ILL
NIÑO
MELLOWTOY
New Age - Roncade (TV)
08/02/2006
REPORT AND PHOTO Daniele "Tormentor" Amato
Seconda tappa italiana per i latin metallers più celebri del globo,
gli Ill Niño. Dopo Bologna è la volta di Roncade, e l'accogliente
New Age si prepara a fagocitare un numero piuttosto considerevole di fan che
fin dai minuti successivi all'apertura porte popoleranno cospicuamente il
locale confermando l'affetto dei kids italiani per i sei statunitensi.
Il gruppo di supporto scelto per la triade di date italiane è rappresentato
dai milanesi MELLOWTOY che avevo già avuto
modo di vedere in azione circa un anno e mezzo fa a Bergamo di supporto ai
Fear Factory. L'impressione che mi avevano suscitato in quella sede, ne è
testimone il live report presente su queste pagine, fu decisamente negativa
e anche di più. Nonostante dunque partissi prevenuto ai massimi livelli,
c'è da dire che i sei ragazzi mi hanno stupito, in positivo. Sia a
livello musicale che di presenza scenica i progressi sono evidenti, sfoggiando
una compattezza sonora più che discreta e una tenuta di palco dei due
frontman Ale e Emi di buon livello. E' un nu metal pesantemente intriso di
rap quello dei Mellowtoy, che dal vivo sprigiona potenza e convince a più
riprese vista anche la positiva reazione del pubblico, partecipe fin dai primi
minuti. A riscuotere maggior successo è ovviamente la cover dei Duran
Duran "Save A Prayer", già buona su disco ma assolutamente
irresistibile dal vivo. I margini di miglioramento ci sono ancora, ma lo dico
con molta soddisfazione, stasera i Mellowtoy hanno confezionato un gran bel
concerto.
Sono le 22 e 30 passate da pochi minuti quando una breve intro permette agli
ILL NIÑO di salire sul palco e dare il
via alle danze con la terremotante "This Is War", opener dell'ultimo
entusiasmante "One Nation Underground". La band è in forma
e i suoni sono più che buoni, voce di Machado compresa. Cristian e
compagni danno il meglio di sè fin dalle prime battute, anche per merito
di una scaletta davvero impressionante che ha visto susseguirsi in rapida
successione tre classici come "I Am Loco", "How Can I Live"
e "God Save Us". Le perplessità che mi erano state riferite
sul conto della resa sonora dal vivo sono scomparse di fronte ad una prova
energica e travolgente con la quale gli Ill Niño hanno tenuto fede
al proprio monicker, un vero ciclone che non fa prigionieri. Sugli scudi la
coppia percussiva composta da Dave Chavarri e Danny Couto, potente, precisa
e coesa, una vera goduria (soprattutto per quanto riguarda Couto; dimenticatevi
gli inutili percussionisti degli Slipknot, questo ha più volte oscurato
per intensità e ritmo lo stesso Chavarri), ben supportata dal lavoro
pulsante di Laz Pina e dalle chitarre di Paisante e Luster, musicista che
ho rivalutato completamente, in positivo of course, ricco di feeling e di
presenza scenica e ottimo anche nelle parti acustiche a lui totalmente affidate.
Buona anche la prova del frontman Cristian (che si è esibito indossando
un giubbotto antiproiettile, e non è il primo. Psicosi post Dimebag?)
sia nelle parti pulite che growl, che ha intrattenuto il pubblico tra un pezzo
e l'altro parlando quasi esclusivamente in spagnolo e non ha risparmiato battute,
mentre i brani sono stati spesso introdotti o conclusi con brevi jam session
rendendo ancor più suggestivo l'insieme sonoro dei nostri. La scaletta
è qui sotto e non mi va di ripeterla. Molti pezzi da "Revolution/Revolucion",
abbastanza da "One Nation Underground" e pochi da "Confession",
ma in linea generale non ci si può lamentare se si esclude la mancanza
di qualche pezzo che forse avrebbe meritato più degli altri, come "Unframed".
Un concerto più che soddisfacente, intenso che verrà ricordato
a lungo da tutti i presenti. Latin fucking metal.
ILL
NIÑO setlist
This Is War
I Am Loco
How Can I Live
God Save Us
Turns To Gray
Cleansing
Predisposed
Unreal
Drum Jam
What You Deserve
Te Amo... I Hate You
What Comes Around
Corazon Of Mine
Lifeless Life
If You Still Hate Me
Liar