DOMINE
BATTLE RAM
Brunch Live - Porto dAscoli (AP)
27/03/2004
REPORT Barbaro Epico
Battle Ram La serata true metal proposta dal Brunch Live, ormai locale metal di punta
delle Marche, si apre doverosamente con i Battle Ram, la band ascolana che è riuscita con
un solo demo e tanti, tanti concerti, a conquistare il cuore degli epic metal fan più
puri e accaniti di tutta Italia. E bisogna dire che, quando una band giovane come loro
riesce a sfoderare una grinta imbarazzante, tale da far dimenticare lo scomodo status di
gruppo spalla, il successo dei Battle Ram è ancora molto meno di quanto i
nostri meritino. E il tetro giro di basso Omeniano di Burning Lives che
apre il concerto, e subito lintera band si mostra in formissima, sapendo di giocare
in casa e di poter contare sul supporto dei fedelissimi fan, anche se molti tra le prime
file sembrano ingiustamente snobbare i true metallers marchigiani, ormai impeccabili e
grintosi in sede live con un Daniele in formissima dietro il microfono, e in visibile
miglioramento nel ruolo di frontman carismatico.
La splendida The Vow segue a ruota, e ci preannuncia la svolta più melodica
celebrata dalla fenomenale cover, ormai in scaletta da sempre, di Into The
Fallout dei grandi Fifth Angel, eseguita con perizia e classe. I guerrieri si
mostrano subito in vena di scherzare e di fare casino, supportati dallatmosfera
casereccia del locale, ma pronti a scaricarci addosso una potenza metallica veramente
irresistibile. A completare il quadretto, due brani inediti di cui avevo potuto constatare
la validità in passato, Behind The Mask e la fenomenale Beheaded
in cui si fa sentire la grande influenza del songwriting dei Jag Panzer, e dove la band
veramente mette mano allartiglieria pesante, per poi passare allepicissima e
grandiosa Dark Command. Fenomenale lintermezzo comico in cui i nostri si
scambiano gli strumenti per intonare una Metal Warriors (cantata dal
chitarrista Gianluca Silvi), come laltra incredibile cover proposta dalla band,
ovvero Medieval Steel, forse il più vero inno epic metal underground della
storia, tributo agli eroi americani e resa con giusta ubbidienza ma partecipazione
inverosimile! Purtroppo, proprio quando anche i più pigri tra i frontliners stavano
iniziando ad accorgersi della fenomenale prestazione dei Battle Ram, è venuta lora
di chiudere, e il cavallo di battaglia Battering Ram, ormai un inno, chiude
questo fenomenale concerto, che ha a tratti toccato la perfezione. Long Live The Ram!
Voto: 9
Domine
Presentatisi sul palco con rapidità e prontezza, i Domine hanno subito dimostrato di
saperci fare
o meglio, di poter contare su uno dei più grandi frontman
dellheavy metal italiano, alias Morby. Se il resto della band è un po
freddino sul palco, il cantante è un vero e proprio mattatore, in grado di tenere
benissimo il palco da solo, incitando i fan con una partecipazione incredibile per uno che
ormai è nella scena da più di 15 anni, ma può far solo piacere per chi ancora crede
nellheavy metal. E in generale, lesecuzione della band, per quanto non proprio
vistosamente animata, è piena di grinta e passione, che riesce a farci chiudere un occhio
sulla preoccupante piattezza della proposta musicale: la scelta di includere quasi
esclusivamente brani dagli ultimi due studio albums denota senza dubbio grande convinzione
nel percorso intrapreso, ma mette in luce una preoccupante povertà di idee col senno di
poi
Non sono comunque qui per criticare loperato in studio dei Domine, ma la prestazione
offerta in concerto. Cè poco da dire: i Domine si divertono a suonare questa
musica, e quel che più conta è che fanno divertire! La potente Battle Gods,
tratta dal nuovo album, apre il concerto, e malgrado il microfono malfunzionante, Morby si
rimette subito in sesto regalandoci i suoi soliti incredibili acuti. Segue la terremotante
Hurricane Master, dal precedente album, dove la folla va letteralmente in
delirio (e io stesso, vedendo il toscanaccio strillarmi in faccia lormai celebre
and Justice is done a 2 miliardi di Hertz, non nego di aver avuto un
principio di infarto!), poi è tutto un alternarsi di brani dai due dischi, e la band
dimostra tutta la sua padronanza del mestiere con lesecuzione perfetta della nuova,
a onor del vero bellissima, Aquilonia Suite, undici epicissimi minuti dedicati
alla saga di Conan il Cimmero, resi con grandiosità e potenza invidiabili. E però
a questo punto che cominciano a notarsi i problemi di suono, dovuti a mio parere alle
tastiere, che con il loro continuo tappeto effettistico affogano il lavoro della chitarra
di Enrico Paoli, creando un fastidioso sciabordìo di fondo che non riesce a esprimere la
dovuta potenza e incisività della metal band
Seguono a ruota, sfoderate tra i ringraziamenti continui di un Morby visibilmente
emozionato di fronte allatmosfera del piccolo club di fan devoti, The Ride Of
The Valkyries (uno degli episodi migliori del concerto), Icarus
Ascending, Dawn Of A New Day, True Believer (che come
prevedevo si candida a episodio più trascinante del nuovo, non eccelso, disco dei
Domine), fino ad arrivare a Arioch The Chaos Star, che prelude al gran finale
affidato a tre pezzi estratti dal secondo album Dragonlord, ovvero la title
track, la sempreverde Defenders, autentico inno della band sempre
efficacissima dal vivo (spettacolare vedere Morby che canna lultimo acuto, si
incazza come una belva e poi lo spara il doppio più forte
questuomo sta ai
normali cantanti come la Divina Commedia ai miei temi delle elementari
), e la
conclusiva Thunderstorm, in cui la band comincia insospettabilmente a mostrare
segni di stanchezza.
Insomma, il concerto dei Domine è stato oggettivamente perfetto, penalizzato dai suoni
fin troppo sparati e soffocati dal tastierismo imperante, ma la professionalità della
band accoppiata alla devastante presenza scenica di Morby fa sì che il tutto risulti
divertente e godibilissimo. Decisamente, pollice alto!
Voto: 8
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