DREAM THEATER
Lazzaretto - Bergamo
06/07/2004
REPORT
Eryc Stain
& Raistlin
PHOTO
Shub Niggurath (data di Roma)
Che non sia una serata come le altre lo intuiamo subito, appena arrivati a Bergamo.
Due zelanti vigili urbani ci indicano dove posteggiare, e uno dei due ci consiglia
di bere "un bel birrozzo, così siete a posto". Mah, le forze dell'ordine non sono
più quelle di una volta… per concludere la serie di strani personaggi, incontriamo
una distinta signora sessantacinquenne che, dopo averci chiesto che concerto ci
fosse, ci lascia basiti con questa frase: "Sì, giusto, ci vuole un po' di casino,
anche se ci saranno sempre i benpensanti…". No comment.
Entriamo in quel posto
magnifico che è il Lazzaretto di Bergamo, perdendo purtroppo l'esibizione del
gruppo spalla, e parte all'insegna della potenza e dell'impatto il concerto dei
Dream Theater, l'accoppiata "The Glass Prison" e "This Dying Soul" (tratto dall'ultimo
album) sorprende ed esalta il pubblico. Si vede subito che il gruppo è in gran
forma, precisione e velocità la fanno da padroni e dimostrano, soprattutto nei
brani più recenti, che nemmeno la grinta manca. Nei momenti più concitati sembra
addirittura di sentire i Metallica dei tempi d'oro, con tanto di fan in delirio
e headbanging scatenato. Non male per una band spesso accusata di essere troppo
intellettuale e fredda! Certo i momenti più tecnici non mancano comunque (e ci
verranno abbondantemente dispensati nel corso della serata) ma questo lato aggressivo
dei Dream Theater, recentemente scoperto, non può che risultare molto gradito
ai vostri due reporter...
Il concerto prosegue con brani tratti da "Train
Of Thought" e pezzi pescati da tutti gli album del gruppo, compreso "A Fortune
In Lies" dal primissimo disco, e un'emozionante "Trial Of Tears" raramente proposta
dal vivo. L'impressione è che la band americana, forte ormai del proprio successo,
abbia deciso di puntare anche sui pezzi meno conosciuti, facendo una sorta di
omaggio ai fan di vecchia data.
Il gruppo è ineccepibile, mostruosamente
tecnico e preciso come sempre, tutti i musicisti si prodigano in un turbinio di
note che non degenera mai nel caos, il pubblico come sempre assiste a bocca aperta
ai passaggi più intricati. Mike Portnoy, perfettamente a suo agio, trova anche
il tempo di lanciare una bacchetta ad un tecnico per poi riprenderla al volo...
ovviamente senza smettere di suonare! Ma i cinque newyorkesi, se è ancora necessario
ribadirlo, non sono solo degli strumentisti eccezionali ma hanno anche un cuore
e su brani come "Peruvian Skies", "Through My Words/Fatal Tragedy" e la lunga
e varia "Trial Of Tears" sanno dare forti emozioni. Una menzione particolare va
fatta a James La Brie che sembra aver ritrovato la sua forma vocale e si esibisce
in una performance ad altissimi livelli.
Il concerto procede spedito senza
assoli extra oltre a quelli già (abbondantemente) contenuti nelle canzoni, e dopo
due ore circa arriviamo all'ultimo brano ovvero l'interminabile "A Change of Season".
L'estrema lunghezza del pezzo sommata alla stanchezza per il viaggio, il caldo
e le due ore in piedi giocano brutti scherzi, e nasce il sospetto che i Dream
Theater siano davvero un po' troppo tecnici e prolissi...
Grandi emozioni
e grande tecnica, lunghe sezioni strumentali e lunghe canzoni, melodie memorabili
e assoli infiniti, tutto questo sono i Dream Theater e si sapeva... bisogna prendere
o lasciare; per quanto ci riguarda, noi prendiamo!
Setlist:
-The Glass Prison
-This Dying Soul
-The Mirror
-Peruvian
Skies
-Voices
-A Fortune in Lies
-Endless Sacrifice
-Through My
Words
-Fatal Tragedy
-Under A Glass Moon
-Vacant
-Stream Of Consciousness
-Trial Of Tears
-Pull Me Under
-A Change Of Season