
LABYRINTH
Motion Unlimited - Zingonia (BG)
07/11/2003
REPORT
Pierre Hound
& ColdNightWind
PHOTO
PIerre Hound
[Pierre
Hound]
Fare il mestiere del recensore non è cosa facile.
Spesso ti trovi a dover inventare alchimie assurde per portare a casa quello che
si chiama il "pezzo". Non è il caso di questa serata dove, con
il senno di poi, il pezzo viene facile facile, considerando che a suonare sono
i Labyrinth.
Mi muovo da Milano per tempo, visto che prima d'ora non mi sono
mai recato al Motion, luogo dove si tiene lo spettacolo stasera e soprattutto
non so come arrivare a Zingonia! A "facilitarmi" le cose, c'è
anche questa pioggia che imperterrita mi altera la segnaletica stradale e mi invita
a sbagliare strada.
Faccio due più due e comincio a canticchiare "Falling
Rain", stupenda ballad tratta da "Return To Heaven Denied" degli
stessi Labyrinth
ma questo è un dettaglio!
Tra acqua che viene
giù a secchiate, strade tutte uguali che percorro più volte e informazioni
sbagliate proferitemi in arabo stretto, al Motion arrivo, ma per caso. Con enorme
piacere, ritrovo alcuni dei miei fidati colleghi di Hardsounds e amici vari.
[ColdNightWind]
Fare il mestiere del recensore non è cosa facile, parte seconda.
Quando
si finisce tardi a lavoro e devi correre a casa per farti una doccia non è
mai cosa bella. Quando successivamente devi uscire e farti disperatamente largo
tra il traffico per recuperare due amici e colmare mezz'ora di ritardo le cose
si complicano. Quindi basta aggiungere (in ordine puramente casuale): la pioggia,
le molteplici strade della campagna bergamasca, l'assenza dell'autoradio, la luce
interna della macchina che non funziona e ti impedisce di consultare una cartina
stradale, la benzina che sta finendo, un incessante fame e il costante sguardo
sull'orologio che imperterrito avanza per ottenere un fantastico mix di Isteria
e Confusione.
Una volta giunti all'impossibile, almeno per noi comuni mortali,
Motion si fa marcia indietro per rifocillarci con una calda e gustosa pizza. Nell'uscire
incrociamo distrattamente i Labyrinth che fanno il loro ingresso per godersi il
meritato pasto dopo il sound-check.
Tornati all'ingresso del locale, ancora
stranamente chiuso, incontriamo il fido Pierre Hound e ci mescoliamo con
quelle poche persone assiepate sotto il tendone davanti all'entrata.
[Pierre
Hound]
Mi stupisco da subito di come, nonostante l'orario di apertura
delle porte sia passato da un bel po', ci sia poca gente e tutta ancora fuori,
in attesa di entrare.
Quello che era un velato dubbio ed una lieve interdizione
iniziale, diviene, poi, una dura realtà per il resto della serata. Un'affluenza
scarsissima costringe, infatti, la band protagonista della serata, a posticipare
notevolmente l'inizio dello show, in attesa (e con la speranza) di avere un po'
più di pubblico.
Quando giunge il fatidico momento dell'inizio dello
spettacolo, oltre il quale è impossibile attendere ulteriormente, la band
calca il palco bergamasco trovando un numero di persone ben al di sotto delle
proprie aspettative, ma a vedere poi il concerto, sembra che questo non abbia
così tanta importanza.
[ColdNightWind]
Nonostante la scarsa affluenza di pubblico il gruppo non si fa scrupoli e compie
una prova entusiasmante ed esemplare. Dopo una breve intro il concerto inizia
con la calorosa "Synthetic Paradise" con la quale il pubblico inizia a muoversi ed a scaldarsi. Ma si incomincia a fare veramente sul serio con la
terza canzone: "Moonlight". Con questa canzone il miglior vocalist italiano
inizia a fare veramente col serio, lasciando senza fiato il pubblico con una prestazione
a dir poco sorprendente. E da questo momento in poi l'intera performance proseguirà
con un continuo susseguirsi di emozioni e tecnica. Uno spettacolo raro durante
il quale i Labyrinth non si sono certo risparmiati, dando il tutto per tutto per
il pubblico presente.
[Pierre
Hound]
Il concerto, quindi: secondo il sempre valido proverbio,
"pochi ma buoni", l'esiguo pubblico accoglie calorosamente la band on
stage e dopo un breve ma incisivo intro, inizia il raffinato massacro che Cantarelli
e soci hanno deciso di infliggere agli astanti.
Roberto Tiranti, da buon
front man, carica il pubblico e lo intrattiene con grande maestria, non dimenticando
che il suo mestiere è cantare e, signori, che gran cantare! Ho sempre stimato
Roberto per la sua stupenda voce
calda nelle mille tonalità, potente
nelle parti più articolate, precisa anche nei passaggi in falsetto. Per
il resto, la curiosità generale è quella di vedere la nuova incarnazione
dei Labyrinth post Olaf Thorsen e devo dire che nessuno si è lamentato
di tanta importante defezione, anche per via della presenza di Pier alla seconda
chitarra, che si rivela una piacevolissima sorpresa per tutti.
La band risulta
ancora compatta e trascinante; il sound è quello di sempre, quello che
il pubblico ha sempre potuto e saputo apprezzare sulle pregevoli prove da studio
vecchie e nuove. Lo show, piacevole ed intenso, risulta sapientemente bilanciato
tra i brani del nuovo omonimo disco e i classici del passato, andando a ripescare
anche canzoni del meno fortunato "Son Of Thunder".
Tutti i brani
proposti riscuotono un grande consenso da parte degli astanti ed è un unico
cantare al di sopra ed al di sotto del palco. I punti di maggiore "estasi",
come prevedibile, vengono toccati all'esecuzione dei brani storici: la bellissima
"Moonlight", la seminale "Piece Of Time" e la conclusiva "Thunder".
Una serata, unilateralmente, perfetta, visto che la professionalità e la
bravura della band sono state ampiamente servite in tavola (ma nessuno ne aveva
mai dubitato!), mentre una nota di demerito va a quanti hanno disertato uno show
sensazionale.
Dal canto loro, i Labyrinth hanno suonato impeccabilmente e
come se avessero di fronte uno stadio gremito; questo la dice lunga sul perché,
meritatamente, la band risulta essere la punta di diamante del metal nostrano.
All'estero questo lo hanno capito e ci invidiano questi sei ragazzi
in Italia,
invece, stiamo ancora dormendo (o ci stiamo ri-addormentando!), ma forse la verità
è che non meritiamo niente!!!
Da parte mia, un grazie ai Labyrinth
per avermi regalato una ennesima serata di splendida musica.
[ColdNightWind]
A fine concerto i complimenti
alla band si sprecano, con una folla di persone accalcata sotto al palco per strappare
qualche autografo ai propri beniamini.
I Labyrinth hanno regalato una serata
di grande musica ad un pubblico che poteva essere almeno tre volte superiore a
quello presente. Ma forse, visto che la band suonerà tutt'attorno alla
provincia bergamasca, è un qualcosa che ci si poteva aspettare o quantomeno
prevedere.
[Pierre Hound]
I Labyrinth, dopo un periodo di pausa, stanno tornando prepotentemente alla carica
con i loro roventi live show
non perdete l'occasione di seguire le loro performance
e ricordate di supportare sempre la scena italiana, perché non è
detto che tutto ciò che viene dall'estero sia sinonimo di migliore qualità:
i Labyrinth ne sono una perfetta dimostrazione. Always living in a Maze!!!
Scaletta dei brani:
01
Synthetic Paradise
02 Livin' In A Maze
03
Moonlight
04 Kathryn
05
The Prophet
06 Neverending Rest
07
Chapter One
08 Just Soldier [Stay Down]
09
Slave To The Night
10 Lady Lost In Time
11
This World
12 New Horizons
13
Piece Of Time
14 Hand In Hand
15
Thunder