LACRIMOSA
+ Gothminister

Alcatraz -Milano
11/05/2005

REPORT & PHOTO Pierre Hound

 

 

 

 

 







Nel buio dell'Alcatraz di Milano, un occhio di bue fende le spesse coltri del nulla e dona lucentezza e splendore al decadente carrozzone dei Lacrimosa.
La band è in città e con essa poche centinaia di affezionati cultori di romantiche e tristi melodie del loro circo oscuro.
Sono curioso di assistere, per la mia prima volta, ad uno show di Tilo Wolf e Anne Nurmi, quindi con estremo gusto faccio mio l'ingresso della grande discoteca milanese, per l'occasione ridotta nelle sue dimensioni totali causa, forse, una stima scarsa di potenziali avventori.

Appena dentro, dal palco "addobbato" noto che i Lacrimosa hanno deciso di avvalersi di un opener e con mio grande piacere prendo atto che tale gruppo di apertura è quello degli scandinavi Gothminister, malsana creatura electro gothic dark dell'omonimo leader.
Le mie attese per la band del "ministro del goth", al secolo Bjorn Alexander Brem, cominciano a venir deluse quasi subito. In formazione, per l'occasione, a quattro, la band non riesce a riproporre il proprio breve repertorio in modo così incisivo come su disco. Le cavalcate trascinanti e le bordate a-la Rammstein sono uno sbiadito ricordo del caro dischetto argentato, trasformandosi, in sede live, in penosi 'walzer' grigiastri che ben presto portano alla noia…con buona pace dei gestori del locale che colgono l'occasione per vendere qualche birra in più.
Non so cosa salvare dello show di Gothminister e compagni. Poca potenza sulla chitarra, una batteria trascurabile ed un basso assente (non che non si senta…non c'è proprio!). Pezzo "forte" di ogni singolo brano presentato dalla band sono le campionature di Half Face e i lamenti gutturali di Brem…un po' poco per definire un pezzo da karaoke, come un brano accurato e ben arrangiato. Non viene risparmiata dal martirio neanche la mia preferita, "Gothic Anthem", quindi non resta che mettermi a piangere, così da prepararmi al meglio agli headliner della serata, gli svizzeri Lacrimosa!

Il sipario si chiude e le operazioni al di là di quel nero e spesso velo sono incessanti e, direi, lunghe. Arriva, però, il momento in cui le luci cedono spazio al buio ed il brusio ad un silenzio d'attesa. Si apre il "tendone", inizia la lunga nenia seducente. Un'enorme infrastruttura scenografica luccicante raffigura il logo della band ed al centro di tale scenografia una figura a me nota! Ehi, ma è Yenz Leonhardt, bassista degli Iron Savior…cosa ci fa qui, truccato ed agghindato? E' vero, mi aveva detto che avrebbe fatto da turnista per i Lacrimosa! Ed eccolo li, insieme ai suoi altri compagni d'avventura, introdurre con un degno tappeto sonoro, il duo tanto atteso. Tra le urla e gli applausi prende posto dietro le tastiere la fascinosa Anne, mentre pochi secondi dopo, lo stage è tutto per lui…per Tilo, elfico principe oscuro, romantica figura dei sentimenti più profondi, etereo dispensatore di tristezza e gioia.
La lunga scaletta musicale pensata per l'audience milanese, non risparmia emozioni, attingendo a piene mani dai classici della band e proponendo gustose (o forse controverse) nuove canzoni dal repertorio più recente della stessa. Non mi dilungo sui 22 brani proposti -che potete tranquillamente scorrere in fondo a questa pagina- ma posso dire che durante tutta la durata dello show non mancano i momenti intensi, differenti per ognuno degli astanti, così da creare in sala una lunga e continua onda di emozioni e pelle d'oca. La gente si diverte, ride, piange, urla, tributa il giusto riconoscimento ad una band di nicchia, ma molto amata, pur nella estrema semplicità della sua proposta. Tilo intrattiene sapientemente il pubblico con la sua voce, con le sue danze maliziose e con le sue movenze delicate…talvolta cede il microfono ad Anne e nonostante il pubblico non tributi lo stesso calore alla singer, lo spettacolo ne trae giovamento, risultando maggiormente variegato.
Verso la chiusura dello show compare anche una tromba e Tilo non può far altro che incantare ulteriormente il suo pubblico, mediante le soavi e calde note dello strumento a fiato. Qualcuno tira fuori la classica vecchia battuta, che in questo contesto trova la sua naturale applicazione pratica: "Guardate: Anne suona la tastiera e Tilo la tromba!"…un boato a forma di mega risata esplode in sala e con esso giunge il termine del brano.
Quasi verso il termine dello show, due dei classici più classici dei Lacrimosa e, forse, giunge anche per me il momento di sperimentare quell'onda emotiva di cui dicevo precedentemente: in rapida successione "Alleine Zu Zweit" e "Copycat" mi atterrano! Sono soddisfatto, tutti sono appagati…anche se, sulla distanza, uno show così lungo fatto di melodiosi refrain, romantiche ballate, grintosi inni d'amore/sofferenza, può essere abbastanza duro da mandar giù!
In definitiva, un riscontro positivo…non come quello che la band ha all'estero, ma per l'italica gente è già abbastanza quello che è avvenuto qui stasera.

"Danza - vita mia - danza, danza con me, danza con me per una volta ancora…"

LACRIMOSA's setlist:
01. Kelch der Liebe
02. Schakal
03. Malina
04. Tränen der Sehnsucht
05. Vermächtnis der Sonne
06. The Turning Point
07. Alles Lüge
08. Lichtgestalt
09. Seele in Not
10. Stolzen Herz
11. Apart
12. Letzte Ausfahrt: Leben
13. Halt Mich
14. Durch Nacht & Flut
15. Not Every Pain Hurts
16. The PArty Is Over
17. Das Schweigen
18. Alleine Zu Zweit
19. Copycat
20. Der Morgen Danach
21. Ich Bin der Brennende Komet
22. Ich Varlasse Heut' Dein Herz

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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