DRAGONFORCE
FIREWIND
New Age- Roncade (TV)
05/11/2006
REPORT Daniele "Tormentor" Amato
Gli alfieri del power metal made in England approdano con un tour da headliner
anche nel Bel Paese (supportati dai notevoli Firewind di Gus G., band rivelatasi
davvero potente e quadrata). Potevamo noi di Hardsounds mancare ad entrambe
le date? Ovviamente no; ecco quindi il resoconto della prima serata che vede
protagonisti i Dragonforce in Italia, quella di Roncade, che ha visto un'affluenza
decisamente contenuta ma costituita da un pubblico più che partecipe.
Il mio ingresso nel locale coincide proprio con i primi minuti dell'esibizione
dei FIREWIND. La band di Gus G. è in forma
e compatta, e sciorina davanti a tutti i presenti un'ottima dose di metal
classico pesantemente contaminato di power metal; a subire maggiori saccheggi
è ovviamente l'ultimo, maiuscolo, "Allegiance", ma non viene
dimenticato nemmeno il predecessore "Forged By Fire". A catalizzare
le attenzioni dei più sono il già citato Gus G., vero virtuoso
della sei corde, e il frontman Apollo, resosi protagonista di una perfomance
degna di nota anche se forse un po' pacchiana in certi atteggiamenti nei confronti
del pubblico. Da menzionare anche l'intermezzo strumentale che se non ha aggiunto
nulla al concerto ha convinto tutti quanti in merito alla perizia tecnica
dei nostri. Pollica in alto all the way.
Lo show dei DRAGONFORCE è
stato senza dubbio un macchinario messo in opera da dei professionisti dello
strumento e del palco. Tutta la band, Li e Totman in primis, si sono dimostrati
dei signori musicisti, capaci senza troppi problemi di tenere testa agli strabilianti
virtuosismi incisi su disco con precisione chirurgica senza rinunciare ma
anzi enfatizzando una presenza scenica interamente votata all'intrattenimento
(anche se il continuo agitarsi a casaccio del tastierista Vadim, autore peraltro
di un siparietto che definire 'solo' risulterebbe grave offesa nei confronti
di keyboardists di ben altro spessore, dietro i suoi tasti d'avorio risulta
piuttosto fastidioso ed inadeguato). Si comincia con "Black Fire"
e "My Spirit Will Go On", e bastano due canzoni per rendersi conto
che 'vista una, viste tutte'. I brani della band infatti, peraltro composti
con abilità, seguono uno schema praticamente invariabile; circa tre
o quattro minuti di selvagge scorribande che ricordano una versione accellerata
(ricordate quando da bambini si faceva intenzionalmente rallentare o velocizzare
una canzone con il 'mangiacassette'? Ecco, uguale) degli Stratovarius, dopo
i quali fa capolino il temibile siparietto 'assoli'. Totman e Li saltano infatti
nella prima linea del palco a mo' di supereroi e sfoggiano con invidiabile
perizia tecnica assoli lunghi ed articolati mentre il singer ZP cerca di ammazzare
il tempo passeggiando per lo stage tra l'altro piccolino del New Age. Divertente
per una mezz'oretta, poi ci si stufa e si comincia a dubitare che la vera
sostanza dei Dragonforce sia ben poca e che piazzando un mp3 accellerato di
Malmsteen su un mp3 altrettanto velocizzato di Cristina D'Avena il risultato
sia il medesimo. Tolto ciò, il concerto è stato gradevole ad
ha accontentato la stragrande maggioranza dei presenti; una scelta di brani
abbastanza accurata ha lasciato come encore l'ottima "Through The Fire
And The Flames" e "Valley Of The Damned", mentre le varie "Revolution
Deathsquad", "Operation Ground And Pound" e "Fury Of The
Storm" hanno fatto il resto. In una parola: divertenti, nonostante si
cada spesso oltre la linea del super pacchiano.
DRAGONFORCE
setlist
Black Fire
My Spirit Will Go On
Operation Ground & Pound
Revolution Deathsquad
Trail Of Broken Hearts
Key Solo
Soldiers Of The Wasteland
Storming The Burning Fields
Fury Of The Storm
Through The Fire And The Flames
Valley Of The Damned