LONGOBARDEATH
Festa Identità Padana - Adro (BS)
28/07/2006
REPORT
Flames
Of Hell
PHOTO Flames
Of Hell
Dopo aver potuto ammirare all'opera i Longobardeath al festival di Hardsounds, eccomi di nuovo testimone di una esibizione del combo milanese che sa unire, con facilità ed ironia disarmante, il dialetto lombardo all'heavy metal.
Il quartetto si fa attendere molto prima di salire sul palco, non certo perchè siano delle rockstars: la "colpa" è del dibattito in programma prima del concerto, che ha come effetto negativo quello di far andar via un sacco di giovani prima dell'esibizione dei ragazzi. Un vero peccato vista la caratura del concerto che attendeva gli spettatori. La situazione iniziale non è delle migliori: causa pioggia pomeridiana non è stato usato il bel palco esterno: l'organizzazione è riuscita a ricavare uno spazio in un angolo del tendone coperto che ospitava la ristorazione, riuscendo anche a rendere il suono accettabile. Ma veniamo alla prestazione del gruppo: UL Mik dietro al microfono si dimostra il grande animale da palco che è, riuscendo a tener viva l'attenzione del pubblico inframmezzando le canzoni con pazzie di ogni sorta; una vera marcia in più per il combo lombardo. Anche Ul Teo e Ul Necro fanno la loro parte, sia padroneggiando con bravura i loro strumenti (rispettivamente basso e chitarra), sia correndo a destra e a manca nel tendone, suonando sui tavoli ed evitando con bravura, nelle loro scorribande, il manipolo di ragazzini scalmanati che pogava a più non posso. Ma come dimenticare Ul Giurgin alla batteria, in grado col suo drumming di dare la giusta energia alle composizioni targate Longobardeath: anche lui si attesta su ottimi livelli sfoderando una prova veramente interessante; ho infatti constatato, con sommo piacere, che la band è cresciuta nettamente in affiatamento riuscendo così a sfornare una prestazione da vera heavy metal band con gli attributi.
E così, fra un "Ass De Picc", una "Polenta Viulenta" e "Lader" si passa in rassegna tutte le canzoni della band riuscendo così ad intrattenere il pubblico che, a parte lo spiazzamento iniziale comprensibile, dimostra di apprezzare la proposta di Mik e soci. Menzione d'onore per i ragazzini che hanno animato il concerto col loro pogo, eseguito con una foga ed energia incredibile: questi hanno veramente capito lo spirito del metal classico, altro che quei fighetti del metallo che pogano solo ai concerti dei Maiden o degli Slayer; veramente una lezione di spirito metal che deve far riflettere tutti su ciò che il nostro bel genere musicale è diventato con gli anni.
Ma per fortuna che ci sono i Longobardeath che incarnano perfettamente quello spirito fatto di birra, divertimento e musica pesante: ad averne di band così, grezze ma assolutamente coinvolgenti! Ma non perdiamoci in discussioni troppo profonde: il mio consiglio è di vederli almeno una volta dal vivo per capire la qualità della proposta del quartetto; vi assicuro che sarà amore al primo ascolto! Per concludere un concerto di spessore, che ha dato al pubblico divertimento e la sana razione quotidiana di metallo: sicuramente da supportare in attesa del nuovo album che, viste le premesse delle song proposte al concerto, si preannuncia scoppiettante e dialettale. Ben fatto ragazzi!