IAN PAICE + MIDNITE SUN
Music - Cologne (BS)
30/11/2005
REPORT
Raistlin
PHOTO
ColdNightWind
Serata di grande intensità al Music di Cologne (BS), dove fa tappa il mitico Ian Paice, batterista dei Deep Purple, accompagnato da una band creata ad hoc per l'occasione.
Ad aprire le danze ci pensano i Midnite Sun, giovane e promettente hard-rock band che stupisce tutti con un set completamente acustico. Considerando che il loro album di debutto, "Groovin' Sexplosion", gioca molto sull'impatto e sulla potenza sonora, ero molto curioso di vedere come i cinque musicisti avrebbero affrontato una prova acustica.
Devo dire che il risultato è a dir poco entusiasmante: i Midnite Sun non sbagliano un colpo, mettono l'anima nella loro prestazione, e regalano al pubblico quaranta minuti di grande, grandissima qualità. La band propone, dal proprio repertorio,
"Black Dna Woman", "Evidence", "The Day After", "Rock n' Roll Degree", e sopratutto la meravigliosa "Steal The Sun", che - sono pronto a scommetterci - farà furore ogni volta che verrà riproposta. Tutti i brani assumono un colore particolare, riarrangiati in questo modo: e la cosa splendida è che non perdono affatto... anzi, mettono in mostra ancora più chiaramente le doti di questo incredibile gruppo. Naturalmente non possono mancare un paio di cover, e allora ecco la classica "Lady In Black" degli Uriah Heep e, per concludere, l'immortale "Rockin' In The Free World" di Neil Young.
Diciamo pure che non poteva esserci band d'apertura migliore... e tutto il pubblico, infatti, risponde con entusiasmo. Grande prova, davvero.
Ma ora, signori e signore, rullo di tamburi... un boato esplode nel locale (stracolmo) quando Ian Paice e compagni salgono sul palco, e c'è da dire che i componenti di questa band creata per l'occasione non sono certo degli illustri sconosciuti. Troviamo infatti Matt Filippini e Nik Mazzuconi dei Moonstone Project rispettivamente a chitarra e basso; alle tastiere e all'Hammond, Gianluca Tagliavini della PFM, e alla voce il mitico Roberto Tiranti dei Labyrinth.
Con il primo colpo di batteria, non c'è ne più per nessuno. Paice è semplicemente un mostro, un marziano, un alieno... la potenza sprigionata dalla sua batteria è devastante, al pari della sua immensa tecnica. I brani dei Deep Purple si susseguono senza pause, e dopo l'estasi iniziale il pubblico si lascia catturare non solo da Paice, ma anche dal fenomenale Gianluca Tagliavini (raramente ho sentito un tastierista così incisivo), e dalla performance assolutamente pazzesca di un Roberto Tiranti in forma smagliante. "Fireball" e "Perfect Strangers" scaldano l'atmosfera, "Child In Time" è un inno sublime. "Speed King" travolge tutti, "When A Blind Man Cries" dona gocce di poesia.
Oltre ai componenti della band, sul palco si alternano alcuni ospiti, tra i quali spicca il mitico Alessandro Del Vecchio, tastierista degli Edge Of Forever, che duetta splendidamente con Tiranti. Vi confesso che per 3/4 del concerto sono rimasto come annichilito, un po' per la potenza fuori dal comune espressa dalla band (c'è anche da dire che il volume era un po' altino), e un po' per la tecnica e la bravura impressionante di tutti i suoi componenti. Quando parte "Highway Star", però, anch'io mi scuoto dall'estasi in cui mi ero rifugiato e canto a squarciagola insieme a tutti i presenti.
Un momento di grande, grandissima intensità, e contemporaneamente il tributo a un uomo che dietro la batteria ha saputo incidere a fuoco imprese leggendarie nella storia della musica. Quando lo show finisce, mi rendo conto di aver assistito a un qualcosa di assolutamente magico, di incredibilmente perfetto. E mi sento di definire questa serata rubando un aggettivo al mio collega ColdNightWind: ancestrale.