ANDRE MATOS & THE CLAIRVOYANTS
Buddha Rock Cafè - Orzinuovi (BS)
27/05/2005
REPORT
Raistlin
PHOTO
Eric Stayn
Andrè Matos al Buddha di Orzinuovi. Mi sembra di sognare. Mi precipito sul luogo con ore di anticipo per intervistare il formidabile singer brasiliano, gentilissimo e simpatico come sempre... il risultato della chiacchierata lo potete trovare sulle nostre pagine. Il pomeriggio passa, l'attesa sale, finalmente l'orario fatidico scocca, e io e il fido Eric facciamo il nostro ingresso nel locale per seguire la performance del buon Andrè. Devo dire che la curiosità era anche per i The Clairvoyants, soprattutto dopo gli elogi che il frontman degli Shaaman aveva loro elargito durante l'intervista.
Effettivamente già dal primo brano, "Wildest Dreams", si capisce che la band c'è, eccome se c'è. E non poteva essere altrimenti per un gruppo che ha collaborato con Blaze, Kotipelto e ora con Matos, che però non si fa vedere per i primi dieci pezzi, lasciando al bravissimo singer Gabriele Bernasconi la possibilità di sfoderare tutta la sua grinta e la sua innegabile abilità tecnica. I sei ragazzi scaldano a dovere il pubblico, regalando emozioni notevoli con delle riproposizioni assolutamente impeccabili di classici come "The Trooper", "The Number Of The Beast", "Fear Of The Dark" e tanti altri.
Ma ecco che, sul celeberrimo "Churchill Speech", Andrè Matos fa il suo ingresso sul palco. E' il delirio, la folla (numerosa) si accalca, e sulle note di Aces High il carismatico ex-Angra dimostra di essere in forma strepitosa. Da questo momento è tutto un crescendo di emozioni, con una scaletta da mozzare il fiato (di seguito "2 Minutes To Midnight", "Flight of Icarus", "Hallowed Be Thy Name", "Wasted Years", "Run To The Hills", "Children Of The Damned", "Running Free" e "Iron Maiden"), ogni tanto si poga, ma soprattutto si rimane incantati davanti all'eccezionale prova di Matos. Non sbaglia una nota, supera limiti che sembrano impossibili, senza per questo perdere in potenza o in espressività. Superlativo, probabilmente il miglior cantante metal attualmente in circolazione (a parere del sottoscritto). Il brasiliano ride, si diverte, scherza col pubblico, con il cantante e con gli altri musicisti dei The Clairvoyants, dimostra di essere un frontman perfetto, senza alcuna pecca.
C'è da dire che la band non è da meno: l'atmosfera e i suoni ricreati sono davvero quelli giusti, i riff e gli assoli ineccepibili, la base ritmica non perde un colpo. Grande gruppo, davvero.
La chiusura è affidata a tre brani che si distaccano dai Maiden: la bellissima "Pride", dal primo album degli Shaaman, e le due classicissime "Paranoid" dei Black Sabbath (spettacolare) e "Breaking The Law" dei Judas Priest.
Non c'è che dire, un concerto coi controfiocchi; chi non c'era si è perso uno spettacolo eccezionale.
Scaletta
The Clairvoyants:
Intro
Wildest Dreams
The Evil That Men Do
The Trooper
The Clairvoyant
Wrathchild
The Wicker Man
Can I Play With Madness
The Number Of The Beast
Fear Of The Dark.
The Clairvoyants + Andrè Matos:
Intro (Churchill Speech)
Aces High
2 Minutes To Midnight
Flight of Icarus
Hallowed Be Thy Name
Wasted Years
Run To The Hills
Children Of The Damned
Running Free
Iron Maiden
Pride
Paranoid
Breaking The Law.