HIM
Piazza Duomo - Milano

07/03/2006

REPORT Rocknursey
PHOTO Rocknursey

 

 

 

 

 

 

Avvertenza: sono una fan degli Him e tutto quello che dirò in questo report potrà essere usato contro di me.

7 marzo, concerto degli Him! Era scritto sulla mia agenda, sul calendario, sulla lavagnetta magnetica. Era sei anni che aspettavo di vederli dal vivo, visto che gli dei mi erano stati avversi ogni volta che gli Him erano stati in tour in Italia. Questa volta invece, fosse cascato il mondo, dovevo esserci!
La mia avventura da perfetta fan incomincia lunedì 6 quando gli Him avevano previsto la loro comparsata a Trl su Mtv. Sì, avete capito bene, pure gli Him sono stati travolti dal meccanismo commerciale della tv che costruisce sogni. Vedo già le vostre facce contrariate, invece trovo che non ci sia da fare troppa falsa retorica.
In fondo non inganniamoci: gli Him sono diventati una band commerciale e il Love metal è un onirico specchietto d'allodola per giovanissime ragazzine col rossetto nero, le calze a righe e la Smemoranda zeppa di frasi tratte dal "Corvo".
E vogliamo parlare del frontman Ville Valo? E' una stupenda creatura nordica, di questi tempi decisamente in decadenza fisica , ma con uno sguardo abbastanza magnetico ed intrigante da conquistare schiere di quindicenni ( e non solo, io ne ho quasi ventidue accidentaccio!). Insomma, l'Heartagram vende abbastanza da riempire piazza Duomo di fans col naso all'insù, rivolto verso il balcone dal quale di lì a poco il magnifico finnico si sarebbe affacciato. Il loro sound è ricco di pathos ed emozione a volte forzata, a volte autentica e sono stati in grado di sposarla con una gran bella strategia di marketing. E io me la sorrido sotto i baffi mentre all'ombra del Duomo non scorgi nessuno che non sia vestito di nero. Anzi, uno c'è: un tizio vestito da Winnie the Pooh che trotterella tra i piccioni in cerca di bimbi con cui farsi fotografare. E' un'universo di ragazzini con la maglietta dei loro idoli venuti dal freddo, qualche Valo-wannabe con l'apparecchio per i denti, ragazzine sdraiate a terra a formare la scritta Him con i loro corpi, cartelloni di ogni genere, piccole opere d'arte frutto di pomeriggi di preparazione e bandiere della Finlandia che svolazzano. Ci sono pure un ragazzo e una ragazza mezzi nudi, con l'heartagram disegnato a pennarello sulla pelle. Comincio a pensare quanto sia azzeccato quel simbolo! Semplicemente geniale: oscuro e romantico allo stesso tempo e con una forma decisamente accattivante. Mentre mi rendo conto che anche io lo porto come screen saver del telefonino comincio a sentirmi vecchia in mezzo a tutti quegli adolescenti che han fatto taglia a scuola o che si sono staccati dalla gita scolastica ( è il caso di un gruppetto di Firenze) per sventolare i loro cartelloni. C'è gente da ogni parte d'Italia, si sentono accenti di ogni tipo. Roma, Torino, Palermo, Lecce, persino Olanda!
Delle ragazze di Sesto San Giovanni, Lecce e Udine fanno sventolare dei palloncini neri decisamente coreografici e mi dicono che gli Him sono il loro gruppo preferito seguiti a ruota dagli altri gruppi goth scandinavi.
Parola d'ordine è "Fateci salire" e a questo punto non saprei dirvi se è più forte il desiderio di conoscere gli Him oppure di avere i propri 15 minuti di celebrità in tv. Coi giovani d'oggi non si sa mai!
E il momento tanto agognato arriva. Un minuscolo Ville Valo si affaccia a salutare dal balcone la folla urlante. Chi è cecato come me lo riconosce dal cappellino nero che ormai è il suo marchio di fabbrica. E davanti a lui si apre un imbarazzante spettacolo di cartelloni scritti in finlandese dall'oscuro significato. E' un po' arrossendo sulla sua pelle chiarissima che Valo si rende conto davanti alle telecamere che in alcuni cartelloni ci sono messaggi in filnadese del tipo: "E' pronto il caffè" oppure "Ville mi devi 300 euro". Boh, i fans sono una strana categoria e mi spaventano anche un po'.
Dopo aver conosciuto quindi il variegato e inquitante popolo dei fans il giorno dopo è tempo di vedere gli Him in azione e qui sono note dolenti.
Per un attimo ho pensato di essere al concerto di reunion dei Take That. Una che sviene, l'altra che la portano via in barella, un'altra che piange. Forse l'unica che comprendo è quella che piange. In effetti il concerto comincia bene per poi perdersi in un'escalation di orrore. Sul palco si crea una bellissima atmosfera con i lampadari, le candele, i candelabri e l'heartagram che troneggia dietro di loro. Il pubblico esulta per ogni singolo pezzo. Propongono pezzi da tutti gli album, suonando proprio tutte le canzoni che volevamo sentire. Niente a che vedere con la delusione del Flippaut. Peccato che però non ci abbiano accontentato. Ho avuto serie difficoltà a riconoscere addirittura Poison Girl, la voce di Ville ha toccato punti in cui è risultata seriamente sgradevole. In più ha pensato bene di mollare il microfono alle fans in prima fila che hanno fatto tremare i muri dell'Alcatraz con acuti degni dei peggiori gatti in amore. Delusione, solo un'amara delusione. L'idea che gli Him davano mentre erano sul palco è che stessero suonando tanto per farlo senza metterci la passione necessaria e che l'unica cosa che li esaltasse fosse il calore fuori dalla norma dei fans che hanno cercato di premiare coinvolgendoli fin troppo. Non funziona così, non deve funzionare così. Il resto sono solo note stonate, voce approssimativa, duecento sigarette e la fiducia dei fans usciti dall'Alcatraz soddisfatti lo stesso.
Quello che mi dà fastidio è che gli Him sono una band che vale, una band che può dare mille volte di più e che lo ha dimostrato nei concerti precedenti. I fans non si devono accontentare degli occhioni di Valo che gracchia "Baby join me in death". La musica non è solo atmosfera, immaginario e magia. Sono anche accordi e armonia. Mi duole molto dire che il mio primo concerto degli Him mi ha deluso. Eppure questa è la verità. Ora, è meglio che me ne vada. Vorrei tanto avere ancora una Smemoranda sulla quale attaccare il biglietto da 25 euro del concerto e scrivere che ho assistito purtroppo ad un great rock'n'roll swindle. Chissà come andrà il concerto in Veneto? Spero che questo di Milano sia un episodio che non si ripeterà mai più, anche se in cuor mio spero di non perdermi un bel concerto, altrimenti significa veramente che mi porto dietro la maledizione degli Him!
[Rocknursey]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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