EUROPE + MANTRA
Alcatraz - Milano
10/03/2005
REPORT
Zorro11 &
Poisoneye
PHOTO
Poisoneye
E' dall'anno scorso, dopo aver appreso che il tutto esaurito mi avrebbe impedito
di assistere al grande concerto di reunion degli Europe, che attendo impaziente
di osservare dal vivo la grandissima formazione scandinava, la quale, a cavallo
tra gli anni ottanta e novanta, ha riscosso un successo che definire planetario
è davvero poco, il tutto trascinato da una serie di autentiche perle che hanno
segnato in maniera indelebile la storia dell'intramontabile hard melodico.
Opening acts della serata, con estremo piacere del sottoscritto, sono gli italianissimi
Mantra, hard-rock band emiliana tornata da poco agli onori della cronaca per la
pubblicazione di "Hard Times", secondo album della propria discografia, che trovate
recensito dal sottoscritto all'interno dell'apposita sezione. Sono le 20.20 circa
quando Jacopo Meille, carismatico frontman del gruppo (e udite udite, da poco
anche singer ufficiale degli storici Tygers Of Pan Tang!), sale sul palco accompagnato
dai propri compagni di avventura, che danno inizio, con la vibrante "Dirty River",
ad una serata che promette davvero scintille. Il repertorio on-stage dell'esibizione
è ovviamente incentrato sui brani provenienti dai due dischi ("Roots" e soprattutto
il già citato "Hard Times") propri degli acts tricolore, canzoni che dal vivo,
come nel miglior spirito del rock con la "R" maiuscola, guadagnano ovviamente
una particolare carica adrenalitica e di coinvolgimento.
E' proprio su questa
falsa riga che il concerto entra nel pieno del proprio svolgimento, trainato in
maniera decisamente azzeccata da songs come "Red Oak Wood" e "The Big Wave", composizione
che attendevo fiducioso al varco della prova live, e che mi ha ripagato in maniera
del tutto soddisfacente grazie al suo grande chorus assolutamente anthemico, ottimo
per invitare al canto il pubblico accorso per l'occasione. Il singer Jacopo Meille,
assolutamente in grande spolvero, mette sul banco una prova vocale di assoluto
impatto, sorretto a dovere dal resto della band in cui spiccano, neanche a dirlo,
le ritmiche incisive del noto axeman tricolore Gianluca Galli.
La prova dal
vivo si conclude con l'esecuzione delle recenti "Dark Rising" e "Family Man",
due songs che chiudono in maniera dovuta ed azzeccata una prova sicuramente positiva,
che ha visto nella scarsa durata l'unica pecca davvero degna di nota (e questo
di certo non per volere del gruppo). Peccato, perché la mia passione per l'esibizione
della nostra band italiana mi aveva davvero coinvolto.
[Zorro11]
Setlist
01. Dirty River
02. Red Oak Wood
03. Kick My Mind
04. The Big Wave
05. Dark Rising
06. Family Man
Con qualche minuto
di ritardo rispetto a quanto comunicato ecco la band salire sul palco, subito
la folla è in delirio e soprattutto le prime file si scatenano sulle note di "Got
To Have Faith", brano d'apertura anche dell'ultimo album. L'impatto è buono anche
se qualche problema audio è riscontrabile durante le prime tre canzoni dello show,
che scorrono comunque restituendoci un gruppo apparentemente in forma. E' infatti
da "Wings Of Tomorrow" in poi che il famoso singer svedese comincia ad accusare
cali vocali che incidono non poco nell'interpretazione delle successive tracce.
Se questo fattore, per certi versi, "disturba" l'esibizione della band, è doveroso
ammettere l'estrema professionalità di ognuno dei membri di questo gruppo che
dal 1983 (anno d'esordio con l'omonimo album) ad oggi ha sicuramente acquisito
l'esperienza necessaria per sopperire a questo tipo di problemi nel migliore dei
modi. Il coinvolgimento del pubblico è totale tanto che "Carrie" diventa il più
intimo momento della serata, una sorta di incontro tra amici che vede Tempest
dettare ritmo ed accordi con la chitarra ed il pubblico cantare l'intera canzone
come se il tempo non fosse passato. I brani tratti da "Start From The Dark" costituiscono
buona parte della scaletta che pur presentando brani indimenticabili come "Wings
Of Tomorrow", "Superstitious", "Rock The Night" e "Seven Doors Hotel" è priva
di alcuni pezzi che forse la maggior parte dei presenti avrebbero gradito (come
ad esempio la datata "Stormwind" oppure "On Broken Wings" o ancora "Prisoners
In Paradise"). Nonostante ciò credo che la prestazione offerta in questo ennesimo
"Sold Out" degli Europe (nonostante i problemi vocali evidenziati) credo possa
essere definita più che soddisfacente considerando anche il fatto che stiamo parlando
di ottimi musicisti che ancora una volta hanno dimostrato tutta la loro passione
per quella musica che oramai sembra essere soltanto un bel ricordo ma che molti
la vivono ancora come se nulla fosse cambiato.
"Cherokee" e "The Final Countdown"
regalano le ultime, fortissime emozioni che lasciano sul viso dei presenti quell'espressione
felice, leggermente nostalgica che tra gli applausi accompagna l'inchino dei cinque
al pubblico di Milano.
[Poisoneye]
Setlist BIS 14.
Seven Doors Hotel
01. Got To Have Faith
02. Ready Or Not
03. Superstitious
04. America
05. Wings Of Tomorrow
06. Hero
07. Wake Up Call - Instrumental
Break
08. Girl From Lebanon
09. Start From The Dark
10. Carrie (Acoustic)
11. Flames
12. Yesterday's News
13. Rock The Night
15. Cherokee
16. The Final Countdown