Hard Sounds Metal Fest 2003

La Sfinge Metal Pub - Brescia
24-25/10/2003

REPORT E PHOTO Barbaro Epico, ColdNightWind, Eomer, Nyarlatothep, Poisoneye, Flames Of Hell

 

 

 

 

 

 

 

DAY 1
TRAGODIA
BLOODY MARY
SOULTAKERS

DAY 2
CHARIOT
SILENCE
SECRET SPHERE


Ad aprire la prima edizione del nostro festival sono stati i Tragodia, ottima band nostrana ormai ben nota non solo a livello locale.
Col loro neo gothic metal potente e diretto questi ragazzi ci hanno ormai abituato a buone prestazioni live, intriganti e coinvolgenti.
I pezzi presentati sono sette, si spazia dal primo demo al secondo e oltre con brani nuovi in cui è sempre evidente lo stile compositivo avvolgente proprio della band.
Nonostante evidenti problemi con i suoni, lo spettacolo va in crescendo (grazie anche alla progressiva risoluzione dei citati problemi): dall'inedita "The Hope And The Cross" a "The Desert Call", tratta dal secondo demo, per poi presentare "Love Among The Ruins", suonata dal vivo per la seconda volta (la prima era stata in occasione della premiazione del concorso di BRESCIA ON LINE).
E' poi la volta di "The Promethean Legacy", definita dal vocalist "Tragos" Maffeis come la canzone che più rappresenta ciò che il gruppo è e vuole essere, seguita da "With The Feeble Flame Of Passion", che il chitarrista Francesco Lupi descrive come la più rappresentativa, invece, del passato del gruppo: prima canzone da loro composta, è stata inserita nel promo e poi riedita nel primo demo.
Tocca poi ad un altro inedito, "Of Golden Hours", per poi avviarsi alla chiusura con "Painland", ancora una volta dal secondo demo.
La prestazione del gruppo è stata come al solito più che soddisfacente, e Francesco ci ha confidato di essere stato appagato dalla serata: "Suonare ad un festival", dice, "E' tutt'altra cosa rispetto ai normali concerti. L'atmosfera era buona, i gruppi bravi e molto simpatici, senza quelle tensioni che facilmente nascono quando suonano più bands."
"Inoltre", ha aggiunto, "Siamo stati trattati benissimo, sopratutto dai collaboratori del sito che ho conosciuto. E' una bella squadra, c'è gente valida e molta voglia di fare".
A questo punto, non possiamo fare altro che arrossire, ringraziare per i complimenti, ed augurare buona fortuna a questi ragazzi per i loro prossimi lavori, sperando in una florida e costante collaborazione.
[NYARLATOTHEP]


E' appena finito lo show dei Tragodia e davanti alle transenne a ridosso del palco cominciano ad arrivare le prime ragazze per seguire l'esibizione dei Milanesi Bloody Mary.
Non che gli occhi siano rimasti fissi su di loro ma di certo le fedelissime del gruppo hanno contribuito a scaldare le anime del pubblico ballando e cantando per tutto il tempo.
Eh, già...infatti il dark-wave dalle sinuose venature gotiche delle canzoni affascina, entusiasma e contagia i presenti che sono letteralmente catturati dalla prova del quintetto.
Una volta saliti sul palco sorprendono anche il sottoscritto per la capacità di dominare la scena che occupano all'interno del locale, e soprattutto Aldebran, il cantante, spicca per l'impatto aggressivo ed anticonformista del proprio look. Ottima dunque la presenza scenica ma anche la parte più importante e gustosa della serata (le loro canzoni) è interpretata a meraviglia riuscendo nell'intento di dare vita ad una grande performance.
Cominciano bene presentando in apertura la prima canzone del loro "Rosemadder" del 2003. "Icy Blue" riesce infatti a rompere il ghiaccio con il suo incedere accattivante nella strofa prima di esplodere nel caldo e sensuale ritornello che convince tutti della bontà delle songs di loro fattura che seguiranno.
"It's Too Late" ne è la conferma e da questa canzone in poi molti si avvicineranno al palco per godere maggiormente della carica sprigionata dai Bloody Mary. La cavernosa voce del singer è accompagnata a dovere dalle rudi e metalliche distorsioni che costruiscono l'atmosfera in cui la band si scatena concedendo attimi davvero emozionanti.
Il pubblico, oltre all'esibizione, sembra aver apprezzato il momento dei saluti in cui sono stati regalati i demo cd a tutti gli interessati.
Complimenti davvero ai Bloody Mary che dal vivo dimostrano di trovarsi completamente nel loro ambiente ideale.

Scaletta:
-Icy Blue
-It's Too Late
-Little Sister
-Drops
-Before The Rain
-Cease To Burn...
-The 2nd
-Face To Face


[POISONEYE]


A chiudere il concerto ci sono i milanesi Soul Takers, che con il loro Gothic Metal raffinato ed emozionante hanno saputo darmi un ennesima conferma della loro tecnica e del loro impegno soprattutto in sede live.
Il concerto si apre con il primo estratto dal loro demo "Through The Silence Of Words", ovvero l'incantevole "Desert Dust" che conferma a pieno le doti della band. La voce di Gianluigi è calda ed emozionante e non da meno si dimostrano i suoi compagni grazie alla rabbia di Jorgy alla batteria, alla grinta di Francesca alla chitarra e di Andrea al basso ed alle profonde linee melodiche create da Federica al piano e da Yari al violino.
L'esecuzione dell'opener del disco è incantevole, gli unici problemi sono causati da un fastidioso fischio di sottofondo del microfono del singer causato da sconosciuti problemi non riscontrati durante il soundcheck. Nonostante questo incoveniente la band non si risparmia di certo ed esegue i rimanenti due brani estratti dal demo e ce ne regala tre nuovi come "Bitter and Unsaid", "Crawling" e "Promenade Into Oblivion". Ad essi alternano due cover come "Mr Crowley" del buon vecchio Osbourne e "Speak" dei Queensryche che scaldano e coinvolgono il pubblico nella loro maestosità d'esecuzione.
Ma i Soul Takers non si fermano qui, e dopo un rapido cambio di strumenti ci regalano un quarto d'ora d'inedito Set Acustico. La performance è veramente emozionante e i ragazzi ci offrono uno spettacolo di tecnica raro nel genere, unendo tutto il pubblico della serata nel melodioso e toccante canto di "Tears Of The Dragon". A questi ragazzi auguro veramente tanta fortuna perchè meritano veramente di fare tanta strada. A loro vanno i miei più sentiti complimenti ed al pubblico presente in sala quella sera rimarrà impresso a lungo il loro ricordo di questa grande serata piena di amici, musica ed emozioni.

Scaletta
- Desert Dust
- Bitter And Unsaid
- Speak (Queensryche)
- The Fakest Jest
- Crawling
- Promenade Into Oblivion
- Mr Crowley (Ozzy Osbourne)
- My Infinite
- Set Acustico: My Indifferent Argute Oddities
- Set Acustico: Tears Of The Dragon (Bruce Dickinson)
- Set Acustico: Sacrifice


[COLDNIGHTWIND]


A salire sul palco come primo gruppo della seconda serata sono i Chariot, chiamati in corsa a sostituire i Derdian. La band presenta al pubblico una scaletta mista, comprendente brani propri e cover storiche del panorama hard & heavy.
Sicuramente i pezzi più interessanti (anche se meno coinvolgenti perché meno famosi) sono stati quelli targati Chariot, e tra questi cito "Land Of Silence",che inizia con una suggestiva intro acustica per poi lasciare spazio all'anima più heavy della band, "Never Born" e "At Your Back", esempi perfetti che rappresentano al meglio il forte amore dei Chariot verso le sonorità hard rock dei Seventies e quelle successive della NWOBHM.
Il pubblico sostanzialmente sembra gradire a metà, soprattutto per quanto riguarda l'esecuzione delle cover: in "The Trooper" sono troppe le imprecisioni, così come nel medley tributo ai Deep Purple ("Highway Star", "Speed King" e "Black Night"), dove un cantato non molto adatto al tipo canzoni proposte non rende il giusto onore al valore della composizioni. Va molto meglio quando si tratta di tirare in ballo i Motorhead: "Ace Of Spades" è decisamente più compatibile con le corde vocali del singer ed il risultato finale solleva almeno in parte la qualità media dell'esibizione altalenante della band.
Da rivedere con un set più personale, dove i Chariot sanno sicuramente dare il meglio di sé.
[EOMER]


E dopo i gradevoli Chariot, il festival spalanca le porte ai Silence, band a me nota da poco ma che ha già saputo conquistare il mio interesse grazie a un roccioso heavy di fattura ottantiana, riletto con enorme personalità e soprattutto supportato da una grandissima presenza live, carismatica e travolgente come si conviene ad una band del genere. Il metallo d'impatto dei nostri è l'ideale per scaldare il pubblico, che purtroppo si becca un'altra bella nota sul registro in quanto si conferma in grado di scaldarsi soltanto con le cover, fottendosene dei bellissimi pezzi proposti dai nostri. E' la potente e british-style Night Singer ad aprire le danze, con il suo refrain ruffiano e il suo riffing possente, e a seguire i nostri mettono a segno un'ottima setlist, sfoderando grandi episodi che avevo già testato personalmente come "Words Full of Silence" o la sempre bella power ballad "In Thy Embrace…" (anche se a onor del vero preferisco la band nella sua veste più aggressiva e classicamente metallica). Il concerto è trascinato alla grande dal cantante Danny, indiavolato e autore di una performance davvero notevole, che lascia volentieri dimenticare qualche insignificante imperfezione tecnica: quello dei Silence è puro heavy metal, suonato dal vivo con grinta totale e spietata, e non solo, anche la perizia tecnica e l'esecuzione rimane pressochè perfetta. Una band che merita decisamente di più, magari sfruttando la provvidenziale ondata di true metal che sembra interessare la penisola, e che dal vivo trova la sua dimensione ideale, concludendo umilmente lo show con un tributo davvero ben fatto agli Iron Maiden ("Wasted Years" e "Hallowed be thy Name") e ai Manowar (Ma perché non suonare classici dimenticati come "Revelation" invece dell'abusata "Hail and Kill"? Vabè, torno nella mia tana…). Al di là di tutto, un ottimo concerto, biglietto da visita perfetto per una band che consiglio a tutti di seguire col mio stesso interesse!
[BARBARO EPICO]


Siamo così giunti alla fine della lunga e memorabile esperienza del primo "Hardsounds Metal Fest" e tocca alla perla nostrana dei Secret Sphere chiudere in gran bellezza questa due giorni di concerti.
Il tempo di controllare gli strumenti e di scambiare qualche veloce battuta col pubblico ed ecco che le luci di spengono e la base di "Life Part 1 - Walking Through The Dawn" ci introduce al concerto della band alessandrina. Le danze si aprono ufficialmente con la nuova "Still Here", pezzo duro e pienamente in stile Hard and Heavy che in sede live aumenta ulteriormente le sue potenzialità. Ramon risulta ottimo non solo come frontman strappando non poche risate al pubblico, ma anche la sua prestazione alla voce è veramente di alto livello e ce ne si accorge con la seguente "1000 Eyes Show" dove il singer mostra a pieno tutte le sue capacità, buona anche la prova di Aldo alla chitarra anche se infortunato ad un piede. Assolutamente sopra le righe si dimostra l'ottimo Luca Cartasegna alla batteria autore di una prestazione veramente notevole, ed è un vero peccato che abbia da poco deciso di lasciare la band, speriamo che il suo sostituto si dimostri ai suoi livelli!
Il concerto prosegue con l'esecuzione di molti brani tratti dal nuovo "Scent Of Human Desire" e con qualche piccolo salto nel passato più recente di "A Time Nevercome" con la bellissima "Under The Flag Of Mary Read" e con "Lady Of Silence". Viene proposta anche la old-power style "Age Of Wizard" tratta dal primo "Mistress Of The Shadowlight" ma la sua proposizione in sede live risulta piuttosto imperfetta, risultando forse il brano peggio eseguito della serata. I Secret Sphere però riescono a farsi perdonare alla grande regalando pezzi di grandissima caratura come la loro miglior ballad di sempre "More Than Simple Emotions", che ci regala uno dei momenti più emozionanti e "soft" della serata. A completare l'opera ci pensa l'eclettica "Life Part 2 - Daylight", raro lavoro di tecnica e grande dimostrazione di affinità all'interno della band: il concerto si conclude con la cover di "Long Live R'n'R" con la quale il gruppo manda in estasi il pubblico che canta a squarciagola l'orecchiabilissimo ritornello.
L'ottima prova del gruppo, alla quale vanno i nostri più sentiti ringraziamenti, è dunque la giusta ricompensa dopo tanto lavoro fatto per questo festival, il pubblico si è divertito e questa per noi è la soddisfazione principale che ci spingerà in futuro a svolgere tante altre di queste iniziative! Intanto vi rimandiamo alla data del 28 Novembre con Elvenking e Raising Fear, sempre che vi riteniate forti abbastanza...

Scaletta
- Life Part 1 - Walking Through The Dawn
- Still Here
- 1000 Eyes Show
- Under The Flag Of Mary Read
- Rain
- Desire
- Surrounding
- Runaway Train
- More Than Simple Emotions
- Age Of Wizard
- Life Part 2 - Daylight
- Lady Of Silence
- Long Live R'n'R


[COLDNIGHTWIND]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BACK