EDGUY + BRAINSTORM + NOCTURNAL RITES
Alcatraz - Milano

08/04/2004

REPORT ColdNightWind & Nyarlatothep
PHOTO ColdNightWind

 

 

 

 

 



[NOCTURNAL RITES]

I Nocturnal Rites sono i primi a fare il loro ingresso sul ridimensionato palco dell'Alcatraz, per cominciare a scaldare un pubblico poco numeroso ma voglioso di fare sentire la sua voce.
La scaletta composta da sei brani offre uno scorcio della storia di questo gruppo ormai giunto al proprio sesto lavoro in studio. Si incomincia proprio con la titletrack del nuovo album intitolato "New World Messiah,per poi proseguire con estratti dei precedenti lavori, salvo tralasciare i primi due dischi.
La risposta del pubblico è abbastanza buona come del resto la prestazione del gruppo, che si destreggia in uno show dalla breve durata ma di discreta incisività.



Scaletta Nocturnal Rites:

01 New World Messiah
02 Eternity Holds
03 Against The World
04 Shadowland
05 The Iron Force
06 Afterlife

[BRAINSTORM]

E' poi il turno dei tedeschi Brainstorm, protagonisti di una prova più avvincente, complice una scaletta di dieci pezzi ed un pubblico motivato: la partecipazione è a livelli abbastanza alti, ed i volumi decisamente più alti fanno il resto.
La prestazione dei cinque evidenzia un gruppo dalle elevate capacità e dall'ottima padronanza del palcoscenico, i pezzi si susseguono con una tale carica capace di far perdere il senso del tempo, dimodochè quando viene annunciato l'ultimo pezzo viene da chiedersi se veramente si siano già sentite nove tracce. Con estratti da "Ambiguity" fino all'ultimo "Soul Temptation" i Brainstorm offrono uno spettacolo decisamente degno di nota, scaldando il pubblico con le ottime "Hollow Hideaway", "Blind Suffering" e la nuova "Higs Without Lows".


Scaletta Brainstorm:

01 Intro
02 Shiva's Tears
03 Blind Suffering
04 Doorway To Survive
05 Hollow Hideaway
06 Fornever
07 The Leading
08 Higs Without Lows
09 Under Lights
10 Amarillo

[EDGUY]

Al grido di "LADIES AND GENTLEMAN, WELCOME TO THE FREAKSHOW" il pubblico esplode in un fragoroso boato e gli Edguy fanno il loro ingresso sul palco.
La selezione dei pezzi presentati potrebbe essere discutibile, ma la carica di Sammet e soci è tale da far dimenticare questo dettaglio.
In effetti l'apertura affidata ad "Under The Moon" è forse una mossa azzardata, ma la riuscita è buona e il pubblico gradisce. Si continua con "Mysteria" che ha il difetto di porre in evidenza i limiti della voce ancora fredda di Tobias, ma con la successiva "Navigator" pare che il singer sia finalmente pronto a regalarci una prestazione completa.
E' tempo di scaldare gli accendini con la ballad "Land Of The Miracle", e da questo momento in poi le corde vocali dei presenti non vengono risparmiate, vista l'enfasi con cui partecipano ai cori di tutti i pezzi; in diretto contrasto con l'atmosfera appena creata viene proposta "Lavatory Love Machine", pezzo rockeggiante in cui sfocia tutta la vena ironica del gruppo.
E arriviamo al "caso Babylon". Quando viene annunciato un pezzo di "Theater Of Salvation" il pubblico esplode in un boato gridando a gran voce "BABYLON,BABYLON". Al che Tobias fa presente che il brano non è in scaletta (come documentato nell'immagine in fondo al report n.d.r.), ma in accordo con i compagni decide di inserire il brano richiesto, precisando che il gruppo è lì per suonare i brani che piacciono al pubblico. Finita "Babylon", aggiunge ironicamente:

Italiani, adesso possiamo suonare le canzoni che avevamo scelto noi?

E da qui si riprende la scaletta originaria con "The Headless Game", un divertente assolo di batteria ad opera di Felix Bohnke che va da base ritmica ad una registrazione della marcia imperiale di Guerre stellari, "Fallen Angels", "Vain Glory Opera", e dopo una breve pausa la lunga "The Piper Never Dies".
Il concerto si chiude una prima volta sulle note del singolo "King Of Fools", per poi riaprirsi con una breve parentesi del lavoro svolto per Avantasia, l'intro e "Chalice Of Agony". Si chiude, stavolta davvero, con "Tears Of The Mandrake". L'inserimento di "Babylon" è purtroppo costato il posto ad "Out Of Control", pezzo di ugual bellezza ma che sicuramente chiuso il concerto in maniera più incisiva rispetto a come è andata.


Scaletta Edguy:

01 Intro
02 Under The Moon
03 Mysteria
04 Navigator
05 Land Of The Miracle
06 Lavatory Love Machine
07 Babylon
08 Headless Game
09 Drum Solo
10 Fallen Angels
11 Vain Glory Opera
12 The Piper Never Dies
13 King Of Fools

14 Avantasia Intro
15 Chalice Of Agony
16 Tears Of A Mandrake


Scaletta Originale

 

Gu! up your life!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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