IN
FLAMES
SEPULTURA
DAGOBA
New Age - Roncade (TV)
09/04/2005
REPORT
Daniele
"Tormentor" Amato
PHOTO
Prima di partire con il report della serata desidererei ringraziare rossez e sxe per le foto (dei soli In Flames) gentilmente concesse.
In
un New Age colmo fino all'orlo (e che durante la performance degli headliner
potrà fregiarsi del cartellino 'tutto esaurito' appiccicato fuori dalla
porta) tocca ai francesi DAGOBA aprire le danze
in perfetto orario sulle tempistiche previste. Il sound moderno ma decisamente
brutale ed estremo dei nostri si dimostra adattissimo a scaldare la già
numerosa folla accalcata sotto lo stage, che non lesinerà supporto
e corna alzate per tutta la durata del concerto. Numerosi gli estratti dal
recente e valido "What Hell Is About", dal quale pezzi missile come
"The Man You're Not" e "The White Guy" han fatto la loro
porca figura, aiutate da suoni semplicemente spaventosi, nitidi e potenti,
privi di sbavature. Un gruppo da seguire e supportare che ha offerto un degno
antipasto per quella che si è rivelata una serata di tutto rispetto.
C'era moltissima attesa di rivedere in azione i SEPULTURA
dopo la release del nuovo (appena sufficiente) album "Dante XXI",
anche per via della recente performance qui al New Age dei Soulfly. Un confronto
a distanza che poteva rialzare le quotazioni dei brasiliani o addirittura
affossare ulteriormente la già abissale distanza qualitativa tra le
loro ultime fatiche e quelle di Max Cavalera. Dopo una breve intro la partenza
a razzo di "Dark Wood Of Error", subito seguita da "Refuse/Resist",
non dà adito a dubbi; i Sepultura sono in perfetta forma e hanno la
serissima intenzione di mettere a ferro e fuoco il palco del New Age. Ancora
una volta suoni semplicemente perfetti fanno da contorno ad un concerto di
altissimo livello, sotto tutti i punti di vista; una setlist sbilanciata verso
il glorioso passato dei nostri (da brividi le esecuzioni di "Arise"
e "Dead Embryonic Cells" nonostante i pezzi tratti dal nuovo lavoro
si siano dimostrati di ben altro spessore che su disco), un Derrick Green
incredibilmente sopra le righe e un affiatamento che ha permesso ai nostri
di scherzare col pubblico e cazzeggiare senza far perdere coesione allo show.
Da segnalare l'egregio rimpiazzo Roy Mayorga dietro le pelli, che non ha fatto
assolutamente rimpiangere Igor Cavalera (rimasto a casa con la nuova prole),
tutt'altro. E' un peccato che dopo appena tre quarti d'ora la già flebile
speranza di un co-headlining venga spezzata dall'entusiasmante chiusura di
"Roots" e dai saluti entusiastici della band, ricambiati con calore
dai fan.
SEPULTURA
setlist
Lost (Intro)
Dark Wood Of Error
Refuse/Resist
Convicted In Life
False
Dead Embryonic Cells
Slave New World
Troops Of Doom
Buried Words
Choke
Apes Of God
Breed Apart
Arise
Come Back Alive
Roots Bloody Roots
E tocca agli IN FLAMES. Un New Age in delirio
attende con pazienza la conclusione dell'estenuante soundcheck per dare il
benvenuto ai cinque svedesi, ormai da anni uno dei metal act più amati,
supportati e seguiti in tutta Europa. L'apertura è affidata all'evergreen
"Pinball Map", che fa subito constatare diverse cose; in primo luogo
dei suoni mastodontici perfettamente in linea con l'acustica da 10 e lode
che ha imperversato per tutta la sera; a seguire una forma strumentale altrettanto
perfetta, senza sbavature e che mostra come i nostri siano ormai una band
con gli attributi quadrati dal punto di vista tecnico senza per questo perdere
in feeling.
La setlist della serata si rivelerà eccellente (o quasi...), con moltissimi
estratti dal nuovo "Come Clarity" e anche qualche pezzo che francamente
non mi sarei aspettato tipo "Moonshield"e "Bullet Ride",
che ormai davo per dispersi da tempo. Peccato invece che il masterpiece "Whoracle"
sia stato rappresentato dalla sola "Episode 666", una scelta che
a fronte dell'esecuzione di pezzi buoni ma francamente trascurabili come "Insipid
2000" o "Drifter" risulta ancor più scellerata. Da menzionare
l'impianto scenico dei nostri, che vedeva alle loro spalle dei 'tubi' di led
di diverso colore (dal rosso al blu, al verde) che si illuminavano e creavano
coreografie a ritmo dei brani; curioso e simpatico, peccato che l'abuso di
questa coreografia abbia procurato un mal di testa a molte persone oltre all'imprinting
permanente sulla retina di quelle lucette..
Un concerto perfetto dunque? Affatto. Il buon Anders si è rivelato
a corto di voce dopo un tot numero di brani e, almeno all'inizio, decisamente
freddo e distaccato, quasi svogliato a dispetto dalla sua ormai pluriennale
esperienza come frontman. Friden si scioglierà solo verso la fine quando
un guasto tecnico lo contringerà per forza di cose ad interagire con
l'audience. Tolto ciò, è bene dire che i fan hanno avuto quello
che volevano e anche di più, cosa da non sottovalutare. Ma resto dell'idea
che i vincitori morali della serata siano i 'poveri Sepultura. E parla uno
che ha il santino degli In Flames nel portafoglio.
IN
FLAMES setlist
Your Bedtime Story Is Scaring Everyone (Intro)
Pinball Map
Leeches
System
Trigger
Insipid 2000
Behind Space
Colony
Crawl Through Knives
Take This Life
Come Clarity
Scream
Cloud Connected
Bullet Ride
Drifter
Moonshield
Episode 666
Only Fot The Weak
Embody The Invisible
Vacuum
The Quiet Place
Touch Of Red
My Sweet Shadow