GRAVE
DIGGER
WHITE SKULL
Transilvania Live - Milano
20/01/2004
REPORT
Nyarlatothep
& Flames Of Hell
PHOTO
Nyarlatothep & Flames Of Hell
Prologo
Aspettavo il concerto dei Grave Digger
con una certa attesa: è infatti dalla mancata esibizione a luglio (causa temporale
improvviso) al Valpollicella Metal Fest che attendo per verificare la resa, dopo
ben vent'anni di carriera, del combo teutonico.
Il Transilvania Live è la
locazione scelta per l'esibizione dei power metallers tedeschi: il locale risulta
accogliente ed accattivante, con un palco di discrete dimensioni e un arredamento
degno di un film horror. Peccato che il servizio bar tenti di spacciare acqua
colorata per birra: con un pubblico come quello metal una scelta sicuramente errata.
Fra una chiacchiera e l'altra arriva velocemente il tempo dell' inizio del concerto:
largo alla musica quindi!
[Flames Of Hell]
WHITE
SKULL
Dopo la buona prestazione di un paio settimane fa alla Sfinge
Metal Pub di Brescia rivedo sul palco i White Skull: a seguire l'intro partono
le note di "Tales From The North"ed esplode l'entusiasmo del pubblico!
Sarà
questa infatti la costante di tutto il concerto dei White Skull: da una parte
il combo italico fautore di una prestazione eccellente, dall'altra il pubblico
che, seppur non numeroso, incita, si agita ed applaude i propri beniamini.
Sono infatti canzoni come "Asgard", "The Roman Empire", "Cleopathra" e "Gods Of
The Sea" a far esplodere i presenti complice anche una prestazione eccellente
del singer Gus che stasera convince appieno anche sulle vecchie canzoni del gruppo.
Dall'ultimo album vengono pescate "The Dark Age", che dà il titolo all'album,
e "Grand Inquisitor" che a mio parere è una delle song più belle dell'ultima fatica
di Tony "Mad" e compagni.
Da sottolineare come il nuovo bassista Fabio Manfroi
sia entrato alla grande nella famiglia White Skull, anche se difetta ancora di
un po' di grinta sul palco: al contrario i due axe-men Tony e Danilo ed il potente
Alex Mantiero dietro le pelli regalano qualità e spettacolo nota dopo nota, il
pubblico gradisce e ripaga con sentiti applausi.
Ancora una volta i White
Skull ci hanno fatto capire che i Italia, in fatto di metal, non siamo secondi
a nessuno e non possiamo che essere fieri di avere band di questo spessore nel
nostro bel paese.
[Flames Of Hell]
Scaletta:
Intro
Tales From The North
The Killing Queen
Grand Inquisitor
Asgard
The Roman Empire
Cleopathra
The Dark Age
Bis
Gods Of
The Sea
GRAVE DIGGER
Dopo che gli White Skull hanno finito
di scaldare il pubblico, ecco arrivare i Grave Digger di Chris Boltendhal, in
piena fase di promozione del loro ultimo album, "Rheingold", ormai nei negozi
da quasi un anno. Ci avevano promesso fuoco e fiamme, avevano dichiarato di volersi
rifare dello show cancellato per pioggia lo scorso luglio. Ciò che ci è stato
presentato è ben lontano dalle promesse.
La scaletta è interessante, va a
pescare dalle pietre miliari della produzione della band attraverso tutti i ventidue
anni di carriera di Chris e soci, ma il gruppo sembra mancare di mordente. L'effetto
è un po' deludente: sembra che manchi il basso, e la chitarra è poco impegnata.
Inoltre molte canzoni risultano rallentate. Infine, sicuramente i suoni si sarebbero
potuti calibrare meglio.
Poco da segnalare sullo svolgimento: liscio, regolare,
con Chris che ogni due canzoni tentava di animare il pubblico a suon di "Non vi
sento!" Non che il pubblico fosse poco interessato o partecipe, solo che oltre
un certo livello non si riusciva proprio ad andare. Così lo spettacolo è proseguito
senza particolari alti nè bassi, in una successione di pezzi che lascia non pochi
dubbi sulle ragioni di determinate scelte.
Ma è anche vero che i Grave Digger
sono sempre i Grave Digger, un gruppo che da ventidue anni influenza, in qualche
modo, almeno una sfera della scena Metal. E questo significa qualità, significa
un notevole coinvolgimento, significa divertimento per il pubblico. E poco importa
se qualcuno tra i presenti non trovava di meglio da fare che lanciare improperi
al gruppo ogni volta che veniva annunciata una canzone dell'ultimo album: vorrà
dire che i nostalgici di tempi ormai andati ancora esistono. E si godono di meno
i concerti.
[Nyarlatothep]
Tracklist:
01
- The Ring (Intro)
02 - Rheingold
03 - Dark Of The Sun
04 - Son Of
Evil
05 - Valhalla
06 - Battle Of Bannockburn
07 - The House
08
- Under My Flag
09 - The Grave Dancer
10 - Lionheart
11 - Maidens
Of War
12 - Excalibur
13 - Sword
14 - The Grave Digger
15 - Morgane
Le Fay
16 - Knights Of The Cross
17 - Twilight Of The Gods
18 - Rebellion
(The Clans Are Marching)
19 - The Round Table (Forever)
20 - Heavy Metal
Breakdown