LACUNA
COIL
MOONSPELL
PASSENGER
POISONBLACK
Transilvania
Live- Milano
05/01/2004
REPORT
Poisoneye,The
Empress & Pierre Hound
PHOTO
Pierre Hound
Fa freddo, molto freddo. Fuori dal Transilvania Live però, la gente sembra non
farci caso...l'attesa per il concerto di oggi scalda le numerose anime accorse
per l'evento che vede il ritorno in patria dopo lunghi mesi di assenza dei Lacuna
Coil, questa sera straordinariamente accompagnati da band del calibro di Moonspell,
Passanger e Poisonblack. [Poisoneye]
POISONBLACK
Sono i finlandesi Poisonblack ad aprire la serata. La band sale sul palco alle
18:30 circa quando buona parte della gente è ancora in fila all'ingresso. Purtroppo,
come spesso accade agli "opener", i suoni lasciano un po' a desiderare e la canzone
d'apertura "The Glow Of The Flames" non risulta così impattante come sul loro
album di debutto. Ville Laihiala e soci non si lasciano però intimidire e nonostante
il poco esplosivo avvio riescono a riprendersi cercando anche di scaldare un pubblico
forse un po' intimidito dai giganti che animano il palco (oltre ai due metri del
front-man dei Sentenced impegnato alla chitarra c'è anche la presenza inquietante
di un Leppaluoto che, a causa di uno scontro con il microfono in una delle date
precedenti del tour, si ritrova a cantare senza un dente risultando esteticamente
molto aggressivo...).
Dopo la carica sprigionata con "All Else Is Hollow"
il singer sorprende tutti intonando la stupenda "The Kiss Of Death" proprio come
in "Escapextacy" dimostrando tutta la sua bravura nell'impostazione vocale e sprigionando
quella speciale sensualità che la sua calda ed armoniosa voce è in grado di offrire.
Sulle note del singolo "Love Infernal" il locale sembra diventare più caldo ed
accogliente creando la giusta atmosfera per ascoltare in anteprima una canzone
che verrà inserita nel prossimo lavoro in studio. Il pezzo in questione si lascia
piacevolmente ascoltare ed anche se non appare particolarmente entusiasmante funge
da intro per l'unica cover presentata ("Say Just Words" dei Paradise Lost). Siamo
agli sgoccioli e proprio sul finale arrivano le emozioni più forti. "The State"
è semplicemente sublime mentre "The Exiter" chiude degnamente una buona performance
la cui pecca è più che altro da ricercarsi nella poca grinta offerta, mischiata
ad una presenza scenica sicuramente migliorabile. Per la cronaca devo registrare
l'evidente insoddisfazione di Zorro che non è stato deliziato con "With Her I
Die" ma soprattutto con "Lay Your Heart To Rest" (anche a mio avviso un pezzo
da non tralasciare nella scaletta della serata). E visto che i Poisonblack se
la sono dimenticata...la cantiamo noi: "...and I believe in one thing forevermore,
to live is to love the pain..."
[Poisoneye]
-The
Glow Of The Flames
-All Else Is Hollow
-The Kiss Of Death
-(inedito)
-Say Just Words (Paradise Lost)
-The State
-Exiter
PASSENGER
Dopo un veloce cambio palco sono ora i Passenger a dire la loro.
Questi ragazzi
svedesi si presentano con suoni molto più diretti, distorti e sporchi dei precedenti
creando la giusta coerenza con quanto ho ascoltato nel loro omonimo album. Questa
caratteristica permette alla band di risultare a proprio agio anche se devo ammettere
che la qualità delle canzoni ha perso inevitabilmente quella tanto sottile quanto
importante linea melodica difficilmente ritrovabile quando le orecchie sono devastate
dagli schiaccianti accordi delle chitarre.
Partono subito a razzo con la prepotente
"Rain" e proseguono decisi avendo impostato il concerto sull'aggressività e la
determinazione (non è infatti stata inserita in scaletta l'unica canzone in grado
di dare tregua alle robuste atmosfere create dal gruppo: "Circles". Peccato perhè
penso che molti l'avrebbero gradita...). "In My Head" contribuisce a rendere più
accattivante l'esibizione con l'orecchiabile ritornello che contrasta l'incedere
della canzone. Non c'è un attimo di pausa, "Carnival Diaries" e " Just The Same"
precedono la riflessiva "For You" che vede protagonista assoluto Anders Fridèn
che imprime il suo potente timbro sulla canzone. E così dopo "Circus" si giunge
al pezzo forse più rappresentativo dello "stile Passanger": "I Die Slowly" , la
cui interpretazione, oltre a riprodurre fedelmente la versione da studio riesce
ad essere anche più emozionante e passionale. La conclusione regala altre scariche
di pura adrenalina grazie ad "In Reverse" ed "Eyes Of My Mind" rendendo merito
a questa band che dopo aver sfornato un buon album riesce a farsi apprezzare molto
anche dal vivo. Tra l'altro il batterista ha indossato la maglia rossonera della
squadra sei volte campione d'Europa e si è reso particolarmente simpatico dimostrandosi
onorato di avere suonato nella città di Milano, famosa anche per eventi extra-musicali
(ed io ho apprezzato molto...).
[Poisoneye]
-Rain
-In My Head
-Carnival Diaries
-Just The Same
-Circus
-I Die Slowly
-In Reverse
-Eyes Of My Mind
MOONSPELL
Luci soffuse, atmosfera stupendamente cupa e note malinconicamente più oscure
per i Moonspell.
Opener della serata "In And Above Men", e "From Lowering
Skies", tracce di apertura del neonato "The Antidote", le quali ci mostrano un
quartetto portoghese in splendida forma, e colorano con tinte decisamente più
scure l’ambiente del locale, dando un risultato sicuramente apprezzato dai numerosi
fans, accorsi proprio per questo gruppo e subito accontentati con due classici
del passato.
"Virando costas ao Mundo Orgulhosamente ses Gloria Antiga, volta
a nos! ALMA MATER!" Il pubblico grida all’unisono il ritornello di "Alma Mater",
per poi lasciarsi trasportare dalle note stupendamente malinconiche di "Vampiria",
entrambe cavalli di battaglia di Wolfherat interpretate con particolare enfasi
dal "Madrake’s Pill".
Sonorità ottime, esibizione davvero soddisfacente da
parte di ogni singolo membro del gruppo, e particolarmente accattivante la performance
del drummer "Forever Rope", in splendida forma questa sera dietro ai piatti.
"Opium, desire or will? Inspiration bound from an elegant seed… Subversion, through
smoke I foresee… Erotic motions of lesser gods in ectasy…" : Si continua sulle
note di Opium, in cui la voce calda e affascinante di Ribeiro trascina ogni fan
in un vortice di oblio e sogni, fino ad approdare in "FullMoon Madness" e "DevilRed",
brani che riscuotono i meritati apprezzamenti da parte del pubblico, ormai completamente
avvolto dall’atmosfera struggentemente cupa creata dalle sonorità dei MoonSpell.
Ci si avvia verso "Everything Invaded" altro brano del nuovo album proposto durante
quest’esibizione, che si avvia alla conclusione dopo solo un’ora.
Dopo 60
minuti di scosse elettriche sulla pelle, rimangono per i numerosi fans l’amarezza
per un’esibizione durata forse troppo poco e l’eco delle note di "The Antidote",
brano con il quale i Moonspell chiudono la loro intensa performance.
[Empress]
LACUNA COIL
Ho sempre guardato a me stesso
come ad una persona a cui mancava qualcosa... uguale ma diverso dagli altri, perchè
italiano... e si è sempre detto e saputo: l'Italia NON fa metal! Con questo complesso
di inferiorità ci ho vissuto per decenni, ma stasera, come una bolla di sapone
sotto i raggi del sole, tutto questo svanisce ed io riesco vigorosamente a guardare
negli occhi la Metal-scene mondiale, urlando un solo nome: LACUNA COIL!
Da
circa sei mesi non vedevo questi miei sei amici e li ritrovo stasera headliner
di un concerto fenomenale in cui a loro supporto c'è parte della crème gothic
europea. Il Transilvania Live è colmo in ogni ordine di posto e molti ragazzi
si vedono costretti a seguire lo show con il solo udito, visto che non hanno avuto
la possibilità di entrare nel locale, e devono quindi assieparsi al suo esterno.
L'ingresso di Cristina e soci sul palco milanese provoca un boato all'unisono
ed è subito "Swamped"! Per un paio di brani, si percepisce la palese emozione
della band, un'emozione dovuta alla calorosissima accoglienza della "loro" città...un'accoglienza
che mai prima di questa sera era stata loro riservata. Ma non ci deve essere posto
per l'emozione per questi bravissimi ragazzi...loro lo sanno ed ingranano una
marcia in più, cominciando a donare il meglio di se al meraviglioso pubblico italiano.
E' così che uno dopo l'altro vengono riproposti alcuni dei brani divenuti, ormai,
dei classici per i Lacuna Coil e per i loro fan: "Daylight Dancer", "Self Deceiption",
"To Live Is To Die", pescate dai due ultimi lavori in studio, portano sonorità
diverse ed emozioni tra il pubblico. Cristina ed Andrea, da bravi frontmen (Cri,
perdonami se ti faccio passare per un uomo!) interagiscono con il pubblico presentando
ogni singolo brano, scambiando "effusioni" con i tanti convenuti ma, soprattutto,
parlando finalmente in italiano con la certezza di essere capiti. E con la voglia
di omaggiare il loro pubblico di casa, i Lacuna Coil donano a questo la loro perla
"Senza Fine", ripescano da "Unleashed Memories" "Cold Heritage" e frantumano i
cuori di tutti con un grandissimo ed avvinghiatissimo abbraccio rappresentato
dalla bellissima "Entwine". La serata volge tristemente al termine, si incammina
verso la sua fine come farebbe un condanato a morte nell'atto di incontrare la
sua compagna finale e definitiva..."When Dead Man Walks" accompagna, come potente
e travolgente colonna sonora questo sentimento. Ben presto arriva il buio, trafitto
per pochi altri minuti dall'unico bis della serata...non può certo mancare l'hit
del momento, quell'"Heaven's A Lie" che furoreggia su MTV (ogni tanto una buona
azione, eh?) ed in cui, come very special guest, si esibisce alla terza voce,
l'immenso (in ogni senso) Fernando Ribeiro dei Moonspell. La serata finisce...prima
di andare a dormire e sognare lo spettacolo appena terminato, c'è giusto il tempo
per riabbracciare i nostri amici Lacuna Coil e gridare loro forte: SIETE IL NOSTRO
ORGOGLIO.
[Pierre Hound]
Ringraziamenti
conclusivi:
Un grazie all'Imperatrice per aver apportato la sua profonda
esperienza e sensibilità, nell'interpretare la mistica performance dei meravigliosi
Moonspell.
Un grazie a Cristina Scabbia per aver firmato la fronte di Poisoneye!
Un grazie a Zorro per aver protestato come sempre ed aver donato il tocco di colore
in più alla serata!
Un grazie a tutti gli artisti che a fine serata ci hanno
offerto da bere a non finire.
Un grazie alla musica che riempie ed addolcisce
l'imperterrito scorrere della nostra vita.
[Pierre Hound]