e solo l'arrivo di due pezzi più recenti sembra lasciare respiro ad una prova intensa ed impeccabile, durante la quale il chitarrista Jon Levin (ex Warlock) evidenzia le proprie doti sfornando una prestazione assolutamente strepitosa all'altezza dei suoi illustri predecessori.
"Heaven Sent", "Breaking The Chains", "It’s Not Love" e l'attesa "In My Dreams" chiudono una serata da ricordare, un momento che difficilmente verrà cancellato dai presenti che potranno vantarsi di avere visto dal vivo una delle migliori band che la storia del metal ci ha saputo regalare...
[Poisoneye]