
Torre
De Babel - Mantova
4-5/11/2005
REPORT
Flames
Of Hell
PHOTO Flames Of Hell, Kendra
Prologo
Quarta edizione del Mantova Prog Fest: nelle serate di venerdì e sabato
si sono avvicendate, sul palco della Torre Di Babel, tre band italiane le cui
proposte musicali gravitano nella sfera del progressive di classe. Gruppo
di punta della manifestazione i siciliani Fiaba, act dedito ad un folk prog
tanto entusiasmante quanto strano e particolare: i "folletti" hanno
monopolizzato la giornata di sabato mentre nella prima serata si sono trovati
a spartire il palco i bergamaschi Torre Dell'Alchimista e i padroni di casa
Auticada.
Lo spazio in cui si è svolta la manifestazione non è dei più grandi nè tantomeno
di quelli acusticamente più adatti ad ospitare un concerto: è incredibile
comunque costatare come l'organizzazione ed il fonico siano riusciti a tirar
fuori da uno stanzone rettangolare, creato in pieno stile settantiano, una vera e
propria sala d'ascolto musicale con un sound buono. Ma è ora di abbandonare
le chiacchiere e lasciarvi alla lettura dei live report di questo Mantova
Prog-fest edizione 2005.
Venerdì
4 novembre 2005
La prima
serata del festival vede protagoniste due band: Torre Dell'Alchimista e gli
Auticada.
L'apertura tocca ai bergamaschi che coinvolgono gli ascoltatori presenti con
dell'ottimo progressive rock settantiano, figlio dei grandi act musicali partoriti
dalla nostra patria in quegli anni. L'esecuzione della giovane, ma già rodata,
band è inpeccabile e coinvolge il pubblico presente trasportandolo indietro
nel tempo.
Il combo lombardo presenta pezzi di indubbio spessore, suonati con bravura
e ricchi di sentimento e perizia tecnica: sicuramente i quattro ragazzi sono
da seguire con attenzione e supportare, visto che non capita spesso di trovare
band votate così genuinamente alle sonorità prog rock settantiane. La scaletta
presenta brani del loro debut album, canzoni registrate
durante la loro esibizione al Nearfest 2002 e una nuova composizione, non ancora
terminata, eseguita in questa occasione per far capire che il lavoro della
band continua.
In definitiva un'ottima prestazione live per una band che, se continuerà su
questa strada, potrà sicuramente portare lustro ed onore alla scena musicale
italica.
E' quindi il turno del rock sinfonico targato Auticada: la band mantovana
presenta, a parte un medley dei Dream Theater, interamente "Aurea",
debut album dato alla luce in questo 2005.
Punti di forza tecnici della serata sono stati Davide Lamagni alla batteria
e Roberto Roverso alla voce, autori di una prestazione sopra le righe. Il
resto della band ha dimostrato comunque ottime capacità ed affiatamento, ed
il pubblico ha gradito l'esibizione dei padroni di casa omaggiandoli dei giusti
applausi.
Musicalmente le composizioni, cantate in italiano, risultano interessanti,
ben scritte ed arrangiate: è sempre un piacere ascoltare band che con coraggio
vogliono portare avanti le proprie idee fregandosene delle mode (cosa che
tutti e tre i gruppi di questa rassegna fanno del resto). Sono rimasto particolarmente
colpito dai suoni del chitarrista Massimo Piasenti, che ha dato una nuova
verve all'Auticada-sound: la new entry del combo mantovano è riuscita già
a lasciare il segno nella band.
Tirando le somme una serata di grande musica con due band che faranno sicuramente
parlare di loro.
Sabato
5 novembre 2005
E' il Fiaba
day, signori e signore: finalmente il nord Italia può ammirare all'opera una
del folk prog band più ammalianti e allegoriche.
Il batterista e mastermind Bruno Rubino dà i tempi della macchina dei sogni,
che ripercorre vari album del combo siciliano soffermandosi soprattutto sull'ultimo
"I
Racconti Del Giullare Cantore".
Lungo i 17 brani della scaletta si può apprezzare appieno la classe e la "pazzia"
del gruppo siciliano, che usa folleti, orchi, streghe ed altre figure bizzarre per
raccontare in modo velato ed indiretto le pulsioni dell'animo umano.
Nell'esibizione dei Fiaba c'è anche lo spazio per un omaggio a quel genio
di Branduardi, il menestrello per eccellenza: l'unica cover presentata infatti
nella scaletta è quella dell'Angelo nazionale, sicura fonte d'ispirazione
per il combo siciliano.
Giuseppe Brancato dietro il microfono è un vero e proprio giullare cantore,
incaricato di portare l'ascoltatore, pian piano, nei meandri del mondo "fiabesco":
una prestazione eccellente vista anche la bravura che occorre per interpretare al meglio
certe linee vocali difficili ed intricate.
La sezione ritmica, affidata a Rubino e al bassista Giuseppe Capodieci, è
precisa e dona un sound corposo alle canzoni, mentre il compito di stupire
con la classe è lasciato ai due chitarristi Carlo Bonfiglio e Massimo Catena
che entusiasmano il pubblico presente.
Una prestazione in definitiva strepitosa che chiude in bellezza una due giorni di ottima musica, e dimostra ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, che i talenti
musicali italiani non sono secondi a nessuno: ora tocca a voi lettori supportare con cognizione ed entusiasmo i nostri alfieri del prog rock, non ne rimarrete delusi...