FLIPPAUT
FESTIVAl DAY 2
Arena Parco Nord - Bologna
13/06/2004
REPORT
ColdNightWind
PHOTO ColdNightWind, nihil_il_druido
E' una domenica come tante quando, una volta alzato dal letto e ripresa conoscenza,
capisco di dover affrontare almeno due ore di strada per recarmi a Bologna,
dove in giornata si svolgerà la 2° giornata del Flippaut Festival.
Senza perdere tempo carico un amico e salgo in macchina dirigendomi a tutta
velocità verso l'Arena Parco Nord. A peggiorare ulteriormente la mia
pessima condizione fisica ci si mette pure un bel temporale estivo in piena
regola che ci accompagna lungo tutto il tragitto mettendomi nella condizione
di "visibilità zero", dato che sono almeno tre mesi che mi
dico "penso che dovrei cambiare questi tergicristalli".
Vuoi per fortuna o per le mie innate abilità di pilota arriviamo con
largo anticipo all'Arena e il tempo ci concede un attimo di pausa giusto per
permetterci di godere a pieno dell'accoglienza "fangosa" fuori dai
cancelli del festival. Una volta recuperati i pass e dopo esserci fatti breccia
tra pubblico e security inauguriamo la giornata con un SANISSIMO ma quantomeno
ambiguo Pane Salamina e Verdure generiche.
Oltre a qualche stand sparso qua e là l'accoglienza al Flippaut non
sembra delle migliori e vista l'assenza di un benché minimo riparo
rivolgiamo le nostre preghiere a Manitù per scongiurare il pericolo
pioggia, ma sarà tutto vano.
Dopo un ampio giro dell'arena e dopo qualche minuto di sano riposo sulle umide
colline dell'arena il primo di una lunga trafila di gruppi sale sul palco
ed è tempo di dare inizio a questa lunga giornata all'insegna del rock
alternativo.
[KAITO] - JUMP TO OFFICIAL WEBSITE
Salgono sul palco gli inglesi Kaito, band di 4 elementi composta da due ragazzi
e due ragazze.
Il già difficile compito di scaldare gli animi tra il pubblico viene
reso ancora più complesso dall'evidente stato di timidezza nel quale
i quattro giovani sono caduti.
La band propone un genere musica decisamente alternativo che non riscuote
molto successo tra la folla, un ibrido di post-punk e post-grunge stracolmo
di sperimentazioni e di idee stravaganti che in Inghilterra probabilmente
faranno molto "cool" ma che qua lasciano piuttosto perplessi.
A cominciare dalle improbabili linee vocali adottate dalle due voci femminili,
composte da gridolini e contro-gridolini,da composizioni decisamente lontane
da quello che ho imparato a definire con il termine "orecchiabile".
Come se non bastasse i molteplici e sempre più improbabili effetti
sparati dalla chitarra solista compongono un mix bizzarro che lascia il pubblico
tra il basito e lo sconcertato, rendendolo in grado solo di farsi scappare
qualche timido applauso tra un pezzo e l'altro giusto per "incoraggiare"
il gruppo.
C'è da dire che la loro proposta è decisamente originale, ma
c'è ancora molto da lavorare per poter puntare su di una fetta di pubblico
più grossa e per riscuotere qualche successo.
Sono giovani, cresceranno.
VOTO: 4
[TV
ON THE RADIO] - JUMP TO
OFFICIAL WEBSITE
Dopo una sonoro sprazzo di pioggia che spinge molta gente a riparasi dove
gli capita o ad acquistare dei discutibili "poncho" salgono sul
palco i Tv On the radio.
Dopo i pessimi presupposti espressi il gruppo, formato da quattro ragazzi
di colore ed un chitarrista bianco, ha l'ingrato compito di risollevare le
sorti di un Festival cominciato piuttosto male.
E fin dalle prime note tratte dal loro nuovo album "Desperate Youth,
Blood Thirsty Babes" si capisce che il combo sa veramente il fatto suo.
Proponendo un rock di chiaro stampo alternativo e reintrepretando il buon
vecchio Soul i Tv On The Radio smuovono il pubblico del Flippaut ed è
un vero piacere sentirli e vederli suonare.
Anche se il gruppo si lascia andare a solismi piuttosto ripetitivi la loro
prestazione è decisamente convincente e sopra la media. Mostrando persino
una certa spigliatezza sul palco e lasciandosi a loro volta abbandonare dalla
loro stessa musica.
Un ottima esibizione, la quiete dopo la tempesta.
VOTO: 7,5
[THE SERVANT]
I Servant salgono sul palco mentre in cielo un timido sole si fa largo tra
le nubi colme di pioggia confortando il pubblico presente.
I quattro inglesi capitani da Dan Black, voce dei Placet Funk, propongono
un rock-pop dall'ascolto facile facile che passa però completamente
inosservato senza lasciare la benché minima traccia.
L'unica nota colorita dell'esibizione sta appunto nel frontman,che corre come
una molla su e giù per il palco e sfodera espressioni degne del miglior
Jim Carrey ma forse non propriamente adatte al genere proposto.
Come accade per ogni esponente della musica pop attuale ogni suo singolo passo
o frase è meritevole di risate e applausi da parte delle giovani ragazzine
in delirio. Ma nulla più.
Anonimi.
VOTO: 6
[THE
ZUTONS] - JUMP TO OFFICIAL
WEBSITE
Cambia gruppo e cambia musica. E che musica ragazzi!
I sei componenti degli Zutons invadono il palco dell'Arena Parco Nord contando
tra le loro file la sassofonista Abi Harding e un corista d'eccezione: il
batterista Sean Payne infortunatosi ad una mano ed impossibilitato a suonare.
L'esibizione prende vita da un rullante "aggiuntivo" suonato dal
cantante e chitarrista della band David McCabe e da queste note prende vita
la loro musica.
Tra un estasi di rock ispirato agli anni 70'/80' e delle chiare influenze
Jazz gli Zutons ci presentano il loro album d'esordio intitolato ""Who
Killed The Zutons?" e il riscontro tra il pubblico è dei migliori.
Oltre che un gradevole spettacolo sul palco la band si districa agilmente
tra improvvisazioni e solismi.
I brani convincono tutti dal primo all'ultimo risultando interessanti e dal
facile ascolto, merito anche della splendida voce del singer David autore
di una prestazione impeccabile.
Gli Zutons vincono il premo come rivelazione del giorno e gli applausi per
loro a fine concerto sono decisamente meritati.
Eclettici, un trionfo di musica.
VOTO: 8
[YOUNG
HEART ATTACK] - JUMP
TO OFFICIAL WEBSITE
E' il
trionfo degli anni 80' quando sul palco salgono gli americani Young Heart
Attack. Ispiratissimi all'hard & heavy che negli eighties spopolò
hanno il merito di dare una sana scossa e di spargere adrenalina sul palco.
Grande grinta sul palco, i cinque americani saltano e corrono sul palco come dei dannati. Si mette particolarmente in luce il chitarrista solista, non propriamente di giovane etą, che rischia pił e pił volte il capitombolo mentre salta gli amplificatori.
Una nota di demerito va alla musica da loro proposta, poco incisiva e alla
lunga decisamente ripetitiva e stucchevole.
Un divertente "stacco" risari componenti del gruppo corrono, saltano
e si muovono senza risparmiarsi.petto al tema proposto nel corso della giornata,
una valida alternativa per farsi quattro salti in compagnia.
VOTO:
6
[TRE
ALLEGRI RAGAZZI MORTI] - JUMP
TO OFFICIAL WEBSITE
I Tre
Allegri Ragazzi Morti sono l'unico gruppo italiano presente quest'oggi e il
pubblico da questa formazione punk-rock si aspetta una bella performance divertente
e gradevole.
Ed i tre mascherati ci mettono del loro, guidati da un Toffolo alla voce piuttosto
statico ma esilarante negli intramezzi tra un pezzo e l'altro tipici dei loro
concerti. Con voci e controvoci in falsetto unite ad una pronuncia quantomeno
approssimativa del nostro italiano il singer ci introduce al tema espresso
da ogni canzone.
Ma ciò non basta, musicalmente lo show risulta piuttosto piatto e alla
lunga delle canzoncine facili facili non rimane granchè.
Come di consueto il gruppo conclude lo show senza maschere ma la musica non
cambia. Un plauso va all'inventiva di Toffolo (che riesce a far ballare il
liscio a diverse persone tra il pubblico) e al suo carisma, per i Tre Allegri
Ragazzi Morti un concerto senza infamia e senza lode.
"FFFFFacille rockanroll!"
VOTO:
6
[THE VEILS] - JUMP
TO OFFICIAL WEBSITE
I The Veils si rivelano la risposta del nuovo millennio agli Oasis, dando
una boccata d'ossigeno alla wave del rock britannico dopo il bum dei Coldplay.
Senza contare su di una presenza scenica particolarmente efficiente i cinque
membri del gruppo pensano a fare il loro lavoro di musicisti sfornando pezzi
di vario genere e dai toni decisamente forti, di un emotività più
unica che rara.
Si mette in risalto il singer della band, grazie a qualche trovata particolarmente
riuscita ed un buon dialogo col pubblico.
Da segnalare le ballad da loro proposte, che sembrano riuscire particolarmente
bene ai brittanici con le quali conquistano non poche persone tra il pubblico.
Un concerto pulito e senza smagliature, una nuova proposta che gli amanti
del genere non devono aspettare a conoscere.
VOTO: 7,5
[JET] - JUMP TO OFFICIAL
WEBSITE
Salgono sul palco gli australiani Jet, forti dei loro
successi tutt'ora in rotazione sulla music television nazionale.
Il gruppo propone un rock di facile ascolto, dalle sottili smagliature melodiche.
E i 5 partono alla grande, facendo breccia tra i cuori del pubblico con le
loro canzoni allegre, ma è fin troppo facile annoiarsi dopo qualche
pezzo per andarsi ad accomodare sulle colline dell'arena.
Non contando su diuna presenza scenica particolarmente efficace, i Jet puntano
tutto sulla musica. E quando anche questa viene a mancare è difficile
riuscire a convincere la gente tra il pubblico.
Buona musica, ma una prova incolore.
VOTO: 6,5
[THE
RASMUS] - JUMP TO OFFICIAL
WEBSITE
Dopo aver tanto sentito parlare di loro, dopo che in
tanti tra i più critici del settore hanno avuto modo di sparlare su
di loro, ho finalmente avuto modo di poter valutare di persona le effettive
potenzialità del combo finlandese.
Il dark rock da loro proposto è di facile presa pur essendo ben strutturato
ed elaborato nelle sue, pur semplici, sfumature. I The Rasmus hanno il grande
pregio di non limitarsi a proporre i pezzi tratti dal loro ultimo album "Dead
Letters", campioni d'incassi in buona parte del globo, ma hanno il giusto
"coraggio" per proporre molti pezzi dei loro album passati e meno
noti ai più.
Oltre che alle tre hit "In My Life", "First Day Of My Life"
e "In The Shadows" i finlandesi rispolverano il loro passato: "F-f-f-f-falling",
"Bullet" e "Liquid" si dimostrano pezzi degni di nota
e meritevoli di maggiore ascolto.
Ad aumentare ulteriormente la qualità della loro prestazione si aggiunge
un mixaggio praticamente perfetto ed una prova al limite della perfezione,
senza la benchè minima smagliatura od una tanto attesa "stecca"
da parte del cantante.
Che tutte le malelingue su di loro siano infondate? Che non siano solo quella
"boyband" che tanto imperversa tra le ragazzine?
Non lo so, sicuramente i The Rasmus sono stati una gradita sorpresa.
E chi se l'aspettava?
VOTO: 8
[MORRISSEY]
- JUMP TO OFFICIAL
WEBSITE
Con il calare della sera sul palco del Flippaut Rock
Festival è tempo di dar spazio ai due headliner della serata.
Il primo non è nient'altro che mr. Morrissey, ex singer degli storici
Smith.
L'enorme scritta luminosa raffigurante il suo nome fa capolino dietro agli
strumenti, e quando il concerto ha inizio un'enorme folla di gente di mezz'età
va completamente in delirio. Lasciando sprofondare questo giovane ragazzino
capellone (Si, sto parlando di me stesso.) nella sua completa ignoranza.
E quando il singer fa il suo ingresso sul palco è il delirio. Morrissey
si presenta con un elegante vestito colorito da sera, con una foglia di fico
appesa davanti ai gioielli di famiglia. Con la sua arroganza e malizia il
frontman si dimostra assolutamente insuperabile, una vera mina vagante sul
palco. Sembra poi prendersela con gli altri headliner della serata, sminuendoli
di continuo con espressioni inorridite e battutine sottile di tipico stampo
inglese.
Con grande eleganza e classe i suoi "man in black" agli strumenti
fanno da delicato contorno per le atmosfere delle sue canzoni, forti della
musica rock degli anni 70 con impercettibili influenze al rock odierno.
Composizioni romantiche e melodiche per refrain orecchiabilissimi che il pubblico
del Flippaut grida a squarciagola.
Per me un'assoluta nuova scoperta che mi ha lasciato decisamente spiazzato.
Per tanti altri una continua conferma delle grandi potenzialità di
questo singer e delle sue canzoni.
Un uomo, un mito! Up the eighties!
VOTO: 8,5
[MUSE]
- JUMP TO OFFICIAL WEBSITE
Lo scenario sul palco dell'Arena Parco Nord muta completamente
per l'esibizione del gruppo headliner della giornata, i Muse.
Giunti al loro terzo album "Absolution" gli inglesi sono oramai
alla fine del loro tour e ben presto rientreranno in studio per il loro quarto
album, sperando sia l'ennesima conferma del loro potenziale.
L'atmosfera "spaziale" che prende vita sul palco incuriosisce il
pubblico che spinge per farsi posto sotto al palco (da notare che pur non
disponendo di un pass foto mi sono immolato tra il pubblico per fornirvi qualche
foto della manifestazione, cosa non si fa per i propri lettori!).
Con il palco colorato da mille luci e colori salgono sul palco i Muse, ed
alle loro spalle dominano gli "omini" della copertina di Absolutino.
Il trio inglese si dimostra in grandissima forma, con un Mattew Bellamy particolarmente
ispirato che non perde occasione di dare spettacolo con la sua chittara e
dietro la luminosa (a chi non ha ricordato kit di Supercar?) postazione per
la tastiera.
Oltre che un grande spettacolo di musica dedicato al rock più duro
e alle romantiche atmosfere sul palco ha preso vita un vero spettacolo pirotecnico,
fatto di immagini proiettate sul tendone dietro ai tre musicisti e, successivamente,
trasmesse direttamente da delle colonnine che dominano l'atmosfera.
A rendere lo spettacolo ancora più colorito ci sono delle telecamere
posizionate sul palco che ci mostrano da più "vicino" l'operato
dei tre. In particolare seguono il buon Bellamy, che a fine concerto decide
di buttare una cassa per terra e di suonarci sopra. E' il delirio.
Di fronte ad una folla in esasti i Muse propongono i loro più grandi
successi: dal più datato "Sunburn" passano a "Origin
Of Simmetry" con "New Born", "Bliss", "Plug
In Baby" e la devastante "Citizen Erased". L'esibizione è
dedicata a proporre brani dall'ultimo "Absolution": "Sing For
Absolution", "Apocalypse, Please", "Time Is Running Out"
e "Hysteria" dominano la scena.
Unica pecca di quello che rimarrà nella mia mente come una delle migliori
esibizioni dell'anno, sta nella presenza scenica dei tre. Non particolarmente
loquaci e spesso fermi nelle loro postazioni. Ma poco male, i Muse hanno dato
piena conferma delle loro enormi potenzialità confermandosi come una
delle migliori band del settore.
Un grande spettacolo, l'estasi della bella musica e del rock alternativo made
in england.
Mi spiace solo che qualcuno di voi se lo sia perso.
VOTO: 9,5
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